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Giornale di Brescia - Mercoledì 29 giugno 2005 Attraversando la campagna bresciana, sull’Oglio, sul Mella e sul Chiese, nelle aziende agricole Tre fiumi, tante rogge, tre aziende agricole, un pescatore, un centinaio di chilometri tra migliaia di ettari della miglior campagna del mondo alla ricerca di un dramma che non c’è. La siccità esiste, ma l’agricoltura bresciana è preparata a rispondere. Almeno l’agricoltura della pianura, la migliore al mondo. Registriamo fiumi asciutti, quasi rinsecchiti, falde basse, al limite per via di un consumo d’acqua sempre maggiore e una piovosità minore. La siccità di questi giorni preoccupa poichè deve preoccupare qualsiasi fenomeno radicale della meteorologia, ma la siccità di questi giorni, almeno nella nostra pianura, non è drammatica, non possiede i connotati angoscianti descritti dai telegiornali e dai giornali nazionali. Ci dev’essere una sana precoccupazione, una equilibrata attenzione, ma nulla che evochi la paura. Lo sostengono gli agricoltori ascoltati in questo viaggio, gli esperti. Il prof. Fausto Branchi, docente in pensione, consulente di molti consorzi irrigui, tra gli uomini da tenere a mente nella storia della Coldiretti bresciana, spiega cosa sta accadendo. «Quest’anno - dice - è piovuto troppo presto, a maggio. Da noi, però, c’è un sistema di canalizzazione arricchito dalla creazione di pozzi. Le falde sono basse, ma il sistema d’irrigazione funziona, la ricchezza dei pozzi è determinante per la gestione di crisi anche gravi. L’opinione pubblica va tranquillizzata». «Il bene acqua va rispettato - aggiunge il prof. Branchi -. È da migliorare la distribuzione con una migliore razionalizzazione, orari susseguenti». Nell’area della pianura ovest si contano una cinquantina di pozzi tra Roccafranca, Rudiano, Orzinuovi, Quinzano. «1.265 ettari - spiega il prof. Branchi sono irrigati con la roggia Comuna, parte da Rudiano e arriva a Quinzano. Il Vaso Vecchio ne irriga 570, da Belprato a Villachiara. In quest’area possiamo contare una trentina di consorzi irrigui. Da raccomandare è l’uso razionale e in perfetta sequenza dell’acqua, altrimenti è spreco. «Basterebbe il temporale di San Pietro - dicono gli anziani coltivatori della pianura - basterebbe». San Pietro è domani (oggi per chi legge) e non si vedono grandi nuvole all’orizzonte. Il sistema di irrigazione è millenario, passato dal Rinascimento all’Illuminismo a Napoleone all’epoca austriaca. Chi è arrivato ha badato a curare la campagna almeno quanto le persone. La campagna è la salvezza, lo è stata e lo è ancora. E lo sarà, se ci pensiamo appena. Nella metropoli non cresce il frumento, il pane. Il viaggio incomincia dal ponte sull’Oglio, tra Orzinuovi e Soncino: al centro del ponte, dove c’erano tre metri, adesso si misurano 70 centimetri d’acqua, le alghe sono affiorate e tengono la maggior area fluviale. L’Oglio sembra finire da un momento all’altro. Il Mella, a Manerbio, sul ponte centrale non lontano dall’ospedale, è di un verde sporco di bottiglia, forse peggio. Più su, all’entrata di Montichiari, sul ponte che lascia le cartiere sulla destra per chi entra, il Chiese è fluvialmente ridicolo, quattro pozzanghere e un miracoloso filo di corrente che sbuca trecento metri a sud, in un passaggio carsico. Davanti a una di queste pozzanghere, un signore, ieri mattina, pescava aole. Colloquio dalla riva. Come si chiama? «Giovanni Saletti» (foto