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Giornale di Brescia - Mercoledì 20 Luglio 2005 «Manerbio Centro» attacca: no allo sterilizzatore ospedaliero MANERBIO - I responsabili del coordinamento del gruppo consiliare aderente alla lista di centrodestra «Manerbio Centro» hanno dato il via ad una campagna di opinione sui temi più importanti della vita cittadina. Punto di partenza la distribuzione del periodico «Manerbio Centro informa», voce di una delle due opposizioni (l’altra è la Lega Nord). Nel primo numero della serie vengono trattati i principali argomenti della discussione politica manerbiese, soprattutto per quel che riguarda l’urbanistica e la viabilità. Innanzitutto si accusa il sindaco di avere promosso interventi pubblici onerosi, come il rifacimento di piazza Bianchi e via Dante: «Erano proprio necessari ed urgenti?», si chiede l’opposizione. «Non era meglio attendere e cercare soluzione per l’area ex Marzotto prima di procedere alla loro realizzazione?». Altri punti toccati sono il problema della sicurezza e la morosità dello Stato verso il Comune per l’affitto della caserma dei carabinieri. La principale contestazione, però, riguarda il progetto privato (che l’Amministrazione comunale deve esaminare) per la costruzione di uno sterilizzatore di rifiuti ospedalieri; esso dovrebbe sorgere alla periferia cittadina. Secondo l’opposizione del centrodestra tale operazione penalizzerebbe il territorio, con rischi per quanto riguarda la salute dei cittadini e l’impatto sull’ambiente.
L’opposizione consiliare
Bresciaoggi - Venerdì 8 Luglio 2005 S. GERVASIO. Costituito il gruppo di volontari La Fenice. In Consiglio il fantasma del brucia-rifiuti di Manerbio Grazie all’impegno dei volontari di San Gervasio e dintorni si è costituito il gruppo per la Protezione civile «La Fenice».
Protezione civile, prende forma il consorzio
Il Comune capofila del progetto che coinvolge Milzano, Pavone e Pralboino
Il Consiglio comunale ha approvato la convezione premessa alla costituzione del consorzio «Bassa bresciana emergenze» al quale aderiscono i Comuni di: Milzano, Pavone Mella e Pralboino, oltre appunto San Gervasio cui è assegnato il ruolo di capofila. La convenzione lascia aperta la porta ad altre future adesioni. Durante la discussione è stato auspicato che continuino i colloqui con altre realtà istituzionali locali, o gruppi e sodalizi per dare ulteriore forza all’azione dei volontari. La proposta è stata portata illustrata in aula dal vicesindaco Andrea Camisani. Dopo un paio d’anni di gestazione il progetto è decollato. Il gruppo guidato da Giorgio Loda, può contare sull’apporto di una cinquantina di aderenti, ha in dotazione nuove divise ministeriali e alcune attrezzature di pronto intervento.
In questi giorni è stata aperta una campagna di sensibilizzazione per la raccolta di nuove adesioni. Per questo sono a disposizione gli uffici dei Comuni coinvolti in grado di dare informazioni anche sull’avvio di corsi finalizzati alle operazioni di Protezione civile. Determinante è stata l’azione dei volontari de «La Fenice», che hanno collaborato con le Amministrazioni per dar vita rapporti istituzionali in modo da rendere concreto un progetto ambizioso e concreto.
Ambizioso perché sovraccomunale, nell’ottica della razionalizzazione delle risorse per realtà simili in quanto a problematiche e morfologia; concreto perché studiato su quelle stesse esigenze, di monitoraggio del territorio, di intervento nel caso di allagamenti o piccoli incendi, di risposte, in generale, ai possibili rischi che la statistica indica come più probabili. Sull’iniziativa ha voluto sollevare riserve il capogruppo dell’opposizione Mario Braga, che ha definito il progetto e il piano «estemporanei», perchè non tiene conto ad esempio della realizzazione dell’impianto di trattamento di rifiuti ospedalieri infetti in progetto a Manerbio che comporterà misure di vigilanza mirata. L’affermazione ha provocato più d’una preoccupazione, non solo a San Gervasio, ma soprattutto a Manerbio. Durante un vertice sanitario a Leno infatti il sindaco Cesare Trebeschi aveva infatti assicurato ai colleghi che l’idea dello sterilizzatore di scorie ospedaliere era fermo al palo.
