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Bresciaoggi - Venerdì 29 Luglio 2005 L’iniziativa. Ieri mattina è stata presentata la sagra di Faverzano, in programma dal 16 al 21 agosto
«Festa della trebbiatura» in difesa del territorio
Il comitato del «no» alla centrale non va in ferie. Ieri sera, in oratorio, la prima riunione
Se il comune di Offlaga è allo sfascio il movimento del «no centrale» sta riorganizzando le fila. Erano in tanti ieri sera all’oratorio di Faverzano per discutere quali azioni di «protesta civile» intraprendere per scongiurare l’approvazione dell’impianto da 780megawatt voluto da Asm, Ansaldo, International Power. Comitati, cittadini, associazioni ambientaliste, sindaci della zona (da registrare l’assenza di Cesare Trebeschi, sindaco di Manerbio e portavoce dei 42 sindaci della Bassa) e in prima fila c’erano loro, don Alessandro Lovati parroco di Faverzano e don Sergio Mariotti, parroco di Offlaga. I due preti ambientalisti che da anni si battono contro la realizzazione della centrale e in difesa del territorio della Bassa. Imma Lascialfari, presidedente del coordinamento regionale contro le centrali, ha proposto di manifestare il 4 agosto al Pirellone di Milano «la forte contrarietà dei bresciani all’impianto, anche se l’assessore regionale all’Ambiente Domenico Zambetti ha dichiarato che si deciderà su Offlaga a settembre e non il 4 agosto».
Per il movimento del «no centrale» fungerà da linfa vitale anche la Festa della Trebbiatura che si svolgerà a Faverzano dal 16 al 21 agosto. Festa che vede la partecipazione di oltre duecento volontari della piccola frazione (cinquecento anime) capitanati da don Lovati. La festa è stata ufficialmente presentata ieri mattina in città, nella sede dell’ente patrocinatore: l’assessorato provinciale all’Agricoltura. Don Lovati ha ribadito con la sua efficace vis retorica le motivazioni della festa: «In questi decenni la natura e la terra hanno subito una folle cementificazione e una industrializzazione scriteriata. La civiltà contadina è ormai entrata in una lenta e inarrestabile agonia. Contro questi scempi ambientali serve una ribellione pacifica ma radicata e una presa di coscienza viva. La festa della Trebbiatura è una occasione, per migliaia di persone, di ritrovare le proprie origini, di rendere omaggio alla nostra terra e alla sua instancabile generosità». Sergio Grazioli, neo assessore provinciale all’Agricoltura, ha ribadito il secco no di provincia e del suo assessorato all’impianto progettato ad Offlaga. «La Provincia si è dotata di uno studio accurato e approfondito, lo studio Rie, nel quale è chiarito perchè Brescia non ha bisogno di centrali. Inoltre tutto il Consiglio ha votato la sua contrarietà aquesto tipo di impianti». Il vicepresidente della Provincia Massimo Gelmini, in una nota diramata ieri, sferza il centrosinistra bresciano «invitandolo a chiedere a Corsini il ritiro del progetto Asm». p.gor.
Bresciaoggi - Giovedì 21 Luglio 2005 Sistemi locali, a Brescia fondi per 309 mila euro
Uno stanziamento di 723 mila euro, un ulteriore finanziamento deliberato ma non concesso, in attesa di verificare la copertura finanziaria. Un intervento che interessa quattordici progetti in tutto il territorio regionale, di cui otto in provincia di Brescia. La direzione generale industria, piccola e media impresa e cooperazione della Regione Lombardia ha approvato nei giorni scorsi i decreti relativi ai finanziamenti nell’ambito della legge n.35/1996, articoli 2 e 21. Significativa, come detto, la presenza dei bresciani nell’elenco delle domande ammesse.