nel riquadro). Il resto viene fluentemente, senza domande: «Ho lavorato fino a poco fa alle cartiere. Mi piace pescare. Il Chiese, quest’anno, è messo bene, l’anno scorso, già a marzo era pressocché scomparso. Appena cala ancora, nelle pozzanghere si troveranno quintali di pesce morto, senza ossigeno». «Pesci affogati» nell’asciutto. Saletti non si muove dal cerchio delle cartiere dove ha lavorato una vita. Stamattina, è l’unico uomo nel Chiese. Puntiamo nella campagna del granturco alto già un metro, d’un verde oliva, sano, verso Manerbio, Leno, Montichiari. Alla cascina Chizzola, 150 piò, i proprietari conduttori, padre e figlio, Pietro Brunelli, 56 anni e Angelo, 26 anni, spiegano un po’ di sistema irriguo della zona, la supremazia del lavoro, la ricchezza dei pozzi. «Nel nostro Consozio irriguo denominato Catilina - ci dicono - ci sono circa mille piò di terra, diverse cascine. Il vaso Usignolo, per esempio parte da Manerbio e irriga più di mille piò». 150 piò, una stalla di 250 vacche da latte gestiti dai due Brunelli e un indiano. Trent’anni fa non sarebbero bastati 15 uomini. Alla cascina Bersaglio di Sotto, 37 piò con irrigazione a coprire 4,5 piò, si va in prestito di acqua. Riccardo Pennati, 34 anni, proprietario con il padre Lorenzo dell’azienda, spiega che un pozzo non è conveniente per la tipologia della sua azienda. Esiste una solidarietà nell’agricoltura, una solidarietà riconosciuta economicamente, che risolve, annualmente, simili congiunture. Alla cascina Littorio, area lenese, Roberto, 39 anni, Federico, 29 anni e il padre Battista, 70 anni, gestiscono 27 piò in proprietà e un’altra quarantina in affitto. «I fontanili, ormai, sono troppo bassi - dicono - ci salviamo con il nostro pozzo che ha 12 anni. Se il vicino ha bisogno, gli si impresta qualche ora d’acqua». La situazione è sotto controllo. L’acqua imprestata costa, più o meno, 25mila vecchie lire all’ora, compreso tutto, trattore, consumo. Con meno di 10 ore si soddisfa l’irrigazione di 10 piò di terra. A margine di una siccità respinta con forza dall’organizzazione dell’agricoltura della pianura bresciana, si segnala l’indipendenza gestionale dei Cadei. Sono in tre, come una volta, conducono la loro azienda, terra e stalla con 120 vacche da latte. Niente indiani. All’alba e di notte, tre bresciani si alternano a daquà e a monzèr, a irrigare e a mungere. Si conversa sulla forza della tradizione e dell’innovazione della campagna bresciana, di un sistema di irrigazione curato, di pozzi clandestini che poi si convertono a regolari, dell’indispensabile presa di coscienza che l’acqua non va consumata, va usufruita con misura perchè la terra, tra gli altri motivi, continui a costare tra i 70 e i 100 milioni di vecchie lire al piò. Una fortuna. Tonino Zana
Fiumi in secca, si difendono le cascine
La rete dei pozzi e dei canali irrigui batte la siccità
Giornale di Brescia - Mercoledì 29 giugno 2005 Il Mella, sporco e inquinato Il fiume Mella, nella sua capitale di Manerbio, è impresentabile: sporco, unto, basso, rifiutato perfino dagli uccelli e appena accettato dai moscerini. Appena dopo il ponte centrale della cittadina della Bassa centrale, quando si pone parallelo all’ospedale, oggi come oggi, sarebbe da penalizzare con una querela culturale. Non si riduce un fiume così, siccità a parte. «Bisogna controllare gli scarichi, troppi inquinatori in giro». E’ il parere di uno storico amministratore pubblico della Bassa. Va verificato.