Ma dalle dichiarazioni al consiglio comunale di San Gervasio di Mario Braga, pare di capire che il progetto è già superato la fase delle riflessioni, la sua costruzione è data ormai per certa. Franco Piovani
Giornale di Brescia - Giovedì 7 luglio 2005 Manerbio, incontro sui rifiuti Incontro dibattito questa sera a Manerbio alle ore 20.45 nella scuola elementare di via Galliano, 10, sul tema: «Brescia e provincia pattumiere d’Italia? Nessun impianto di trattamento per rifiuti ospedalieri nella Bassa Bresciana», coordina Mauro Baroncini (Circolo Rifondazione di Manerbio). Intervengono: Osvaldo Squassina (Consigliere regionale Rifondazione), Marino Ruzzenenti (Forum Ambientalista) e Paolo Chinnici.
Bresciaoggi - Mercoledì 6 Luglio 2005 MANERBIO. Ordine pubblico Non si placa la rabbia dei manerbiesi suscitata dall’episodio di presunta aggressione verificatosi venerdì notte in via Dante da parte di una coppia di stranieri a due diciannovenni del paese.
Le ragazze aggredite scrivono al sindaco: «Più sicurezza la sera»
Le due ragazze dopo aver accompagnato a casa un’amica si erano fermate a chiacchierare a bordo della propria macchina in un’area di sosta quando improvvisamente sono state affiancate da una vettura con a bordo due stranieri con i caratteri somatici nordafricani, i quali accortisi che la corte non era apprezzata sono diventati furiosi insultando le giovani con frasi volgari.
A quel punto le due amiche hanno acceso la macchina e si sono dirette verso il centro del paese ma sono state inseguite e raggiunte dagli stranieri che hanno poi preso a pugni i finestrini e la carrozzeria. L’intervento degli avventori di un bar avrebbe fatto desistere dall’aggressione e messo in fuga gli aggressori.
Ora la comunità si interroga sulla microcriminalità spesso legata al fenomeno dell’immigrazione clandestina. «Episodi come questi non sono nuovi ormai neanche nel nostro paese, oltre alle risse ormai sempre più costanti fra bande di extracomunitari» raccontano alcuni residenti di via Dante. «Siamo preoccupati quando i nostri figli devono rientrare a casa nelle ore notturne, viste le risse attorno ai due phon center».
In una lettera indirizzata al sindaco le due giovani manerbiesi vittime dell’aggressione accanto all’apprezzamento per il lavoro delle forze dell’ordine, denunciano il fatto che in molte zone del paese diventa sempre più difficile camminare nelle ore serali e chiedono interventi sull’uso sfrenato di alcolici e lotta alla microcriminalità legata al fenomeno dell’immigrazione clandestina «affinché episodi come quelli di venerdì notte, che lasciano un segno indelebile a chi ne è coinvolto, non si ripetano».
Situazione spiacevoli che sono una realtà quotidiana, episodi che minano la tranquillità e la sicurezza delle persone.
Diego Baruffi
Bresciaoggi - Venerdì 1 Luglio 2005 MANERBIO. Se identificato l’autore del gesto rischia la denuncia per maltrattamenti su animali e uso d’arma improprio Rischia una denuncia per maltrattamenti ad animali e spari in luogo pubblico l’individuo che ha sparato contro la colonia di galli ospitata nei capannoni dismessi della Marzotto di Manerbio. L’episodio è avvenuto all’alba dell’altro giorno: degli spari hanno svegliato in via Verdi gli abitanti del complesso residenziale «Le Ville», già villaggio Marzotto.
Colpi di fucile nell’ex-area Marzotto
Nel mirino dello sparatore i galli ospitati nei capannoni dismessi dello stabilimento
Sembravano fuochi di artificio. Invece si trattava di colpi di fucile da caccia esplosi contro gli splendidi esemplari di galli americani che hanno trovato rifugio nello stabilimento chiuso da un paio d’anni. Non è chiaro se la persona che ha sparato volesse divertirsi, eliminare i canti fuori orario dei volatili o semplicemente procacciarsi un pranzo gratis.
Fatto sta che la colonia di galli e gallinelle si è assottigliata. Quasi un segno del destino per gli amanti dell’oroscopo cinese che proprio il 9 febbraio, celebra il periodo dei nati sotto il segno del gallo. La leggenda racconta che originariamente i galli erano stelle che una volta cadute sulla Terra ebbero la responsabilità di cantare ogni mattina per svegliare gli uomini. E che questo accada veramente lo si verifica a Manerbio, poiché gli abitanti delle Ville sono svegliati ogni mattina dal canto dei galletti vispi e coloratissimi nel piumaggio nell’area dell’ex lanificio.