In particolare, per quanto riguarda l’articolo 2 l. reg. n35/96 Mis. B1 e art. 21 l. reg. n. 317/91 (Agevolazioni a favore delle strutture di servizio per la realizzazione di progetti-programma di sostegno al sistema lombardo delle Pmi industriali) figurano quattro realtà bresciane: potranno accedere a uno stanziamento globale di oltre 309 mila euro. Sono, nell’ordine (si veda in tabella le agevolazioni concesse), il C.i.e.r.- Consorzio innovazione energetica rinnovabile di Sellero, con il «progetto uso razionale dell’energia nel settore industriale e dei servizi» (investimento pari a 200 mila euro); Inn.Tec srl («laboratorio sensori, strumentazione elettronica e microsistemi), progetto da 110 mila euro; Brescia export con «sviluppo mercato italiano» ( investimento da 298.062 euro) e il Consorzio Kome scpa, con il progetto «servizi avanzati a supporto delle Pmi basato sul web» (investimento di 221.500 euro).
Per quanto riguarda, invece, gli interventi l. reg. n. 35/96m art. 2 Mis. C, figurano l’Unione dei Comuni di Ceto, Cimbergo e Paspardo, con il progetto «azioni di promozione, gestione del territorio e di animazione economica», con un investimento da 195 mila euro; l’agenzia Parco minerario Alta Valle Trompia («promuovere la crescita e lo sviluppo economico del sistema produttivo anche attraverso la creazione di eccellenza per le Pmi della Bassa Valtellina») per 297.400 euro; il Comune di Manerbio («creazione di una rete territoriale per lo sviluppo del sistema produttivo della Bassa bresciana») per 371 mila euro; Cogeme spa («piano strategico per la promozione del territorio e lo sviluppo economico locale») con 118 mila euro. In questi quattro casi, però, come spiegato nel decreto, considerato che la somma complessiva da erogare è superiore rispetto a quella disponibile, l’erogazione è stata rinviata «previa verifica delle effettive disponibilità finanziarie».
Bresciaoggi - Mercoledì 20 Luglio 2005 Un’indagine dell’associazione per raccogliere informazioni sui servizi offerti negli scali bresciani
Gli «Amici della bici» cercano stazioni doc
L'associazione Amici della Bici «Corrado Ponzanelli» di Brescia, in collaborazione con la Fiab Lombardia e con le Ferrovie dello Stato, nell'ambito del Piano Regolatore Intermodalità Treno più Bici sta raccogliendo informazioni e suggerimenti, allo scopo di facilitare e migliorare l'accesso alle stazioni ferroviarie della nostra provincia da parte degli utenti che si spostano in bicicletta.
In particolare gli Amici della Bici hanno mobilitato i soci sparsi un po' in tutta la provincia per raccogliere dati sufficienti che consentano di sapere se esistono scale sulle quali montare delle canaline-scivolo per l'accesso delle bici ai binari, se si ritenga utile realizzare nuovi posteggi per biciclette e in quali luoghi, o sia invece sufficiente ampliare quelli esistenti e per quante bici, se sia infine necessario migliorare l'accesso alla stazione ferroviaria.
«Non dobbiamo dimenticare che il ciclista snobba il posteggio bici se esso si trova a una distanza superiore a 50 metri dalla stazione - osserva Enrico Chiarini, presidente del gruppo ciclistico bresciano - e che, anche quando il posteggio esiste, è importante tener conto delle sue condizioni, perché se il telaio non è fissabile, il posteggio bici ha un basso standard di sicurezza e dunque di utilità».
Tutti gli aderenti al gruppo Amici della Bici «Corrado Ponzanelli» possono contribuire all'indagine scegliendo tra le stazioni di Brescia, Coccaglio, Cologne, Palazzolo, Ospitaletto, Rovato, Chiari, S.Zeno, Bagnolo Mella, Manerbio, Verolanuova, Montirone, Ghedi, Viadana, Calvisano, Visano, Remedello Sopra, Remedello Sotto.
Le informazioni (corredate anche da fotografie) vanno raccolte entro la fine luglio e recapitate a info@amicidellabicibrescia.it oppure al fax 030-9652987. r.c.
Bresciaoggi - Venerdì 8 Luglio 2005 S. GERVASIO. Costituito il gruppo di volontari La Fenice. In Consiglio il fantasma del brucia-rifiuti di Manerbio Grazie all’impegno dei volontari di San Gervasio e dintorni si è costituito il gruppo per la Protezione civile «La Fenice».
