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martedì, 14 giugno 2005
Inceneritore di rifiuti ospedalieri, uno studio prima di decidere

Giornale di Brescia - Martedì 14 giugno 2005

Inceneritore di rifiuti ospedalieri, uno studio prima di decidere
Riunione dei sindaci

LENO - «Su questioni di interesse sovraccomunale non si può più ragionare con logiche di semplice campanile». Con queste parole, alla riunione dei sindaci che fanno parte del Distretto n. 9 della Bassa, Pietro Bisinella, primo cittadino di Leno, è tornato a riaprire la questione relativa al termosterilizzatore, l’impianto di termotrattamento per rifiuti ospedalieri che potrebbe nascere a Manerbio, sul confine con Leno. Tutto è iniziato, tempo fa, con la richiesta di una ditta di poter realizzare un impianto nel quale, secondo quanto era stato detto, dovrebbero essere sottoposti a sterilizzazione rifiuti che non contengono sostanze tossiche e nocive: garze, cotone, aghi e in generale tutti quei prodotti che sono venuti a contatto diretto con sangue e con liquidi biologici, e che quindi devono essere smaltiti. Ma sull’operazione si sono subito addensate non poche nuvole. Alcuni amministratori dei Comuni limitrofi, infatti, hanno fatto presente che, oltre a quelle di garze e pannolini, il termosterilizzatore sarà chiamato ad azzerare anche la carica batterica di tutte le tipologie di scarti ospedalieri, compreso i materiali contaminati da agenti patogeni, o comunque a rischio di trasmissione biologica aerea, nei quali non è possibile escludere a priori la presenza di sostanze chimiche pericolose. Insomma: come sempre accade in questi casi, questo ancora ipotetico impianto ha già subito la censura di molti, cittadini e amministratori, che sono preoccupati. Cesare Trebeschi, il sindaco di Manerbio, conferma che non è stata presa alcuna decisione: «Non siamo pregiudizialmente né favorevoli né contrari. Prima di esprimerci in merito a una materia così complessa e delicata, vogliamo sentire il parere degli esperti cui abbiamo affidato l’incarico di studiare l’impatto ambientale dell’impianto. La nostra posizione dipenderà dai risultati di questo studio». Intanto, dicevamo, il sindaco di Leno mette le mani avanti e rilancia: «La Bassa ha bisogno di un organismo che governi il territorio. Su moltissime questioni i sindaci devono trovare il modo di avere posizioni condivise. Ciò che si decide nel Comune confinante ricade pesantemente anche sulla qualità della vita dei miei cittadini. Per questo si chiede a gran voce l’istituzione della Comunità della Bassa bresciana sul modello delle Comunità Montane, che potrebbe aiutare gli amministratori a trovare posizioni equilibrate e sintoniche su molti temi, quali le cave, la sanità, il commercio e anche gli insediamenti di aziende speciali». Come sindaci, continua Bisinella, «chiediamo a gran voce alle istituzioni preposte di individuare soluzioni percorribili per ottenere questo risultato, magari partendo dalla proposta di legge per l’istituzione delle comunità locali presentata in Regione Lombardia nella passata legislatura. Il rischio di lasciare ai nostri nipoti un territorio ingestibile e preda di appetiti speculativi ci impone di creare al più presto la Comunità della Bassa bresciana, o quantomeno di attivare un serio tavolo di confronto». gaf


Postato da: manerbio a 14:24 | link | commenti
discariche, sicurezza, amministrazione, ospedale, sanitĂ , provincia, bassa bresciana, inceneritore, bruciarifiuti


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