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Giornale di Brescia - Giovedì 4 Agosto 2005 Iniziati a giugno, i lavori di sistemazione dell’impianto della Media termineranno in tempo per la ripresa delle lezioni Rientrati dalle vacanze, all’inizio del nuovo anno scolastico gli alunni della scuola media comunale manerbiese «Angelo Zammarchi» troveranno una bella sorpresa: una palestra praticamente rifatta ed una piccola nuova pista di atletica. Sono infatti in corso di realizzazione gli interventi di recupero del plesso sportivo. Costruito negli anni Settanta necessitava di alcune opere per la messa in sicurezza degli impianti, per l’adeguamento alle normative igieniche e per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre agli studenti delle scuole medie durante le ore di attività curriculare, degli impianti usufruiscono anche le due società sportive locali di basket e di pallavolo, sia maschile che femminile. I lavori, iniziati al termine delle lezioni di giugno, termineranno entro l’inizio del nuovo anno scolastico, il prossimo 12 settembre. Le operazioni interessano sia l’interno che l’esterno del fabbricato. L’interno vedrà un completo remake: innanzi tutto verranno rifatti gli spogliatoi, le docce e i vani adibiti a magazzino e ripostiglio; verranno anche sistemate le tribune per il pubblico, mentre la palestra verrà tinteggiata a nuovo. Inoltre, verranno messi a posto l’impianto di insonorizzazione e le principali attrezzature ginnico-sportive. All’esterno, invece, verranno sistemati l’intonaco e i canali di gronda; anche la zona di parcheggio riservato alle automobili troverà una nuova conformazione. Inoltre, nello spazio verde attiguo alla seconda palestra, utilizzata anch’essa sia dagli alunni sia dalle società sportive, verrà creata una piccola pista di atletica a forma di anello che servirà per i ragazzi della scuola. L’importo complessivo dell’intervento è di 395mila euro, in parte finanziato con un mutuo contratto presso la Cassa depositi e prestiti e in parte con un contributo ricevuto dalla Regione Lombardia. Umberto Scotuzzi
Manerbio rinnova la palestra
Sarà costruita anche una nuova pista di atletica. Investimento da 395mila euro
Giornale di Brescia - Venerdì 29 luglio 2005 Nuove tombe di famiglia e pavimentazioni per una spesa totale di 320mila euro Nel camposanto della cittadina sono in costruzione le nuove tombe di famiglia. I lavori, iniziati a giugno, verranno portati a termine entro settembre, per un costo complessivo di 320mila euro: la spesa è finanziata dai relativi canoni di concessione. La forma delle nuove tombe sarà - come si legge nella scheda tecnico illustrativa - a struttura modulare, definibile come «colombario interrato»: verranno cioè create in una zona interrata, poste a una profondità di 3 metri, con un corridoio, illuminato, che servirà per la tumulazione dei feretri. Simile intervento era già stato portato a termine nel primo lotto dei lavori, realizzati nel 1997: ora, con questo secondo blocco, vi sarà la possibilità di creare 234 loculi, visto che ogni tomba può contenere non più di sei sepolture. Il costo di ciascuna sepoltura è di 3.300 euro. La durata della concessione è di 99 anni; secondo le disposizioni comunali, poi, è consentito traslare le salme dei propri cari che già stazionano in altri loculi nelle tombe di famiglia in costruzione. I lavori prevedono poi la sistemazione dei percorsi pedonali, che verranno pavimentati in porfido; inoltre verranno collocate alcune caditoie che, in caso di pioggia, permetteranno un veloce smaltimento delle acque, consentendo l’agevole pedonalità dei percorsi. Infine il viale d’ingresso centrale con le sue gradinate manterrà l’attuale conformazione. (u. sc.)
