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giovedì, 23 giugno 2005
Targhe antiche, errori moderni Il Comune scandalizza gli storici

Bresciaoggi - Giovedì 23 Giugno 2005

MANERBIO. Tornano gli storici toponimi ma l’Islo scopre alcuni anacronismi
Targhe antiche, errori moderni Il Comune scandalizza gli storici
 
«Scià bass» sta a indicare via San Martino, «Scia òlt» ricorda il passato di via XX Settembre.
Le antiche denominazioni delle strade principali di Manerbio sono ricomparse sulle nuove targhe collocate dal Comune. Secondo alcune interpretazioni «scià» è termine assorbito in diverse lingue che fanno parte del gruppo protoindoeuropeo, e sta ad indicare qualche cosa che s’innalza, che domina. E poiché la zona è la parte più alta del territorio di Manerbio sulla quale si costituirono i primi insediamenti, e nel medioevo furono costruiti il castello, la pieve e ed altri edifici pubblici, si giustifica la diffusione, nel parlare corrente, del termine «scia bass», che sta sotto, «scia òlt» che sta sopra. Sulla grafia garantisce il poeta manerbiese Memo Bortolozzi al quale è stata chiesta consulenza («non retribuita» specifica l’interessato) dagli uffici municipali. Il termine, comunque, risulta antichissimo e d’origine celtica, una cultura particolarmente cara alla Lega. Chissà se se ne sono accorti, o ne sono al corrente, nella Giunta municipale di centro sinistra.
L’iniziativa del Comune ha comunque incassato il plauso dell’Islo, l’istituto di studi locali che ha inviato una lettera aperta indirizzata al sindaco. Nello scritto però l’associazione si pone alcune domande. «Le targhe toponomastiche murate sono in marmo di Carrara. Forse che nel passato si era utilizzato tale materiale per indicare le nostre vie? A noi non risulta». E poi ancora: «Tanto lodevole ci sembra la riproposizione dei toponimi, quanto biasimevole ci appare la scelta di utilizzare modalità non tradizionali, estranee alla nostra cultura».
Altre osservazioni riguardano la sistemazione delle lapidi. «Sia lo scià Bass che lo scià Olt non principiano né terminano nei punti in cui sono state murate le targhe» scrive l’Islo evidenziando una serie di errori che determinano equivoci clamorosi in ciascuna delle due strade per quanto riguarda la numerazione civica. La conclusione: «Se i gestori della cosa pubblica ignorano la storia della propria comunità, per dirla con Troisi, non ci resta che piangere».
Ma forse i più preoccupati sono i postini che si trovano alle prese con indirizzi che non combaciano per com’è sono state sistemate le indicazioni della toponomastica nella quale dovrebbero entrare altri nomi come: «Piazòl», «Belapiana», «Breda», «Portone», «Castelet» che monsignor Paolo Guerrini ricorda nel libro «Manerbio, la Pieve e il Comune» del 1936, per i tipi dell’opera Pavoniana di Brescia, ristampato nel gennaio 1980 per iniziativa della biblioteca comunale per conto delle Edizioni del Moretto. Franco Piovani


Postato da: manerbio a 13:28 | link | commenti
cultura, storia, amministrazione, istruzione, patrimonio, dialetto bresciano, islo


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