Il quartiere insomma viene avvisato ad ogni spuntar del sole che comincia un nuovo giorno anche nel rione costruito negli anni Trenta quando il lanificio era una fabbrica che rendeva ai Marzotto di Valdagno, che ne erano i proprietari, e pure ai manerbiesi ed all’intero vicinato per il lavoro sicuro che l’azienda sapeva procurare. Tempi passati purtroppo.
Un anno fa si fece un gran parlare della riconversione dell’area con piano di fattibilità studiato da docenti universitari, progetto elaborato in tutta fretta, documenti esibiti in riunioni organizzate dal sindaco d’allora. Incombevano le votazioni per il rinnovo del consiglio comunale e nel periodico di informazione del Comune di Manerbio, la signora Dialma Cantaboni, al tempo sindaco e direttore responsabile della pubblicazione, in un lungo articolo titolato «Quale futuro per l’ex area Marzotto?» scriveva tra l’altro: «Ci siamo posti alcuni obiettivi: recuperare posti di lavoro persi con la chiusura di Marzotto ed altre realtà produttive attraverso l’offerta di servizi per la localizzazione delle imprese; integrare questi 90mila metri quadrati in modo armonico per il centro storico di Manerbio» ed esprimeva altri buoni propositi per il riutilizzo dell’area.
È passato più di un anno da allora. L’insegna luminosa «Marzotto» che per decenni aveva dominato lo stabilimento dalla sommità dell’acquedotto è stata rimossa in una gelida sera del gennaio scorso e rottamata; all’interno dei capannoni desolatamente vuoti alcune persone stanno recuperando materiale elettrico riciclabile: finito il gelo la vegetazione sta rigogliosamente invadendo l’area all’aperto ed al coperto; i nuovi posti di lavoro non si vedono nemmeno col binocolo; una quarantina di animali di bassa corte, in prevalenza galli che trastullano poche galline.
Intanto delle sorti dei fabbricati ex Marzotto si sa nulla, così come rimane misteriosa la presenza della colonia di galletti americani. Che siano le avanguardie dei cinesi interessati all’acquisto dell’area. Franco Piovani
Giornale di Brescia - Mercoledì 15 giugno 2005 Uno da 6 giocatori, uno da 11, uno per gli allenamenti: da venerdì a domenica la festa d’inaugurazione MANERBIO Tre nuovi campi sportivi per le società calcistiche manerbiesi: e insieme ad essi un nuovo parcheggio auto e il rifacimento dello storico stadio comunale, costruito dal conte Gaetano Marzotto alla fine degli anni Trenta e calcato, negli anni gloriosi, dai calciatori del Lanerossi Vicenza, mentre adesso è apannaggio dei giocatori della Virtus Manerbio. Duplice la ragione della dotazione delle nuove strutture, che si è resa necessaria per far fronte alle richieste delle società calcistiche presenti sul territorio che auspicavano spazi per le loro partite e per alleggerire il peso dell’utilizzo del campo principale, il cui eccessivo logorio lo avrebbe reso impraticabile in breve tempo. I lavori sono stati eseguiti in tre stralci e hanno visto un esborso complessivo di 979mila euro: nel primo lotto si è provveduto alla realizzazione di due nuovi campi da calcio di piccole dimensioni, uno per squadre di sei giocatori e in terra battuta e uno, invece, adibito ad allenamento delle squadre. Il secondo stralcio ha visto la sistemazione dell’area verde a ridosso della linea ferroviaria con la creazione di un parco, dove sono stati piantumati alberi e curato il verde; è stata poi sostituita le recinzione e rifatto l’impianto di irrigazione del campo principale, mentre nuovi lampioni ornano l’area. Nel terzo intervento, infine, si è costruito il nuovo campo di calcio da undici giocatori; il campo principale, poi, è stato sistemato, con la messa in sicurezza dell’impianto di illuminazione e l’adeguamento dell’impianto antincendio. A breve i lavori verranno completati con la manutenzione delle travi portanti e l’edificazione dei garage e del magazzino per automezzi e attrezzi. Inoltre nel terreno attiguo è stato ricavato un ampio parcheggio, dotato di 135 posti auto, che serviranno sia a chi vorrà assistere a manifestazioni sportive sia a chi vorrà usufruirne per la sosta quotidiana. I lavori di