Giornale di Brescia - Mercoledì 29 giugno 2005 Molte categorie penalizzate La serie B al sabato pomeriggio alle 15 è un’ipotesi che non piace ai sindaci lombardi, vedi: Brescia, Piacenza, Bergamo, Mantova, Cremona, ecc., che hanno sottoscritto una lettera (con testo concertato) da spedire al presidente del Coni Gianni Petrucci, e al presidente della Lega Calcio Adriano Galliani, con la richiesta esplicita di un incontro con i vertici del calcio italiano. Ordine del giorno: escludere l’eventualità di giocare il sabato. Casualmente l’iter che ha portato a rivolgersi alla Lega Calcio è la sintesi di più iniziative congiunte. Una delle ragioni del rifiuto di giocare il sabato è: sono in molti, durante le ore pomeridiane, a praticare attività sportive sia a livello agonistico che amatoriale ecc. Per non parlare dei commercianti, esercenti ecc., che lavorano di sabato, con conseguente perdita di introito e di spettatori stessi allo stadio. (Le pur importanti esigenze televisive, “Sky” e per ultima, anche la Rai, in modo così da realizzare una sorta di Novantesimo minuto per la B). Non possono snaturare il tessuto sociale ed economico delle nostre realtà cittadine e dei loro territori. Insomma, tutti i sindaci citati dichiarano: abbiamo creato un fronte compatto (con la speranza di coinvolgere altre città ), giocare al sabato rappresenta un danno grave in tutti i sensi. Ciò nonostante la scelta di disputare le partite della serie B al sabato alle ore 15 è stata presa dalla Lega Calcio su richiesta da parte delle stesse società della serie cadetta. ANDREA DELINDATI Manerbio
La serie B al sabato è un grande errore
"Frammenti" di Renzo Piano dal sito web di Beppe Grillo: "Caro Beppe la settimana scorsa abbiamo inaugurato a Berna il Museo di Paul Klee, il grande pittore ed educatore scomparso nel 1940.
Costo della costruzione 75 milioni di franchi svizzeri, pari a 50 milioni di dollari.
Un giornalista del New York Times, una volta corrispondente di guerra, mi ha fatto notare che questo costo è pari a quello di un bombardiere americano in missione di guerra in Iraq per 1 ora (carico di esplosivo e caccia di scorta compresi).
Mi ha sconvolto scoprire cosa si può fare con gli stessi soldi: distruggere tutto per un'ora o costruire qualche cosa che nutrirà pacificamente le menti per secoli.
Mondo bastardo".
Renzo Piano
Bresciaoggi - Martedì 28 Giugno 2005 MANERBIO. Fino al prossimo direttivo la sezione locale sarà guidata dal «garante» Maurizio Poli
Alleanza Nazionale, scatta il commissariamento
La sezione manerbiese di Alleanza Nazionale è stata commissariata. A guidare il partito fino alla nomina del nuovo segretario sarà Maurizio Poli, di Isorella, esponente della direzione centrale.
Si tratta dell’epilogo della crisi che ha investito nel paese della Bassa il partito di Fini, dove, soprattutto nelle più recenti consultazioni elettorali, s’è verificata un’emorragia di voti mai registrata in precedenza.
Lo si rileva anche dal numero degli iscritti costantemente in calo. Giacomo Bortolozzi, per lungo periodo presidente del circolo di Manerbio di An, prendendo atto di una situazione non certo florida, tempo fa aveva annunciato le sue dimissioni che solo la settimana scorsa hanno avuto la soluzione del commissariamento.
Gli iscritti di Manerbio ad Alleanza Nazionale sono meno di una cinquantina. Qualche anno fa superavano il centinaio, ma fors’anche sui più recenti eventi del partito a livello nazionale si sono assottigliati. Secondo quanto si apprende entro la fine del prossimo settembre verrà convocata l’assemblea degli iscritti per decidere il futuro di un partito che aveva registrato una crescita di consensi vanificata però dagli sviluppi più recenti, non escluso il fallimento, per la terza tornata consecutiva, di un’affermazione locale. Alleanza Nazionale, nonostante il consistente numero di voti raccolti nel passato, non è mai riuscita ad attuare una strategia elettorale in grado di portate almeno un suo esponente nell’ambito del consiglio comunale.