Manerbio sistema il camposanto
Giornale di Brescia - Mercoledì 20 Luglio 2005 «Manerbio Centro» attacca: no allo sterilizzatore ospedaliero MANERBIO - I responsabili del coordinamento del gruppo consiliare aderente alla lista di centrodestra «Manerbio Centro» hanno dato il via ad una campagna di opinione sui temi più importanti della vita cittadina. Punto di partenza la distribuzione del periodico «Manerbio Centro informa», voce di una delle due opposizioni (l’altra è la Lega Nord). Nel primo numero della serie vengono trattati i principali argomenti della discussione politica manerbiese, soprattutto per quel che riguarda l’urbanistica e la viabilità. Innanzitutto si accusa il sindaco di avere promosso interventi pubblici onerosi, come il rifacimento di piazza Bianchi e via Dante: «Erano proprio necessari ed urgenti?», si chiede l’opposizione. «Non era meglio attendere e cercare soluzione per l’area ex Marzotto prima di procedere alla loro realizzazione?». Altri punti toccati sono il problema della sicurezza e la morosità dello Stato verso il Comune per l’affitto della caserma dei carabinieri. La principale contestazione, però, riguarda il progetto privato (che l’Amministrazione comunale deve esaminare) per la costruzione di uno sterilizzatore di rifiuti ospedalieri; esso dovrebbe sorgere alla periferia cittadina. Secondo l’opposizione del centrodestra tale operazione penalizzerebbe il territorio, con rischi per quanto riguarda la salute dei cittadini e l’impatto sull’ambiente.
L’opposizione consiliare
Bresciaoggi - Martedì 12 Luglio 2005 MANERBIO. Nuovo Psi e Alleanza nazionale chiedono anche misure urgenti in materia di sicurezza pubblica
«Caserma, i lavori non possono più attendere»
«La Giunta gestisce disinvoltamente i fondi pubblici e non trova gli spiccioli per i carabinieri»
Si moltiplicano a Manerbio le prese di posizione sul degrado in cui versa la caserma dei carabinieri e sulla decisione dell’Amministrazione civica di rinviare la manutenzione in attesa che il ministero dell’Interno saldi i presunti canone di affitto inevasi. E, in questo contesto, l’offerta del Comune di San Gervasio che si è detto pronto a dare ospitalità all’Arma sta alimentando il dibattito.
Duro il commento espresso dal Nuovo Psi in un documento sottoscritto all’unanimità dal direttivo. «La Giunta sta spendendo disinvoltamente il denaro nella comunità in discutibili opere di arredo urbano e in contenziosi legali legati agli espropri di un nuovo parco ma non trova gli spiccioli per dare ai carabinieri una struttura operativa dignitosa - osserva il responsabile di zona del Nuovo Psi Francesco Alghisi che esprime preoccupazione sul ventilato trasferimento della caserma -: si tratta ovviamente di un’ipotesi remota ma perdere la stazione dei carabinieri sarebbe una sconfitta storica per il paese e il fallimento dell’Amministrazione comunale». Il Nuovo Psi chiede maggiori investimenti nella sicurezza «a partire dalla caserma. I militari di stanza a Manerbio stanno operando con grande impegno e competenza. A loro, a dispetto della politica della Giunta guidata dal sindaco Cesare Trebeschi, va la riconoscenza di tutta la comunità».
Anche Alleanza Nazionale scende in campo per sollecitare la manutenzione della caserma. «Non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per l’assenza di sicurezza nella comunità di Manerbio e per l’incoerente quanto insensato comportamento della giunta comunale verso le forze dell'ordine che si devono occupare del nostro territorio - si legge in una nota del Circolo locale -. Recentemente due ragazze sono state oggetto di molestie e minacce di extracomunitari nord africani. A salvarle sono stati i clienti di un bar». An sottolinea che l’Amministrazione comunale non ha dato risposta alla lettera delle due vittime che chiedeva maggiore sicurezza.
«La Giunta - prosegue la lettera aperta di An -, non ha battuto ciglio nel mettere mano alla borsa del Comune per trasformare la stazione delle ferrovie dello Stato in un centro sociale gestito direttamente da persone di sinistra che non versano ai possibili clienti una coca cola perché, a loro dire, è prodotta dall’America dei guerrafondai. Per quel centro sociale la giunta ha speso denaro del pubblico bilancio. Cioè dei manerbiesi. Ma il sindaco afferma che per i carabinieri non ci sono soldi».