Protezione civile, prende forma il consorzio
Il Comune capofila del progetto che coinvolge Milzano, Pavone e Pralboino
Il Consiglio comunale ha approvato la convezione premessa alla costituzione del consorzio «Bassa bresciana emergenze» al quale aderiscono i Comuni di: Milzano, Pavone Mella e Pralboino, oltre appunto San Gervasio cui è assegnato il ruolo di capofila. La convenzione lascia aperta la porta ad altre future adesioni. Durante la discussione è stato auspicato che continuino i colloqui con altre realtà istituzionali locali, o gruppi e sodalizi per dare ulteriore forza all’azione dei volontari. La proposta è stata portata illustrata in aula dal vicesindaco Andrea Camisani. Dopo un paio d’anni di gestazione il progetto è decollato. Il gruppo guidato da Giorgio Loda, può contare sull’apporto di una cinquantina di aderenti, ha in dotazione nuove divise ministeriali e alcune attrezzature di pronto intervento.
In questi giorni è stata aperta una campagna di sensibilizzazione per la raccolta di nuove adesioni. Per questo sono a disposizione gli uffici dei Comuni coinvolti in grado di dare informazioni anche sull’avvio di corsi finalizzati alle operazioni di Protezione civile. Determinante è stata l’azione dei volontari de «La Fenice», che hanno collaborato con le Amministrazioni per dar vita rapporti istituzionali in modo da rendere concreto un progetto ambizioso e concreto.
Ambizioso perché sovraccomunale, nell’ottica della razionalizzazione delle risorse per realtà simili in quanto a problematiche e morfologia; concreto perché studiato su quelle stesse esigenze, di monitoraggio del territorio, di intervento nel caso di allagamenti o piccoli incendi, di risposte, in generale, ai possibili rischi che la statistica indica come più probabili. Sull’iniziativa ha voluto sollevare riserve il capogruppo dell’opposizione Mario Braga, che ha definito il progetto e il piano «estemporanei», perchè non tiene conto ad esempio della realizzazione dell’impianto di trattamento di rifiuti ospedalieri infetti in progetto a Manerbio che comporterà misure di vigilanza mirata. L’affermazione ha provocato più d’una preoccupazione, non solo a San Gervasio, ma soprattutto a Manerbio. Durante un vertice sanitario a Leno infatti il sindaco Cesare Trebeschi aveva infatti assicurato ai colleghi che l’idea dello sterilizzatore di scorie ospedaliere era fermo al palo.
Ma dalle dichiarazioni al consiglio comunale di San Gervasio di Mario Braga, pare di capire che il progetto è già superato la fase delle riflessioni, la sua costruzione è data ormai per certa. Franco Piovani
Giornale di Brescia - Giovedì 7 luglio 2005 Manerbio, incontro sui rifiuti Incontro dibattito questa sera a Manerbio alle ore 20.45 nella scuola elementare di via Galliano, 10, sul tema: «Brescia e provincia pattumiere d’Italia? Nessun impianto di trattamento per rifiuti ospedalieri nella Bassa Bresciana», coordina Mauro Baroncini (Circolo Rifondazione di Manerbio). Intervengono: Osvaldo Squassina (Consigliere regionale Rifondazione), Marino Ruzzenenti (Forum Ambientalista) e Paolo Chinnici.
Bresciaoggi - Lunedì 4 Luglio 2005 Falso tecnico dell’Enel sta raggirando gli anziani della Bassa. A Verola l’ultimo episodio Un abile truffatore si finge tecnico dell’Enel e, con la scusa di dover sostituire il contatore, entra nelle case della Bassa dopo aver catturato la fiducia dell’ignara vittima, complice una lettera (autentica) che proprio in questi giorni annuncia la sostituzione gratuita dei contatori. Evidente c’è chi ne approfitta, giocando su questo annuncio agli utenti da parte dell’azienda.
