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giovedì, 23 giugno 2005
Falso fattorino ritira gli assegni: truffato di 25mila euro

La Provincia di Como - Giovedi 23 Giugno 2005

La storia La vittima è un avvocato comasco con studio a Giussano.
L'autore del raggiro un rappresentante bresciano
Falso fattorino ritira gli assegni: truffato di 25mila euro

«L'avrei proprio voluto conoscere, quell'uomo che mi ha truffato»: è un avvocato comasco, Federico Ferrero, 63 anni, studio a Giussano, a rivelare al giudice, Luca De Matteis, che sarà soddisfatto solo quando vedrà in faccia Massimiliano Antonino, 36 anni, rappresentante, originario di Manerbio, in provincia di Brescia, a processo per truffa e falsificazione di firma ai suoi danni. «L'ha fatta da cretino», non ha stentato a definirlo l'avvocato, ricostruendo con termini coloriti e precisi il “caso” in cui è parte lesa. Risale al febbraio del 2003: il giorno di San Valentino, ha ricevuto in studio una telefonata della propria banca, l'agenzia di via Pasquale Paoli del Credito Valtellinese. Gli segnalava che sul suo conto era stato messo all'incasso un assegno da 25.000 euro. Non l'aveva mai compilato, quell'assegno, non ne sapeva nulla. Eppure, sette giorni prima, l'agenzia aveva ricevuto la telefonata di una donna, che diceva di essere la segretaria dello studio dell'avvocato Ferrero e annunciava che si sarebbe presentato un fattorino per ritirare un blocchetto di assegni. Infatti, si presenta Massimiliano Antonino, con tanto di carta intestata dello studio legale, che riportava la delega a ritirare il carnet da dieci pezzi, timbro e firma. «Il mio nome stampato che sembrava un necrologio – s'è lamentato l'avvocato – io, poi non indico così la via. Si capisce che qualcuno ha trovato in giro qualche carta che mi riguardava, con i miei riferimenti bancari. Ma l'hanno fatta da cretini, perché un assegno con una somma inferiore, cento-duecento euro, sarebbe forse passato inosservato. Penso, piuttosto, all'azione di un'organizzazione: una donna telefona e un uomo si presenta a ritirare gli assegni, con carte false e prefabbricate allo scopo». Alla banca sembrava tutto a posto e il blocchetto è stato rilasciato senza problemi, forse anche perché l'uomo che lo ritirava non aveva un aspetto strano. La settimana successiva, il “colpo” da batticuore: il titolo è stato messo all'incasso, ma stavolta l'avvocato è stato messo in grado di impedire altri danni. S'è precipitato in banca, ha visto l'assegno, ha visto la delega e ha realizzato che era stata concretizzata una truffa. E' andato dai carabinieri, ha fatto denuncia, l'assegno è stato bloccato e si sono attivate le ricerche per individuare il responsabile, rinviato a giudizio. Ieri, la prima udienza, l'esame della parte lesa e nella prossima saranno sentiti i funzionari di banca come testimoni. Ma sembra già molto difficile che si presenti anche l'imputato, a fornire la propria versione dei fatti, in sua difesa. Maria Castelli


Postato da: manerbio a 13:22 | link | commenti
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