Alleanza Nazionale, «facendosi portavoce di un sentimento comune fra i cittadini di Manebio» esprime «solidarietà e stima incondizionata all’Arma e a tutte le altre forze dell’ordine che operano sul territorio». Diego Baruffi - Franco Piovani
Bresciaoggi - Venerdì 8 Luglio 2005 S. GERVASIO. Costituito il gruppo di volontari La Fenice. In Consiglio il fantasma del brucia-rifiuti di Manerbio Grazie all’impegno dei volontari di San Gervasio e dintorni si è costituito il gruppo per la Protezione civile «La Fenice».
Protezione civile, prende forma il consorzio
Il Comune capofila del progetto che coinvolge Milzano, Pavone e Pralboino
Il Consiglio comunale ha approvato la convezione premessa alla costituzione del consorzio «Bassa bresciana emergenze» al quale aderiscono i Comuni di: Milzano, Pavone Mella e Pralboino, oltre appunto San Gervasio cui è assegnato il ruolo di capofila. La convenzione lascia aperta la porta ad altre future adesioni. Durante la discussione è stato auspicato che continuino i colloqui con altre realtà istituzionali locali, o gruppi e sodalizi per dare ulteriore forza all’azione dei volontari. La proposta è stata portata illustrata in aula dal vicesindaco Andrea Camisani. Dopo un paio d’anni di gestazione il progetto è decollato. Il gruppo guidato da Giorgio Loda, può contare sull’apporto di una cinquantina di aderenti, ha in dotazione nuove divise ministeriali e alcune attrezzature di pronto intervento.
In questi giorni è stata aperta una campagna di sensibilizzazione per la raccolta di nuove adesioni. Per questo sono a disposizione gli uffici dei Comuni coinvolti in grado di dare informazioni anche sull’avvio di corsi finalizzati alle operazioni di Protezione civile. Determinante è stata l’azione dei volontari de «La Fenice», che hanno collaborato con le Amministrazioni per dar vita rapporti istituzionali in modo da rendere concreto un progetto ambizioso e concreto.
Ambizioso perché sovraccomunale, nell’ottica della razionalizzazione delle risorse per realtà simili in quanto a problematiche e morfologia; concreto perché studiato su quelle stesse esigenze, di monitoraggio del territorio, di intervento nel caso di allagamenti o piccoli incendi, di risposte, in generale, ai possibili rischi che la statistica indica come più probabili. Sull’iniziativa ha voluto sollevare riserve il capogruppo dell’opposizione Mario Braga, che ha definito il progetto e il piano «estemporanei», perchè non tiene conto ad esempio della realizzazione dell’impianto di trattamento di rifiuti ospedalieri infetti in progetto a Manerbio che comporterà misure di vigilanza mirata. L’affermazione ha provocato più d’una preoccupazione, non solo a San Gervasio, ma soprattutto a Manerbio. Durante un vertice sanitario a Leno infatti il sindaco Cesare Trebeschi aveva infatti assicurato ai colleghi che l’idea dello sterilizzatore di scorie ospedaliere era fermo al palo.
Ma dalle dichiarazioni al consiglio comunale di San Gervasio di Mario Braga, pare di capire che il progetto è già superato la fase delle riflessioni, la sua costruzione è data ormai per certa. Franco Piovani
Bresciaoggi - Sabato 2 Luglio 2005 MANERBIO. Il sindaco accusa lo Stato di morosità e nega i lavori di riqualificazione. Le opposizioni: «La Giunta si vergogni» Dai pattugliamenti notturni al cantiere «fai-da-te» il passo è stato davvero breve per i carabinieri della stazione di Manerbio che, sacrificando alcune ore del proprio tempo libero, hanno deciso di provvedere personalmente ai più urgenti lavori di manutenzione della caserma che versa da tempo in forte stato di degrado.