La truffa del contatore
I carabinieri hanno già ricevuto una decina di denunce
Stando alle denunce presentate ai carabinieri, il truffatore che raggira gli anziani della Bassa nei primi sei mesi di quest’anno ha colpito una decina di volte, ma il sospetto è che i casi siano molti di più: per paura o per vergogna spesso l’anziano che ha subìto una truffa, poi non la denuncia.
E’ soprattutto nel periodo estivo, con i paesi mezzi vuoti per le ferie e molti anziani lasciati temporaneamente soli, che i truffatori entrano in azione: spacciandosi per assistenti sociali, incaricati del Comune o delle poste spesso si presentano alla porta indossando tute o divise o semplicemente sventolando un falso documento di riconoscimento.
I carabinieri di Verolanuova, grazie alla collaborazione delle vittime, stanno cercando di individuare il responsabile o i responsabili dei raggiri. In azione potrebbe anche non essere la stessa persona che una volta in casa chiede 20 euro di acconto per sostituire il contatore e una volta localizzato il «salvadanaio» con i risparmi, allontana l’anziano con un pretesto e lo deruba. L’ultimo episodio denunciato risale ai giorni scorsi, a Verola. Vittima un pensionato alla soglia degli 80 anni che è stato raggirato e depredato di 6.090 euro dal finto tecnico dell’Enel. Era soldi messi faticosamente da parte per rifarsi la dentiera, ha raccontato in lacrime ai carabinieri, spiegando che di quel giovane distinto e gentile si era fidato. Analoghi episodi sono avvenuti a Orzinuovi, Dello (ben due casi), Offlaga, Mairano, Leno, Bagnolo Mella, Borgo San Giacomo e Ghedi.
I carabinieri invitano le persone anziane e sole alla massima prudenza, a non aprire la porta a sconosciuti e a chiamare subito il 112 in caso di persone sospette alla porta.
I carabinieri che fanno capo alla Compagnia di Verolanova stanno indagando anche su una banda che si è specializzata nelle spaccate notturne ai danni di negozi che vendono telefoni cellulari, hi fi, televisori e materiale elettronico. Per sfondare le vetrine i ladri in genere utilizzano tombini raccolti in strada. I furti in alcuni casi sono stati ingenti, per un valore anche di decine di migliaia di euro. Chi indaga sospetta che la banda operi per conto di ricettatori forse stranieri che riescono a rivendere in nero la refurtiva.
Tra i paesi più colpiti nel corso del 2005 Pralboino con tre spaccate, poi Manerbio e Gambara con due furti, Pontevico e Leno con una. Una decina i colpi, tutti riusciti. In azione ogni volta almeno tre o quattro persone mai identificate.f.mo.
Giornale di Brescia - Sabato 2 luglio 2005 Bruciarono 2mila balle: scatta la solidarietà degli agricoltori MANERBIO - La civiltà contadina ha sempre avuto, tra i suoi punti di forza, il valore della solidarietà. Nel suo capolavoro "L’albero degli zoccoli", Ermanno Olmi ha immortalato quel mondo, ritraendo le condizioni di vita e i valori che hanno alimentato i contadini della pianura lombarda. Tuttavia, quello era il mondo agricolo di oltre un secolo fa. Quei valori sono ancora attuali; lo dimostra l’episodio che si è verificato in un cascinale manerbiese nei giorni scorsi. Tre settimane fa un grosso incendio aveva devastato la cascina "Alberelli": circa duemila balle di fieno da poco raccolte e pronte per essere utilizzate come pasto per i bovini che vengono allevati erano andate in fumo. Con esse anche il capannone adibito a deposito delle balle si era frantumato, cadendo a terra sotto la pressione del calore. Insomma un bel danno per i cugini Cavagnini, proprietari della grossa azienda agricola, che insieme gestiscono un allevamento di circa 700 capi di bovino. Un guaio, soprattutto perché la stagione della semina e del lavoro era alle porte e stava per entrare nel vivo. La generosità dei colleghi, però, ha fatto sì che in parte si rimediasse al disastro: all’insaputa della famiglia Cavagnini, hanno pensato di rendere loro quanto il destino aveva tolto: ognuno