L’assenza poi di una specifica strategia sulle questioni locali ha contribuito a rendere irreversibile la crisi nel partito sul quale s’erano pur manifestate massicce simpatie. Toccherà insomma ai nuovi vertici trovare gli strumenti per far coagulare il consenso latente nella comunità magari lanciando campagne su temi e problemi particolarmente sentiti dalla comunità. f.pio.
Bresciaoggi - Martedì 28 Giugno 2005 Armati di pistola minacciano la cassiera razziando 7 mila euro. Nello schianto restano feriti due operai. Caccia all’uomo nella Bassa
I banditi seminano il terrore sulla statale
Dopo l’assalto al Conad di Bagnolo i rapinatori in fuga provocano un incidente a Manerbio
Prima la rapina. Poi la folle fuga su un’auto rubata. Infine l’incidente che soltanto per una fortuita coincidenza non si è trasformato in tragedia.
Ha lasciato dietro di sè una striscia di terrore la coppia di banditi che ieri pomeriggio pistola in pugno ha assaltato il supermercato «Conad» in pieno centro storico a Bagnolo. Intercettati dalla Polizia locale e dai carabinieri sono fuggiti ma alle porte di Manerbio, durante un sorpasso azzardato, hanno causato una carambola fra quattro auto. Dopo aver minacciato un automobilista hanno imboccato la Lenese mentre in zona confluivano gli equipaggi del Radiomobile di Verolanuova che fino a tarda sera sono stati impegnati in una caccia all’uomo nelle campagne di Manerbio. Le ricerche si sono concentrate soprattutto nell’area industriale e nel camponomadi al confine con Leno ma non sono stati trovati nè i rapinatori, nè la loro auto.
La mezzora di paura è iniziata attorno alle 18: due banditi a volto scoperto, quasi sicuramente stranieri dell’Est a giudicare dalla cadenza delle poche frasi pronunciate durante il blitz, hanno fatto irruzione nel supermercato «Conad» di via Gramsci. Minacciando una dipendente con una pistola automatica si sono fatti consegnare l’incasso, circa 7 mila euro. La rapina è durata pochi minuti: poi saliti a bordo di una Fiat Uno risultata rubata poche ore prima alla periferia del paese, la coppia di banditi ha percorso a tutta velocità la statale 45 bis in direzione Manerbio. All’altezza del semaforo posto nelle vicinanze del nuovo Consorzio agrario hanno incrociato casualmente un’equipaggio della Polizia locale ancora all’oscuro della rapina.
Tanto è bastato tuttavia perchè i due malviventi spingessero a fondo il piede sull’accelleratore. Percorsi quattro chilometri all’altezza del bivio che porta all’agriturismo «Barilocca», la Fiat Uno ha iniziato il sorpasso di una colonna di mezzi invandendo la corsia opposta da dove stava sopraggiungendo una Citroen Zx con a bordo cinque operai di Borgo Poncarale: «ho visto arrivare la Fiat a tutta velocità ho cercato di stringermi a destra - ha raccontato il conducente della Zx -: fortunatamente la carreggiata è abbastanza larga ed ho evitato lo scontro frontale». Le due auto sono comunque entrate in collisione laterale innescando una carabola che ha convolto due Volskwagen Golf. La prima ha centrato la fiancata della Zx che per effetto dell’urto ha effettuato un testa-coda finendo di traverso sulla carreggiata. La seconda ha tamponato l’altra utilitaria tedesca.