Caserma, un restauro «fai da te»
Nelle ore libere i carabinieri effettuano la manutenzione sull’edificio degradato
«Armati» di pennelli, pennellessa, stucco e trapano i sette militari in carico al distaccamento della Bassa hanno iniziato a turno ad effettuare piccoli ma «vitali» interventi sull’edificio militare di proprietà del Comune.
Quando sono fuori servizio ritinteggiano le stanze, rimuovono la muffa che sta aggredendo i muri esterni a causa delle perdite dei canali di gronda o sistemano gli infissi che traballano. Lesioni fisiologiche considerato che da sette anni la struttura è praticamente abbandonata a se stessa.
La decisione è maturata spontaneamente, senza cioè alcuna vena polemica nei confronti della Giunta di centro sinistra che sta rinviando anche i più banali lavori di manutenzione giustificandosi con la presunta morosità del ministero dell’Interno, che secondo le stime del sindaco Cesare Trebeschi sarebbe in arretrato con i canoni di affitto della caserma.
«L’Amministrazione civica è creditrice di 75 mila euro nei confronti dello Stato per affitti non corrisposti» ha spiegato in Consiglio comunale il primo cittadino rispondendo a un’interpellanza di Forza Italia che sollecitava un’urgente ristrutturazione sul fabbricato di via San Gervasio.
«Abbiamo accettato anche un canone di affitto più basso che da 58 mila è passato a 31mila euro all’anno ma la situazione non si è sbloccata. Quanto alla manutenzione dal 1993 il Comune ha investito 400 mila nella riqualificazione della caserma e quando avremo le risorse finanziarie necessarie procederemo all’adeguamento dell’impianto elettrico e alla sostituzione delle gronde».
Forza Italia tuttavia contesta l’entità del credito vantato dal Comune. «Il sindaco racconta una mezza verità - spiega il consigliere azzurro Giuliano Piovani -: il canone di locazione a cui la Giunta fa riferimento nel calcolo dei presunti arretrati riguarda un contratto concordato ma mai sottoscritto dal ministero dell’Interno. La pigione fissata originariamente è sempre stata regolarmente versata dai Governi presenti e passati».
Ma Giuliano Piovani va oltre: «A prescindere dal balletto delle cifre è un atteggiamento puerile e degradante nei confronti dei militari che lavorano al servizio della comunità negare una caserma caserma per attaccare politcamente il Governo di centro destra». L’esponente di minoranza illustra le condizioni fatiscenti dell’edificio. «I canali di gronda sono lesionati e le perdite di acqua piovana hanno provocato muffa e umidità in tutte le stanze - osserva Piovani -. L’impianto elettrico è da paese sottosviluppato: appena il fabbisogno di energia sale, l’obsoleta centralina fa scattare il black-out. A volte basta anche un computer acceso in più perchè i carabinieri restino al buio». Piovani cita anche i problemi della caserma della Guardia di finanza: «Anche l’immobile di via Palestro ha bisogno di manutenzione ai serramenti e alle camerate ma il sindaco ha lasciato capire che anche le fiamme gialle sono morose e di lavori non se ne parla. Ospitare le forze dell’ordine dovrebbe essere un onore ma per la giunta è invece solo una questione di denaro. E’ una vergogna» conclude Piovani che medita addiruttura di lanciare una sottoscrizione fra i cittadini per raccogliere i fondi necessari a finanziare i lavori più urgenti.
«La risposta della gente - conclude - sarebbe sicuramente più generosa di quella della Giunta la cui riconoscenza nei confronti dell’Arma è evidentemente un optional».