ha messo un po’ del suo. E così un lungo serpentone si è all’improvviso snodato lungo la cascina: erano oltre una cinquantina di trattori, tutti carichi di quintali di fieno che, in fila, l’uno dopo l’altro, sono venuti per portare il loro contributo e la loro solidarietà al collega, così che l’attività non si arresti. Gli agricoltori, appartenenti per lo più ai Cobas, sono giunti sia da Manerbio che dai paesi vicini, in particolare dalla sezione di Bagnolo e di Montichiari, capitanati dal loro leader, Roberto Cavaliere; altri invece sono provenuti da Robecco e Asola. «Siamo commossi - commentano i due cugini Cavagnini - non ci aspettavamo un gesto così significativo. Ringraziamo tutti per l’atto compiuto: è stata una sorpresa». Umberto Scotuzzi
Giornale di Brescia - Venerdi 01 luglio 2005 Piante sradicate e tetti rotti Nella notte, poi, è anche piovuto. Meno di quanto fosse necessario, ma è piovuto. In certe zone è caduta pure un po’ di grandine. I problemi maggiori, però, non sono arrivati dai chicchi di ghiaccio, ma dalle forti raffiche di vento che mercoledì, verso le 20, hanno spazzato in lungo e in largo la Bassa, causando, per fortuna, solo danni alle cose. La zona più colpita sembra essere quella a cavallo tra i Comuni di Montirone e Ghedi. Di un albero caduto su un’auto parcheggiata in una cascina abbiamo riferito ieri. Oggi aggiungiamo altri danni. «Sono volate molte tegole di abitazioni private - riferisce il sindaco di Montirone, Serafina Bandera - ma anche della grande chiesa parrocchiale. Il vento, inoltre, ha divento le transenne e le impalcature del nuovo Municipio che stiamo costruendo in centro al paese. Aggiungiamoci un bel po’ di piante sradicate, soprattutto a est del paese, dalle parti del cimitero, e il quadro è completo. Per fortuna non c’è stato nessun ferito». Più limitati i danni in quel di Ghedi. «Qualche cartello divento qua e là - ci hanno spiegato ieri pomeriggio dall’ufficio tecnico del Comune - qualche albero sradicato e poco altro. Nella tarda serata di mercoledì abbiamo transennato un angolo di via Repubblica, all’incrocio con via Mulino di Sopra, perché il vento aveva fatto cadere alcune tegole. Ma niente di troppo pericoloso. Al momento non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione». Niente di particolare nemmeno da Leno, da Manerbio («Questa volta per fortuna è andata bene», commenta il vicesindaco Gianbattista Peli) e da Montichiari, dove, racconta il sindaco Gianantonio Rosa, «nella tarda serata di mercoledì è caduta un po’ di grandine, anche abbastanza grossa. Ma danni particolari, per fortuna, non abbiamo avuto occasione di registrarne». Vento forte e grandine hanno colpito anche Borgosatollo, ma senza causare problemi particolari. Una pianta di dimensioni ridotte è caduta su un’automobile ferma ai lati della strada (all’interno, per fortuna, non c’era nessuno). Per non dire dei molti rami e rametti spezzati che le raffiche di vento hanno portato in giro qua e là per il paese e la campagna. In questo Comune dell’hinterland, però, s’è avuto un problema in più: dalle 20 fino a tarda sera, infatti (in alcuni quartieri anche oltre) alcune zone del paese sono rimaste senza corrente elettrica. Un bel black out. Mercoledì sera il forte vento non ha risparmiato neanche la Bassa più bassa. Da Pavone Mella, ad esempio, sono arrivate segnalazioni di tegole "ballerine" che volavano. (gaf)
La Bassa sottosopra per il vento
Bresciaoggi - Martedì 21 Giugno 2005 PONTEVICO. Scuola media in evidenza Anche quest’anno, la scuola media Giovanni XXIII di Pontevico ha partecipato al campionato di lettura organizzato dal Sistema bibliotecario della Bassa Bresciana centrale in collaborazione con la cooperativa Equilibri di Modena. La competizione si è conclusa in modo davvero positivo per la scuola sulle rive dell’Oglio: la classe prima A, che ha partecipato alla finale, ha ottenuto il secondo posto alle spalle di Verolanuova e Gambara.