costruzione e sistemazione degli impianti sono terminati da poco: sabato sera, 18 giugno, l’inaugurazione ufficiale, nella cornice dei tre giorni della festa del calcio, da venerdì a domenica sera, che l’Amministrazione e le società Polisportiva Virtus Manerbio e Associazione calcistica femminile hanno organizzato per l’occasione. Si incomincia venerdì 17 alle 19.30, con il saggio finale e la premiazione dei piccoli allievi della scuola calcio; a seguire serata musicale col gruppo Blu Angles. Sabato 18, alle 21, l’inaugurazione ufficiale con animazione a sorpresa e musica accompagnati dal complesso Batman. Domenica 19, infine, in mattinata, con calcio di avvio alle ore 10, quadrangolare di calcio femminile con la partecipazione di Atalanta, Milan e Como, oltre alle giocatrici locali; in serata, infine, premiazioni e musica. Durante le tre serate sarà in funzione il servizio ristoro. Umberto Scotuzzi
Manerbio: tre nuovi campi di calcio
Realizzato anche un parcheggio da 135 posti. Operazione da 979mila euro
Bresciaoggi - Domenica 12 Giugno 2005 MANERBIO/1. La Lega lancia l’allarme in Consiglio: «Ogni cittadino è indebitato per 2.500 euro»
«Mutui, un pozzo senza fondo»
Fa discutere il tendone per spettacoli «incompiuto» in via Cremona
Che non ci sia armonia nel Consiglio comunale di Manerbio lo si costata a prima vista: la minoranza propone, la maggioranza respinge. La conferma del sistematico muro contro muro è giunta nell’ultima seduta quando un paio di mozioni presentate dalle minoranze, hanno visto l’esecutivo chiudersi a riccio con risposte di maniera, per non dire evasive.
È accaduto per la mozione relativa alla tensostruttura costruita nell’autunno scorso nei pressi del complesso commerciale di via Cremona, ed a distanza di mesi ancora inutilizzata, poiché sprovvista del supporto di adeguati servizi. Così per la loro annuale festa i pescatori della locale associazione hanno dovuto arrabattarsi con strutture di fortuna nel parcheggio del supermercato. Il sindaco Cesare Trebeschi ha assicurato che la «strana» copertura sarà completata come previsto nel progetto. Intanto tutto intorno si trova sommersa da rovi e sterpaglie.
Altro motivo di contrasto fra maggioranza e minoranza è stato il bilancio consuntivo 2004 del Comune. Elencando postazioni del documento il capogruppo dei Popolari Insieme Angelo Cavagnini ha elogiato il lavoro della Giunta. «Ma ha omesso di mettere in risalto opere annunciate nel documento di programmazione e riproposte ancora nel 2005» afferma il capogruppo di Lega Nord, Ferruccio Casaro, che con la componente di Manerbio Centro ha bocciato il bilancio consuntivo, approvato, invece, dai soli consiglieri di maggioranza.
Casaro s’è dilungato nella illustrazione dell’indebitamento del Comune soffermandosi sull’elenco di 150 mutui contratti con Cassa depositi e prestiti, Cariplo, Istituto di previdenza, Credito italiano, Banca popolare di Bergamo, Regione Lombardia, Cra Padana. In totale risulta una somma di 25 milioni 788 mila euro per vari prestiti sui quali sono corrisposti annualmente 15 milioni 87 mila euro per interessi. Un debito complessivo di 40 milioni 875 mila euro che, suddivisi fra i 13 mila 200 abitanti, portano l’indebitamento dei manerbiesi a 2 mila 586 euro pro capite. E’ una cifra che andrà ad esaurirsi nel 2031, data di scadenza dell’ultima rata di un mutuo di 28 anni contratto con la Cassa depositi e prestiti nel 2003 per sistemare il Piazzolo e via XX Settembre. In futuro saranno altre somme ad aggiungersi alle cifre del bilancio comunale, poiché alle esigenze della comunità bisogna provvedere. Non si tratta solo di aggiustare strade, o costruirne di nuove, realizzare nuovi edifici e curarne la manutenzione, ma si devono pagare gli stipendi, le spese ordinarie, i compensi agli amministratori, senza dimenticare - è stato sottolineato nel dibatitto -, i contributi che le amministrazioni elargiscono a diverso titolo ad enti che promuovono sport e manifestazioni, spettacoli compresi. Insomma a tutto quanto compete ad una amministrazione pubblica per far funzionare la macchina burocratica.