Nello Scarpa - Diego Baruffi
Giornale di Brescia - Mercoledì 22 giugno 2005 MANERBIO Il sindaco lamenta un debito di 75mila euro per la caserma dei carabinieri MANERBIO Chi pagherà l’affitto al Comune? E quando? Le domande sono state poste dal sindaco Cesare Trebeschi rispondendo ad un’interpellanza del consigliere d’opposizione Giuliano Piovani sulla locale stazione dei carabinieri. Il consigliere si era rivolto a Trebeschi lamentandosi della situazione nella quale versa la caserma e le conseguenti difficoltà nelle quali i militari si trovano a operare: stanze sporche, impianto elettrico irregolare e ambienti poco adatti alla privacy e alla riservatezza. Il sindaco ha risposto elencando una serie di interventi che, a partire dal 1993 a oggi, sono stati effettuati sull’edificio e che hanno comportato, per l’Amministrazione, un esborso complessivo di 238.188 euro: dall’ampliamento dei locali realizzato nel 1995 per una cifra poco superiore ai 150mila euro alla sistemazione delle sale, dal rifacimento dell’impianto di irrigazione e del giardino alla messa in sicurezza dell’impianto di riscaldamento; inoltre sono in programma, a breve, la sistemazione dell’impianto elettrico, che verrà messo a norma, e la sostituzione dei canali di gronda. Ma il nocciolo della questione sta altrove. «Il problema non sta nelle strutture, bensì nelle finanze», ha detto il sindaco. «Esprimo il personale apprezzamento per l’operato delle forze dell’ordine, stima concorde di tutte le parti politiche: rimane però insoluta la questione delle pendenze affittuarie. Si tratta delle somme - ha lamentato il sindaco - che il Ministero dell’interno deve versare al Comune. Più volte, durante gli incontri avuti in Prefettura, si è discusso dell’adeguamento del canone: ottenuto l’accordo sul nuovo contratto non si è mai proceduto alla firma. La risposta alle nostre perplessità è sempre stata "non ci sono i soldi da parte del Governo". Il peso ricade inevitabilmente e interamente sugli enti locali: non c’entrano né l’Arma né la Prefettura, ma il Governo che è inadempiente ai propri doveri». Tutto ciò, ha continuato il sindaco, causa un disagio per l’Amministrazione, che è creditrice di 75mila euro nei confronti dello Stato. «Abbiamo accettato anche un canone di affitto più basso, decurtandolo rispetto al precedente, da 58.000 è passato a 31mila euro all’anno. Ma nemmeno in questo caso abbiamo avuto riscontri. La trattativa - ha concluso il sindaco - deve ripartire, bisogna rispettare i patti, e speriamo ciò avvenga nel più breve tempo possibile». Umberto Scotuzzi
Lo Stato paghi l’affitto dei Cc
Bresciaoggi - Martedì 21 Giugno 2005 MANERBIO. Verbali a raffica. La Lega: «Una beffa»
Multe, tregua a metà E i negozi protestano
Nel giorno di mercato sosta gratuita solo in piazza Battisti
Parcheggio gratis nel giorno di mercato. La richiesta della Lega di Manerbio sembrava essere stata accolta dall’Amministrazione civica. Invece l’indulgenza concessa dal Comune era limitata alla piazza del municipio. A fare le spese dell’equivoco politico sono stati decine e decine di automobilisti che mercoledì scorso, giorno in cui gli operatori commerciali ambulanti riempiono piazza Falcone, sono rimasti vittime della pioggia di multe cadute nelle vie San Martino, Matteotti e Luzzago. I multati hanno protestato ma i vigili avevano dalla loro i regolamenti comunali che esentano dal pagamento della sosta solo il mercoledì delle otto alle due del pomeriggio in piazza Cesare Battisti, quella del Comune come avverte una nota incollata con adesivo trasparente sulla postazione che eroga il biglietto di comprovato pagamento da sistemare poi dentro la vettura. Quindi niente contributo il mercoledì mattina, ma solo in piazza del comune, per metà lasciata alla libera sosta ma con posti sistematicamente occupati durante l’orario di apertura degli uffici. Eppure in paese la voce di un congelamento delle multe al mercoledì mattina era diventata per tutti una certezza.
Invece è andata che dopo un paio di mercoledì senza multe è comparso il vigile che ha fatto il suo dovere, appioppando multe che come sempre vanno a foraggiare il bilancio comunale che negli ultimi due anni ha visto lievitare del 40% le entrate relative ai verbali per violazione al Codice della strada.