«Olimpiadi» di lettura studenti sul podio
Il torneo, a cui hanno partecipato anche le scuole di Gambara, Gottolengo, Isorella, Manerbio e Verolanuova, era incominciato lo scorso dicembre, quando ad ogni classe era stata assegnata una bibliografia specifica su cui prepararsi; il gioco era poi continuato con la cosiddetta «fase comunale», una selezione per eleggere la classe campione chiamata a rappresentare il paese nella finalissima. Certamente la conquista del «podio» è stata motivo di gioia per la scuola, ma, indipendentemente dal risultato, il Campionato di lettura, attraverso una sana competizione, ha offerto ai ragazzi la possibilità di approfondire la loro conoscenza della biblioteca e soprattutto confermato che il libro è divertimento.Linda Bossoni
Giornale di Brescia - Martedì 14 giugno 2005 Inceneritore di rifiuti ospedalieri, uno studio prima di decidere LENO - «Su questioni di interesse sovraccomunale non si può più ragionare con logiche di semplice campanile». Con queste parole, alla riunione dei sindaci che fanno parte del Distretto n. 9 della Bassa, Pietro Bisinella, primo cittadino di Leno, è tornato a riaprire la questione relativa al termosterilizzatore, l’impianto di termotrattamento per rifiuti ospedalieri che potrebbe nascere a Manerbio, sul confine con Leno. Tutto è iniziato, tempo fa, con la richiesta di una ditta di poter realizzare un impianto nel quale, secondo quanto era stato detto, dovrebbero essere sottoposti a sterilizzazione rifiuti che non contengono sostanze tossiche e nocive: garze, cotone, aghi e in generale tutti quei prodotti che sono venuti a contatto diretto con sangue e con liquidi biologici, e che quindi devono essere smaltiti. Ma sull’operazione si sono subito addensate non poche nuvole. Alcuni amministratori dei Comuni limitrofi, infatti, hanno fatto presente che, oltre a quelle di garze e pannolini, il termosterilizzatore sarà chiamato ad azzerare anche la carica batterica di tutte le tipologie di scarti ospedalieri, compreso i materiali contaminati da agenti patogeni, o comunque a rischio di trasmissione biologica aerea, nei quali non è possibile escludere a priori la presenza di sostanze chimiche pericolose. Insomma: come sempre accade in questi casi, questo ancora ipotetico impianto ha già subito la censura di molti, cittadini e amministratori, che sono preoccupati. Cesare Trebeschi, il sindaco di Manerbio, conferma che non è stata presa alcuna decisione: «Non siamo pregiudizialmente né favorevoli né contrari. Prima di esprimerci in merito a una materia così complessa e delicata, vogliamo sentire il parere degli esperti cui abbiamo affidato l’incarico di studiare l’impatto ambientale dell’impianto. La nostra posizione dipenderà dai risultati di questo studio». Intanto, dicevamo, il sindaco di Leno mette le mani avanti e rilancia: «La Bassa ha bisogno di un organismo che governi il territorio. Su moltissime questioni i sindaci devono trovare il modo di avere posizioni condivise. Ciò che si decide nel Comune confinante ricade pesantemente anche sulla qualità della vita dei miei cittadini. Per questo si chiede a gran voce l’istituzione della Comunità della Bassa bresciana sul modello delle Comunità Montane, che potrebbe aiutare gli amministratori a trovare posizioni equilibrate e sintoniche su molti temi, quali le cave, la sanità, il commercio e anche gli insediamenti di aziende speciali». Come sindaci, continua Bisinella, «chiediamo a gran voce alle istituzioni preposte di individuare soluzioni percorribili per ottenere questo risultato, magari partendo dalla proposta di legge per l’istituzione delle comunità locali presentata in Regione Lombardia nella passata legislatura. Il rischio di lasciare ai nostri nipoti un territorio ingestibile e preda di appetiti speculativi ci impone di creare al più presto la Comunità della Bassa bresciana, o quantomeno di attivare un serio tavolo di confronto». gaf
Riunione dei sindaci
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