Altro motivo di contrapposizione la relazione del difensore civico, avvocato Maurizio Di Rocco nominato dalla precedente giunta che aveva sindaco Dialma Cantaboni Cazzaniga. Per il fatto che risiede a Ghedi, l'avvocato non trova il favore del consigliere Giuliano Piovani, di Forza Italia che si è chiesto: «Ma non si poteva fare altra scelta a Manerbio dove pure si trovano persone tra i liberi professionisti che negli anni passati hanno lodevolmente assolto al loro compito di difesa dei cittadini essendo a conoscenza della nostra realtà?». Franco Piovani
Giornale di Brescia - Giovedì 23 settembre 2004 Ieri mattina, all’ospedale di Manerbio, ha ceduto la parte superiore di copertura di un blocco edilizio costruito negli anni Settanta MANERBIO - Paura all’ospedale di Manerbio. Ieri mattina, verso le 9,30, è crollata la cupola del vecchio padiglione ottagonale che ospitava le cinque sale operatorie fino al 2001. Un’ora prima del crollo, uno scricchiolio sinistro ha allontanato alcuni muratori che stavano operando nel vano vuoto, definito come vano tecnico tra il tetto della cupola e la prima soletta dell’intero fabbricato. Si tratta di un’intercapedine alta pochi decimetri, raggiunta dagli operatori, entrando proprio da una finestrella visibile e raggiungibile dal terzo piano del corpo vissuto dell’ospedale. La cupola dal disegno ottagonale delle vecchie sale operatorie doveva essere smantellata per adeguarla alla costruzione di una zona tecnica che avrebbe dovuto alimentare i nuovi servizi ricavati al posto delle vecchie sale operatorie. In buona sostanza, il vecchio corpo delle sale operatorie, costruito nei primi anni Settanta, è in fase di ristrutturazione sui tre piani coperti dalla cupola crollata. Al posto delle vecchie sale operatorie si ricaveranno nuovi servizi: un pronto soccorso, un auditorium, un bar e la nuova entrata dell’ospedale, dopo che nel 2001, come si diceva, sono entrate in funzione le nuove sale operatorie. Il dott. Michele Corsetti, direttore responsabile dell’ospedale di Manerbio, accompagnandoci fin sopra il livello della cupola crollata, ci ha spiegato quanto è accaduto, ricostruendolo con l’aiuto degli operatori e dei tecnici. Alcuni muratori, ieri mattina, erano entrati in una delle molte piccole finestre, collegate l’una all’altra, che danno luce all’ottagono della cupola. Al momento dello scricchiolio, verso le 8,30, alcuni muratori si trovavano nel vano vuoto. Al primo rumore ambiguo, sono usciti subito dalla finestrella, hanno avvertito i tecnici e i responsabili dell’ospedale. Alle 9.30, mentre i tecnici si consultavano, è avvenuto il crollo. Un tonfo sordo, i due metri della cupola hanno ceduto sul tetto. Per chi non ha visto la struttura ottagonale in precedenza, ieri, la visione del tetto, era quasi normale. Chi non ha visto prima la cupola ottagonale non ha potuto toccare con mano l’ampiezza del pericolo corso e che si sarebbe potuto correre nel caso in cui le vecchie sale operatorie fossero state ancora lì e non si fosse proceduto ad una ristrutturazione. «Certamente si tratta di un difetto strutturale - ha dichiarato il direttore responsabile dell’ospedale di Manerbio - Uno specialista e il direttore dei lavori hanno raggiunto subito la convinzione di un difetto strutturale». All’ospedale di Manerbio si parla di un pericolo evitato, di una tragedia che sarebbe potuta accadere. Una tragedia compulsabile lì, immediatamente, osservando i due piani sotto il tetto della cupola ottagonale. All’ospedale di Manerbio, ieri, pazienti e sanitari si chiedevano come abbia potuto resistere la cupola alla nevicata del 1985. Altri, senza esercitarsi lontano nel tempo, ringraziando il cielo e non puntando il dito contro nessuno, si domandavano cosa sarebbe accaduto se non si fosse ristrutturato l’intero corpo, funzionante fino al 2001. L’ospedale di Manerbio è un paese della sanità, formato da molti corpi che sembrano tanti quartieri piccoli e meno piccoli. La prima parte è stata costruita