Il Carroccio, la prima forza politica a protestare per il presunto escamotage della maggioranza per ripristinare le multe, aveva annunciato in un volantino: «Nell’ultima seduta del Consiglio comunale la Lega Nord ha ottenuto l’utilizzo gratuito, da parte di chi si recherà al mercato, il mercoledì mattina, dei parcheggi che normalmente sono a pagamento». Nel bollettino si leggeva anche «che per rendere effettiva la nostra proposta l’Amministrazione dovrà provvedere in tempi brevi ad un atto esecutivo con l’integrazione dei segnali stradali».
I segnali stradali non sono stati aggiornati. L’amministrazione però ha provveduto in tempi brevi alla norma che fissa la sosta gratuita, solo di mercoledì, in piazza Cesare Battisti.
«Non era la nostra proposta, noi chiedevamo che tutto il centro non dovesse subire la pressione dei vigili che invece è proseguita» spiegano i vertici della sezione locale del Carroccio, intenzionati ad andare a fondo della vicenda. Delusi anche i negozianti del centro storico: «Per l’ennesima volta siamo stati ingannati dal Comune che evidentemente non ha intenzione di affrontare il delicato problema dei parcheggi che ci penalizza spingendo i clienti verso i centri commerciali». Franco Piovani
Giornale di Brescia - Domenica 19 giugno 2005 MANERBIO Il consuntivo 2004 approvato dal Consiglio comunale MANERBIO Il bilancio consuntivo 2004 si è chiuso, per l’Amministrazione comunale guidata da Cesare Trebeschi, con un voce in attivo pari a 487.838 euro, frutto di entrate di 16.050.880 € a fronte di un’uscita generale di 15.685.780 €. L’approvazione è avvenuta con i voti dei 13 consiglieri di maggioranza: le opposizioni, sia la lista "Manerbio Centro 2000", sia Lega Nord Padania, hanno dato voto contrario. Rispetto alla chiusura dell’esercizio di cassa dell’anno precedente, però, l’avanzo si è ridotto di 99.461 €: «Questo - ha sottolineato l’assessore al Bilancio Paola Cividati nella presentazione «è dovuto prevalentemente a un minor gettito di entrate da parte degli Enti e a una passività degli utili da aziende speciali e dividendi di società, vale a dire della Cobregas, la società che gestisce per conto del Comune l’acquisto e la vendita di gas metano». Tra le entrate correnti, quelle tributarie, a differenza delle extratributarie (depositi postali e Cassa dei Depositi e Prestiti), evidenziano un maggior introito, in particolare derivante da pesa pubblica e affissioni; mentre i trasferimenti, soprattutto quelli statali e regionali, hanno segnato una flessione. A onor del vero, ha aggiunto l’assessore, la Regione ha concesso 503.519 €, finalizzati alla sistemazione di piazza Bianchi, di via Dante e dell’accesso alla stazione ferroviaria. Ha invece fruttato l’esercizio della Far.Ma, la nuova farmacia comunale istituita a fine 2003, che ha registrato un utile di 156.496 €. Sul fronte delle spese si registra una diminuzione complessiva del 6,1%;cresciute le spese per Polizia locale, settore sociale e gestione ambientale. Chiude il bilancio la voce dell’indebitamento pro capite, cioè il debito di ciascun abitante relativo ai mutui in ammortamento: 1.472 € euro per ogni cittadino. Sulla questione dei mutui ancora aperti (l’ultimo si estinguerà nel 2031) si è innescata la polemica tra le due parti. La Lega, per bocca del capogruppo Ferruccio Casaro, ha sottolineato come la somma complessiva per la contrazione di mutui in essere e non ancora terminati sia di 34.000.000 € di euro: di questo passo ogni cittadino finisce per pagare 2.586 euro. Una somma, lamenta il consigliere, che ingolfa il funzionamento della macchina burocratica e finisce per gravare sulle spalle dei singoli. Umberto Scotuzzi
Più spese per sociale e sicurezza
Bresciaoggi - Domenica 12 Giugno 2005 MANERBIO/1. La Lega lancia l’allarme in Consiglio: «Ogni cittadino è indebitato per 2.500 euro»
«Mutui, un pozzo senza fondo»
Fa discutere il tendone per spettacoli «incompiuto» in via Cremona
Che non ci sia armonia nel Consiglio comunale di Manerbio lo si costata a prima vista: la minoranza propone, la maggioranza respinge. La conferma del sistematico muro contro muro è giunta nell’ultima seduta quando un paio di mozioni presentate dalle minoranze, hanno visto l’esecutivo chiudersi a riccio con risposte di maniera, per non dire evasive.