L’auto dei rapinatori ha rallentato il tempo necessario perchè uno dei due stranieri mostrasse senza parlare la pistola a un’automobilista fermo sul ciglio della strada per evitare l’incidente. Poi pur danneggiata la Uno ha proseguito la folle corsa imboccando la variante 45 bis e quindi la Lenese. Sul posto sono intervenute le ambulanze del 118 che hanno trasferito due feriti all’ospedale di Manerbio. Si tratta di un 19enne e un 59enne. Entrambi, che viaggiavano sulla Zx, se la caveranno con prognosi che vanno dai 30 ai 60 giorni. Diego Baruffi
Bresciaoggi - Domenica 26 Giugno 2005 MANERBIO. Da stasera Si apre stasera a Manerbio la rassegna «Cinema d’estate» che sarà ospitata nel cortile del municipio. Alle ore 21.30 inaugura la stagione, che si protrae per tutto luglio e agosto per concludersi il 5 settembre, il film «La febbre» con Fabio Volo nel ruolo di un giovane, Mario che ha in testa molte idee, ma non troppe energie per concretizzarle. Insieme agli amici vuole aprire un locale alla moda, e si sta dando da fare con la giunta comunale per tutte le pratiche burocratiche. E proprio in Comune, un po' a sorpresa, Mario viene assunto; da quel momento il ragazzo si troverà a confrontarsi con l'ipocrisia ed il perbenismo del sistema statale, personificato da un capo ottuso e avido. In questo periodo di incertezza conosce però Linda (Valeria Solarino), una studentessa solare, capace di infondergli l'energia necessarie per tirare avanti e provare a realizzare i suoi sogni.
Il film di Fabio Volo inaugura la rassegna «Cinema d’estate»
Del film, girato a Cremona, è regista Alessandro Alatri. Domani era la replica, sempre alle 21,30, orario mantenuto per tutto il mese di luglio. Nel programma dei prossimi giorni «The ring 2» (giovedì), «XXX2» (4 luglio). L’ingresso costa quattro euro per gli adulti, tre per fino a 12 anni e oltre i 65 anni. f.pio.
Bresciaoggi - Domenica 26 Giugno 2005 MANERBIO. L’intervento dei clienti di un bar di via Dante e della Polizia locale ha evitato che la situazione degenerasse
Prima le avances, poi l’aggressione
Due ragazze di 19 anni insultate e inseguite in auto da una coppia di nord-africani
Avances pesanti prima del presunto tentativo di aggressione. La Polizia locale e i carabinieri di Manerbio stanno cercando di fare luce su un episodio avvenuto l’altra notte quando due ragazze diciannovenni sono state importunate e inseguite da una coppia di Nord africani.
Tutto è cominciato poco prima di mezzanotte in via Dante: le due giovani, una studentessa e un’operaia avevano appena accompagnato a casa un’amica quando si sono fermate a chiaccherare a bordo di una Fiat Punto parcheggiata in un’area di sosta. Improvvisamente, l’utilitaria è stata affiancata da una macchina con a bordo due stranieri con i caratteri somatici nord africani: i due immigrati hanno cercato di attirare l’attenzione delle due ragazze con sorrisi accattivanti ma quando si sono accorti che la corte non era apprezzata sono diventati aggressivi insultando le giovani con frasi volgari.
A un certo punto - stando al racconto delle vittime della presunta aggressione -, uno dei due stranieri è sceso dalla macchina e agitando una bottiglia di birra ha inveito contro le due amiche con insulti e minacce.
Le giovani spaventate dalla situazione che ormai stava degenerando hanno acceso la macchina e si sono dirette verso il centro del paese ma sono state tradite dalla tensione: hanno infatti dimenticato che il segmento finale di via Dante è chiuso al traffico per i lavori di rifacimento della sede stradale. La Punto è stata così raggiunta dall’auto degli stranieri che con una manovra azzardata hanno costretto le ragazze a fermarsi. La scena è stata notata dai clienti di un bar seduti ai tavolini all’aperto. «Ci siamo resi conto che stava succedendo qualcosa di grave è siamo corsi verso le due macchine - hanno raccontato ai vigili le persone intervenute in aiuto delle ragazze -: abbiamo visto chiaramente uno straniero che prendeva a pugni la carrozzeria e finestrini dell’auto delle due giovani».