ai primi del Novecento, la seconda negli anni Settanta, una parte è quella su cui è crollata la cupola, ieri mattina. Nel 2001, vicino al fabbricato della cupola ottagonale, è stata aperta la sezione delle nuove sale operatorie. Adesso, appena a ovest della ex cupola sta crescendo l’ala che ospiterà il reparto di ginecologia, il nido, il reparto di oculistica e quello di otorinolaringoiatria. Subito davanti all’ex cupola ottagonale, cresce un altro corpo edilizio nel quale verranno ricavati i nuovi ambulatori. Sotto si ridisegna la viabilità dell’ospedale di Manerbio. Dunque, a fronte di questa somma ingente di lavori, di milioni di euro investititi, si ingrandisce la pena e l’apprensione per il crollo di una cupola, per la caduta della protezione di un cubo edilizio all’interno del quale, fino a 3, 4 anni fa operavano medici, chirurghi, infermieri e i pazienti, "sotto i ferri", come si dice in un gergo sbrigativo, sono rimasti in attesa di un risveglio morbido, amico. Potremmo essere tacciati di piangere e drammatizzare su un dramma che non è accaduto, di terrorizzare, di comporre un giornalismo gridato. Ma possiamo restare sereni, rimanendo esclusivamente fedeli ad una cronaca leggera, elusiva - in questo caso altamente elusiva - che evita di immaginare quanto poteva accadere, quando crolla una cupola di due metri «per un difetto strutturale». Immediatamente verificabile, quale "difetto strutturale", come affermano i responsabili dei lavori e dell’ospedale, che l’hanno riferito subito al dott. Corsetti, responsabile del nosocomio. Possiamo veramente fare a meno di pensare al peggio, quando è stato evitato per una santissima fortuna e per la buona lena degli amministratori pubblici che, mettendo mano ad una ristruttrazione, ad un cambio d’uso, hanno evitato la pendente minaccia di una cupola e di quanto ci sta sotto? Possiamo fare a meno di sottolineare che la cupola e il corpo furono costruiti soltanto 30 anni fa, e che, per esempio, la casa di trent’anni in cui molti di noi abitano, non rischia di perdere la testa, il tetto a cui si affida sicurezza? Sono domande raccolte, dentro e fuori l’ospedale. Domande naturali, che vengono da sè e che tutti preferirebbero meno spontanee, più dubbiose e complicate. T. Z.
Crolla la cupola delle vecchie sale operatorie
Uno scricchiolio e un’ora dopo il disastroso cedimento. Il direttore: «Difetto strutturale»
Giornale di Brescia - Giovedì 16 settembre 2004 Manerbio, tagliate le acacie dell’ospedale MANERBIO - Dov’erano una cinquantina di alberi d’acacia ora c’è il deserto, nel senso che è entrata in funzione la sega e gli alberi sono finiti a far legna per l’inverno. Accade a Manerbio, dove nel 1975 l’allora Consiglio di amministrazione fece mettere a dimora un centinaio di alberi di varie essenze. A fianco dell’ospedale si costituì una zona alberata e quindi ombreggiata per il parcheggio. Immancabili le proteste: se c’era da disboscare, si dice, si poteva attendere un mese o due, quando i rami perdono le foglie, e si poteva commissionare il trapianto nell’area del nuovo parcheggio sotto il sole. La direzione dell’ospedale, affidata al dott. Corsetti, giustifica così il provvedimento taglia alberi: è stato necessario l’abbattimento per dare corso ad alcuni lavori relativi alla nuova palazzina dei poliambulatori e dare razionalità alla viabilità nell’area dell’ospedale. Saranno comunque messi a dimora nuovi alberi con essenze più appropriate, assicurano dalla direzione ospedaliera. Dispute a parte la direzione raccomanda agli utenti di utilizzare il più possibile il grande parcheggio a nord del nosocomio ed evitare, per quanto possibile, di recarsi in ospedale in auto per la presenza dei lavori che, principalmente, riguarderanno diverse migliorie e soprattutto la costruzione di una grande rotatoria (tra i nuovi poliambulatori progettati e l’edificio ospedaliero) che migliorerà la viabilità. A metà ottobre verranno assegnate le opere (un milione e 100mila euro). F. P.