È accaduto per la mozione relativa alla tensostruttura costruita nell’autunno scorso nei pressi del complesso commerciale di via Cremona, ed a distanza di mesi ancora inutilizzata, poiché sprovvista del supporto di adeguati servizi. Così per la loro annuale festa i pescatori della locale associazione hanno dovuto arrabattarsi con strutture di fortuna nel parcheggio del supermercato. Il sindaco Cesare Trebeschi ha assicurato che la «strana» copertura sarà completata come previsto nel progetto. Intanto tutto intorno si trova sommersa da rovi e sterpaglie.
Altro motivo di contrasto fra maggioranza e minoranza è stato il bilancio consuntivo 2004 del Comune. Elencando postazioni del documento il capogruppo dei Popolari Insieme Angelo Cavagnini ha elogiato il lavoro della Giunta. «Ma ha omesso di mettere in risalto opere annunciate nel documento di programmazione e riproposte ancora nel 2005» afferma il capogruppo di Lega Nord, Ferruccio Casaro, che con la componente di Manerbio Centro ha bocciato il bilancio consuntivo, approvato, invece, dai soli consiglieri di maggioranza.
Casaro s’è dilungato nella illustrazione dell’indebitamento del Comune soffermandosi sull’elenco di 150 mutui contratti con Cassa depositi e prestiti, Cariplo, Istituto di previdenza, Credito italiano, Banca popolare di Bergamo, Regione Lombardia, Cra Padana. In totale risulta una somma di 25 milioni 788 mila euro per vari prestiti sui quali sono corrisposti annualmente 15 milioni 87 mila euro per interessi. Un debito complessivo di 40 milioni 875 mila euro che, suddivisi fra i 13 mila 200 abitanti, portano l’indebitamento dei manerbiesi a 2 mila 586 euro pro capite. E’ una cifra che andrà ad esaurirsi nel 2031, data di scadenza dell’ultima rata di un mutuo di 28 anni contratto con la Cassa depositi e prestiti nel 2003 per sistemare il Piazzolo e via XX Settembre. In futuro saranno altre somme ad aggiungersi alle cifre del bilancio comunale, poiché alle esigenze della comunità bisogna provvedere. Non si tratta solo di aggiustare strade, o costruirne di nuove, realizzare nuovi edifici e curarne la manutenzione, ma si devono pagare gli stipendi, le spese ordinarie, i compensi agli amministratori, senza dimenticare - è stato sottolineato nel dibatitto -, i contributi che le amministrazioni elargiscono a diverso titolo ad enti che promuovono sport e manifestazioni, spettacoli compresi. Insomma a tutto quanto compete ad una amministrazione pubblica per far funzionare la macchina burocratica.
Altro motivo di contrapposizione la relazione del difensore civico, avvocato Maurizio Di Rocco nominato dalla precedente giunta che aveva sindaco Dialma Cantaboni Cazzaniga. Per il fatto che risiede a Ghedi, l'avvocato non trova il favore del consigliere Giuliano Piovani, di Forza Italia che si è chiesto: «Ma non si poteva fare altra scelta a Manerbio dove pure si trovano persone tra i liberi professionisti che negli anni passati hanno lodevolmente assolto al loro compito di difesa dei cittadini essendo a conoscenza della nostra realtà?». Franco Piovani
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