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lunedì, 06 giugno 2005
Premio «La Leonessa» a Resy Pescatori

Bresciaoggi - Lunedì 6 Giugno 2005

A San Barnaba festeggiati i vincitori della Sesta edizione alla presenza del sindaco Paolo Corsini
Premio «La Leonessa» a Resy Pescatori
Labolani: «Il nostro intento è mettere in luce l’opera, non l’autore»

«Per me scrivere è volare, è accendere un fuoco», ripeteva Charles Bukowski. Scrivere poesia è ancora di più: è lasciare traccia di sé, trovare significati inediti nella realtà che ci circonda, sfida raccolta e rilanciata dal premio di poesia «La Leonessa». Ieri mattina nell’auditorium San Barnaba le premiazioni dei vincitori della sesta edizione, alla presenza del sindaco Paolo Corsini e con l’accompagnamento musicale del quartetto vocale Arcadelt.
Qurantatrè le opere segnalate fra le oltre duemila arrivate alla giuria da ogni regione italiana e dall’estero, e suddivise in sei sezioni: scuole, adolescenti, lingua italiana, dialetti italiani, dialetto bresciano, lingue straniere.
«Il premio Leonessa sta assumendo sempre maggiore importanza nel panorama poetico cittadino e internazionale - ha sottolineato con soddisfazione Corsini -. La cultura unisce perché porta a riconoscere i valori condivisi da una comunità e consente di sperimentare rapporti interpersonali più autentici. La poesia apre uno spiraglio di creatività sul reale e permette un’indagine profonda su di sé e sul mondo. Mi congratulo con questi poeti che rendono la parola uno strumento di conoscenza».
Alessia Biasiolo e Mario Labolani, ideatori e organizzatori del premio, spiegano: «Il nostro intento è mettere in luce l’opera, non l’autore. I partecipanti non concorrono per un premio materiale, ma per vedere pubblicato il proprio lavoro su un’antologia, che sarà testimonianza del pensiero contemporaneo negli anni a venire. I poeti ci ricordano, senza discorsi tecnico-scientifici, che abbiamo un’anima. Ciascuno di noi insegue un sogno: è la capacità di trasformare la propria visione in parole che trasforma l’uomo in poeta. Crediamo che la poesia non debba essere solo una musa sognante, ma una dea sempre presente con la sua luce nella nostra vita, personale e sociale»
Il premio speciale della giuria è stato assegnato a «Ve a ca’» («Torna»), una poesia dialettale bresciana, scritta da Resy Pescatori Lucchini, che ha meritato la targa concessa dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Il premio «La Leonessa», che da due anni è diventato europeo e internazionale, è organizzato dalla Nona circoscrizione (centro storico), con il patrocinio della Provincia e del comune di Brescia, oltre che del Ministero della Giustizia e dell’Istruzione.
«Purtroppo - si rammarica Biasiolo - anche quest’anno le liriche in lingua italiana si sono rivelate nel complesso scadenti, con testi ripetitivi e senza spunti originali. Davvero meritevoli, invece, le poesie composte in lingua dialettale, sia per la freschezza dei contenuti sia per la ricercatezza dei versi».
Per la sezione «scuola elementare» sono stati premiati: Marika Cosner, Nicola Divan e Giovanni Degasperi (Trento). Per le «scuole medie»: Andrea Marini (Brescia), Alessandro Lussignoli (Capriano del Colle), Federico Bernuzzi ( Verona), Simone Rubichi (Sesto San Giovanni - Milano). Per la sezione «scuola superiore»: Daria Soldi (Travagliato). Per la sezione «adolescenti non scolastico» ha vinto con due poesie Serena Panaro (Acqui Terme - Alessandria). Nella sezione poesia a tema «Serenità e gioia»: primo classificato Pierantonio Zanotti (Giappone), seconda classificata Giovanna Bono Marchetti (La Spezia), terzi ex- aequo Vanes Ferlini (Imola - Bologna) e Fabiano Braccini (Milano). Per la sezione «lingua italiana» Guido Casalini (Merate - Lecco), Silvia Superbi (Bondeno-Ferrara) e Vanes Ferlini (Bologna). Per la sezione «lingua latina»: Nicola Cesaro (Santa Margherita d’Adige - Padova). Per la sezione «dialetti italiani»: primo Silvano Ferrari (Ferrara), seconda Marta Vaccari (San Giovanni Lupatoto - Verona), terzo Vincenzo Cerasuolo (Marigliano-Napoli). Per la sezione «dialetto bresciano»: prima classificata Giuliana Bernasconi (Brescia), secondo Renato Hagman (Brescia), terzo Memo Bortolozzi (Manerbio-Brescia). Per la sezione «lingua straniera» Anna Pezzuti (Novara), Pietro Barbera (Trapani), Guido Gattavari (Busto Arsizio-Varese). Annalisa Cavaleri 


Postato da: manerbio a 13:17 | link | commenti
cultura, giovani, società, dialetto bresciano


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