La paura si è trasformata in panico per le vittime dell’aggressione: «Non sapevamo cosa fare eravamo paralizzate dal terrore - racconta una delle due amiche -: lui continuava a gridare dicendoci di scendere dalla macchina. Inutile nasconderlo: ci sono venute in mente gli episodi di violenza sessuale accaduti in Lombardia nelle ultime settimane. Poi fortunatamente ci siamo ricordate del telefono cellulare e abbiamo chiamato la Polizia locale». A quel punto l’aggressore a desistito e scoraggiato dall’intervento dei clienti del bar è fuggito. I testimoni sono riusciti a fornire alle forze dell’ordine alcuni dettagli della macchina degli stranieri ma sul modello le testimonianze non concordano. Gli agenti della Polizia locale ha ascoltato il racconto delle giovani: i vigili stanno cercando di risalire all’identità degli aggressori che dovranno spiegare il perchè di una reazione così violenta.
La comunità s’interroga intanto con preoccupazione sul crescente radicamento nel territorio di microcriminalità spesso legata al fenomeno dell’immigrazione clandestina.
Eppure i controlli serali di carabinieri (che proprio l’altra sera erano impegnati in controlli sugli stranieri) e vigili sono costanti ma evidentemente le forze in campo sono impari. Diego Baruffi
Giornale di Brescia - Domenica 26 giugno 2005 Il Comune ha aperto una sottoscrizione per realizzare la struttura sanitaria dedicata in particolare a mamme e neonati Il nome ed il ricordo di mons. Franceschetti arriveranno in Africa. Il simbolo della memoria sarà un ospedale, lo strumento un progetto che vede coinvolti più soggetti. E Manerbio, che ha avuto mons. Gennaro come parroco dal 1989 al 1997, non ha potuto e non ha voluto non partecipare a questa iniziativa. Il Comune ha aperto una sottoscrizione per la realizzazione di due strutture sanitarie nel Mali, uno dei Paesi più poveri dell’Africa. Manerbio intende aderire così al progetto lanciato dal "Gruppo Mali" di Gavardo, una realtà di cooperazione internazionale presieduta da Gabriele Avanzi, nata proprio per volontà di monsignor Franceschetti e che dal 1988 opera nel Paese africano con una serie di interventi. E in questo si unisce ad altri soggetti: collaborano associazioni di solidarietà, come "Cuore Amico", Scalp; rappresentanze istituzionali, come il Comune di Provaglio d’Iseo, paese d’origine di monsignor Gennaro, che ha già offerto un contributo per la finalità del progetto. Il progetto, il 15° lanciato dal gruppo di volontariato, ha valore pluriennale e prevede la realizzazione di due ospedali, un ospedale di maternità a Mopti, nel Sud-est del Mali e un day hospital con centro dialisi a Bamko, la capitale. Mentre la costruzione di quest’ultimo inizierà il prossimo anno, l’ospedale a Mopti prenderà avvio già in autunno. La spedizione, guidata dallo stesso Avanzi, partirà dall’Italia a fine ottobre, quando inizierà la costruzione del centro sanitario. L’ospedale, la cui realizzazione prevede la spesa di 490mila €, comprenderà una sala parto, una sala operatoria e una di medicazione, un laboratorio, tre ambulatori e una stanza per la degenza. Sarà, secondo le intenzioni del progetto, un sicuro centro di riferimento per mamme e bambini. Assisterà le prime durante il periodo della gravidanza e del parto (si prevede infatti che già nel primo anno di attività della struttura si avranno 600 nascite); assisterà i piccoli attraverso un piano di vaccinazioni. Lo stesso ospedale funzionerà per la formazione del personale, per un’opera di educazione e prevenzione igienico-sanitaria. In merito alle ragioni che hanno spinto l’Amministrazione ad aprire la sottoscrizione per partecipare al progetto interviene il sindaco di Manerbio, Cesare Trebeschi: «Fare del bene a persone, anche lontane e sconosciute, è il modo migliore per ricordare un parroco e un padre che ha seminato molto nella nostra comunità». I versamenti possono essere effettuati sul conto corrente bancario 3920135 aperto alla Bipop-Carire di Manerbio e sul conto corrente postale 10855252, entrambi intestati a Cuore Amico Fraternità Onlus - viale Stazione, 63- 25122 Brescia, specificando nella causale "Offerta per il progetto Mali 10". Manerbio spera di essere un tassello importante in questo progetto. Elena Ungari