Parcheggio senza più alberi
Giornale di Brescia - Domenica 12 settembre 2004 Il Piano: l’anno prossimo saranno completati il pronto soccorso e il sopralzo della torre MANERBIO - Entro la primavera e l’estate del prossimo anno saranno completati il pronto soccorso e il sopralzo della torre; entro la primavera del 2006 saranno pronti i nuovi ambulatori. Parallelamente a queste opere si interverrà sulla viabilità: sono questi programmi e scadenze per i lavori in corso all’ospedale di Manerbio, come li illustra il responsabile di presidio, il dott. Michele Corsetti. Quattro cantieri e un investimento complessivo che supera i 10 milioni di euro per potenziare la struttura sanitaria della Bassa bresciana. Dopo l’alt seguito alla rescissione di un contratto, è ripreso a giugno l’intervento, del costo di 2 milioni e 892mila euro, che porterà l’ospedale a disporre di un nuovo pronto soccorso e di nuovi servizi. Due i piani destinati alle strutture: al piano più basso verranno realizzati il nuovo ingresso, l’aula magna, il centralino, la portineria e gli spazi preposti all’accoglienza degli utenti; al piano più elevato verrà collocato il nuovo pronto soccorso. Quest’ultimo avrà spazi più ampi sia per gli ambulatori sia per l’astanteria, dove i posti letto passeranno da sei a otto; ospiterà inoltre una zona di triage e servizi di supporto per gli operatori. Accanto alla superficie aumenterà anche l’offerta di prestazioni come dimostra, per esempio, la creazione di un ambulatorio per far fronte a traumi di grosse dimensioni. È un intervento dovuto, oltre che atteso da tempo, quello del potenziamento del pronto soccorso se si pensa che, ogni giorno, vengono trattate mediamente 18 persone e ogni anno "passano" in questi locali dell’ospedale della cittadina 44mila utenti. Numeri che rendono il presidio sanitario uno dei primi della nostra provincia. Tra meno di un anno dovrebbe essere ultimato anche il sopralzo della torre. La struttura a tre piani costruita nella parte retrostante dell’ospedale sarà elevata di altri due piani, per la cui realizzazione è previsto un impegno di spesa di 4 milioni e 316mila euro (un milione dei quali messi a disposizione dall’azienda ospedaliera di Desenzano, il resto finanziato dalla Regione). Al primo di questi due nuovi piani verranno collocati i reparti di ginecologia e ostetricia ed il nido; il piano più alto accoglierà il reparto di Orl, quello di oculistica con i relativi ambulatori. La costruzione dei due nuovi piani permetterà di avviare una unificazione di reparti affini: ginecologia e ostetricia infatti saranno contigue alla posizione attuale della pediatria; similmente, al piano superiore, per l’oculistica, ci sarà vicinanza fra ambulatori, spazi per la degenza e day surgery (oggi situata a un piano diverso). Tempi più lunghi si prospettano invece per la nascita dei poliambulatori. Non lontano dall’attuale parte retrostante della struttura sanitaria verrà creato per questa finalità un edificio ex novo; 2 milioni e 555 mila euro saranno investiti per realizzare una costruzione di 1.700 mq distribuiti su due piani. Il piano terra sarà occupato dal centro prelievi, dall’accettazione e dalla casa; i locali del primo piano saranno trasformati in 18 ambulatori. Tale intervento permetterà di avere spazi per l’utenza strutturalmente migliori, poiché gli attuali sono ormai obsoleti, indipendenti dall’ospedale, ma a questo collegati da un camminamento coperto. Con lo spostamento degli ambulatori nella nuova costruzione, sarà liberata la palazzina dove sono tuttora ubicati, la quale, a sua volta, diventerà la sede dell’anatomia patologica. A supporto di questi progetti si interverrà anche sulla viabilità intorno all’ospedale: una rotonda servirà per regolare il traffico, verrà realizzato un nuovo ingresso per i dipendenti; l’eliambulanza verrà spostata in prossimità del nuovo pronto soccorso. Nuove strade per favorire la circolazione, ma anche nuovo verde per "riscattare" quello perduto con questi interventi. «Riuscire a investire oltre 10 milioni di euro in questo momento - afferma il direttore generale, l’ing. Mauro Borelli - non è facile. Ma siamo convinti della necessità di questi interventi che porteranno l’utenza a disporre di un punto di riferimento sanitario qualitativamente elevato». E. U.
Manerbio: 10 milioni per l’ospedale
Entro primavera 2006 gli ambulatori e la nuova configurazione della viabilità
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