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martedì, 31 maggio 2005
Domanda e offerta? No, legge della giungla

Giornale di Brescia - Lunedì 30 maggio 2005

Diritto alla salute e farmaci

Domanda e offerta? No, legge della giungla

Con il recente decreto governativo abbiamo assistito a un pericoloso arretramento dello Stato nella difesa del diritto alla salute. Il sistema di regole finora vigente garantiva a ogni cittadino di usufruire dell’assistenza farmaceutica allo stesso prezzo in tutta Italia, dal piccolo paesino di montagna al capoluogo di regione. Prezzo sotto controllo «politico», anche se non direttamente amministrato. Da oggi lo Stato si disinteressa del problema liberalizzando il prezzo dei farmaci, che possono quindi aumentare senza limiti ed a discrezione delle aziende farmaceutiche. L’unica regola è che tale aumento può essere fatto solo negli anni dispari (ovvero dopo le elezioni politiche del 2006). Per «indorare» la pillola si è deciso di far credere che le farmacie, messe in concorrenza, possano abbassare il prezzo di tutte le medicine fino al 20%. Purtroppo noi cittadini abbiamo già sperimentato che in certi campi la concorrenza non può funzionare. Questi campi sono quelli dove è la produzione e non la distribuzione a dettare il prezzo. L’esempio più classico è quello dei carburanti: quando il prezzo era amministrato ed i distributori non potevano fare sconti il prezzo non solo era infinitamente più basso di adesso, ma seguiva in «presa diretta» quello del petrolio. Da quando lo Stato ha abdicato al controllo dei prezzi i produttori hanno cominciato ad angariare i cittadini con aumenti spropositati, ben sapendo che noi non possiamo rivolgerci ad altri produttori. Naturalmente i benzinai sono teoricamente liberi di fare sconti e i cittadini girano come trottole per risparmiare 5 centesimi al litro. Stesso discorso per le assicurazioni RC auto. Da quando il prezzo non è più amministrato i prezzi sono saliti dell’ottocento per cento, stando il diritto per noi cittadini di perdere 2 settimane di tempo per trovare l’agenzia telefonica od internet che ci fa risparmiare il 5 o il 10%. Con il recente decreto legge il Governo ha innescato la stessa dinamica anche per i farmaci a totale carico dei cittadini: una vera e propria bomba a orologeria che scoppierà nel 2007. I produttori di farmaci oggi, in regime di teorica concorrenza, vendono in Italia gli stessi farmaci a prezzi doppi o tripli rispetto agli altri Paesi europei dove la concorrenza non c’è e vige il prezzo amministrato dallo Stato. Tenendo presente che le multinazionali del farmaco sono giganti il cui fatturato supera il Pil di alcuni Stati europei ci si vuol far credere che la distribuzione, ovvero le farmacie, avranno il potere contrattuale di far scendere i prezzi. Questa è pura demagogia pre elettorale e prova e è che negli Usa i farmaci sono mediamente i più cari al mondo nonostante siano venduti nei supermercati. Dal 2007 ci possiamo aspettare una vera e propria esplosione della bomba che porterà i farmacisti italiani ad acquistare i farmaci dal cartello delle aziende produttrici a prezzi astronomici ed a rivenderli con la possibiltà teorica di fare uno sconticino ridicolo, come i benzinai. Non è un caso che Farmindustria (il sindacato delle aziende produttrici di farmaci) e le sue controllate (l’Osservatorio per la Terza età od Italian ageing society) abbiano fortemente voluto questo decreto legge. A opporsi i farmacisti e il Movimento consumatori, consci che nel momento del bisogno e della malattia la legge della domanda e dell’offerta equivale alla legge della giungla.
Dottor ANTONIO MARINELLI

Manerbio


Postato da: manerbio a 00:25 | link | commenti
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