Un ospedale nel Mali per ricordare mons. Gennaro Franceschetti
Giornale di Brescia - Sabato 25 Giugno 2005 Da lunedì Manerbio sperimenta la formazione telematica a distanza MANERBIO - Il Comune di Manerbio investe sulle nuove tecnologie e diventa capofila tra i Comuni bresciani nell’«educational learning», la formazione telematica a distanza. Il progetto è stato messo a punto dall’ufficio del Ced, Centro elaborazione dati di piazza Cesare Battisti, sede del municipio, con il coordinamento dell’assessore Cristoforo Riva e del direttore dei servizi amministrativi, Gabriele Busti. Per ora sono tre i Comuni della Lombardia che hanno aderito a questo progetto pilota e tra di essi quello della cittadina bresciana. Destinatari del progetto sono principalmente gli studenti e i dipendenti, sia di pubblici uffici sia di imprese private, ma, ovviamente, il servizio è aperto a tutti coloro che vogliano avvicinarsi a questa nuova esperienza. Grazie al nuovo servizio, che sarà attivo a partire da lunedì 27, il Comune offrirà dunque agli iscritti la possibilità di formarsi a distanza, compiendo dei veri e propri corsi on line. Uno studente, ad esempio, che intenda risolvere problemi di trigonometria, potrà farlo seduto davanti al proprio computer: sarà seguito da docenti che, a distanza, forniranno le spiegazioni e le indicazioni per la soluzione degli esercizi. Ma non solo: egli potrà anche ripassare un intero argomento oppure prepararsi ad un esame come se avesse al proprio fianco chi lo aiuta nello studio. Oppure, prendiamo il caso di un pubblico dipendente: dal suo tavolo di lavoro potrà compiere un percorso di aggiornamento previsto dalla legislazione, come corsi propedeutici alla certificazione qualità e controllo gestione, legge 626 sulla sicurezza, primo soccorso, o servizio di trattamento dei dati della privacy. O ancora un gruppo di lavoratori potrà frequentare dei veri e propri corsi con il solo mouse, grazie alla consulenza di un’équipe di docenti a loro disposizione. Al termine della frequenza dei corsi verrà anche rilasciato un attestato di partecipazione. Non è escluso, poi, che in futuro il servizio venga esteso anche a scuole o ad aziende che intendano far svolgere corsi ai propri dipendenti. Il servizio è gratuito e il Comune si fa garante della gestione; per accedervi è necessario collegarsi al portale del comune (www.comune.manerbio.bs.it), ottenere il codice di autenticazione e la password di accesso che consentirà poi all’utente di eseguire la propria formazione a distanza. Il costo complessivo dell’operazione è di 4.800 euro, di cui 2.400 euro a carico dell’Amministrazione manerbiese e il restante 50 per cento attraverso un contributo messo a disposizione dalla Regione. «È un servizio che offriamo a tutta la popolazione - commenta il sindaco Cesare Trebeschi - in sede di presentazione; è un modo per avvicinare la gente alle nuove tecnologie che stanno prendendo sempre più piede nella nostra società e possono svolgere un valido supporto anche nell’istruzione». Il dottor Busti, che insieme all’assessore ha curato i dettagli dell’operazione, auspica, invece, che «in un futuro non lontano si possa arrivare alla informatizzazione di sempre più servizi, così che il singolo cittadino, possa, con un solo clic, ottenere i documenti di cui abbisogna». Umberto Scotuzzi
Progetto pilota con le nuove tecnologie
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