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giovedì, 28 luglio 2005
Raid vandalico nella cappella di campagna

Bresciaoggi - Mercoledì 27 Luglio 2005

MANERBIO. Danni all’arredo della nicchia che custodisce il bassorilievo rubato e poi restituito da un ladro pentito
Raid vandalico nella cappella di campagna
Dopo la scoperta dei resti di riti propiziatori cresce lo sconcerto fra gli agricoltori

La devozione converte i ladri ma non gli...stupidi. Ha suscitato indignazione nella comunità rurale di Manebio il raid vandalico ai danni della cappella votiva dedicata alla Madonna di via Cascina Trebeschi. Mani ignote hanno profanato il piccolo tempio situato sulla vecchia strada per Milzanello: i vasi di fiori e i ceri votivi sono spariti mentre sono state danneggiati il cancelletto di ingresso e i candelabri.
Bravata o gesto sacrilego? La domanda che per ora non trova risposta anche se il raid alimenta una certa inquitudine fra i residenti alla luce dei resti di riti propiziatori ritrovati a inizio luglio nella zona. E pensare che soltanto pochi mesi fa la cappella, meta di molti fedeli che nel mese di maggio si ritrovano per recitare il rosario, era stata oggetto di un episodio per certi versi «prodigioso». Qualcuno aveva restituito, abbandonandolo davanti al tempio, il bassorilievo raffigurante la Madonna rubato dieci anni prima. Il pentimento del ladro aveva sorpreso, incuriosito e addirittura commosso i fedeli che solo poche ore prima si erano ritrovate a pregare per la salute del Papa Giovanni Paolo II.
Ad accorgersi della mancanza di oggetti e della rottura del cancelletto è stato Roberto Maggini proprietario della cascina Trebeschi che dista poche centinaia di metri dalla cappella.
«Come ogni mattina mentre stavo facendo il giro dei campi e passando davanti all’altare ho notato i danni». L’agricoltore, che ormai da anni con la famiglia si occupa del manutenzione della cappella, fatica a nascondere l’amarezza per l’episodio di teppismo. «Sono cose spiacevoli che fanno riflettere - osserva Maggini-: mi domando come si possa arrivare a gesti così deplorevoli».
La cappella è fra l’altro uno dei luoghi di culto privilegiati degli agricoltori della zona: in occasione dei lavori di costruzione della rampa di svincolo della variante alla 45 bis il piccolo edificio sacrò rischio di essere cancellato dall’asfalto ma grazie alla sensibilità di Roberto Gottani, assessore ai Lavori pubblici dell’epoca e dei tecnici della Provincia si trovò una soluzione. La cappella venne sollevata con un argano e spostata di una decina di metri.
Ora il raid vandalico. Un gesto che si ripete nel tempo testimoniando purtroppo l’amara realtà di una società priva di valori dove rispetto e dignità sono solo parole da vocabolario che nessuno legge più. Diego Baruffi


Postato da: manerbio a 07:40 | link | commenti
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