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Giornale di Brescia - Mercoledì 22 giugno 2005 Dai videopoker illegali ai «pirati» della tv satellitare
Nel mirino delle Fiamme Gialle amche frodi fiscali e marchi contraffatti
Sono almeno una ventina le operazioni concluse positivamente dagli uomini della Guardia di finanza nel Bresciano che hanno avuto eco nelle pagine di cronaca. Inchieste e risultati che testimoniano un impegno in prima linea, da un capo all’altro della provincia, attraverso i diversi comandi di Compagnia e di Brigata. Dalla lotta ai marchi contraffatti alle frodi fiscali, anche in ambito comunitario, per finire ai trafficanti di droga. Dai controlli fiscali al recupero di oggetti di valore storico, come quelli sottratti al museo della «Fondazione Nastro Azzurro» di Salò. Intervento, questo, che ha visto impegnati gli agenti della Brigata del centro altogardesano. Gli stessi che hanno scoperto una stazione «pirata» di diffusione di segnali satellitari che dava accesso illegale alla visione della partite di A trasmesse da Sky. Numerose le indagini condotte in porto dal Nucleo di polizia tributaria di Brescia. Da sottolineare, soprattutto quella nei confronti di società operanti nel comparto della «new economy», con due arresti e sette denunce per truffa, false comunicazioni sociali ed aggiotaggio. Gli stessi militari hanno inoltre sequestrato migliaia di capi d’abbigliamento con firme fasulle e circa 500 orologi contraffatti. Sono stati 28 i denunciati in questo intervento, che ha portato anche ad individuare 25 clandestini. Numerose sono state poi le frodi fiscali scoperte nel settore del commercio di materiali ferrosi e non. Significativa l’operazione della Compagnia di Brescia con il sequestro di 1.441 videopoker illegali e la denuncia di 191 persone. La Brigata di Manerbio ha poi scoperto un «giro» di auto d’importazione da altri Paesi dell’Unione europea con una manovra di «dribbling» sull’Iva e conseguente arrivo sul mercato di vetture a prezzi concorrenziali rispetto ai canali regolari. A Breno, gli uomini della Brigata camuna hanno infine indagato a lungo nei confronti di società che operavano nell’edilizia e nei montaggi industriali. Otto i denunciati per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale all’occultamento di documenti ed alla simulazione di reato. e. g.
Bresciaoggi - Mercoledì 22 Giugno 2005 La Finanza celebra il 231esimo di fondazione con un bilancio positivo: in cinque mesi arrestate e denunciate 697 persone
Fisco, 68 «fantasmi» bresciani
Non hanno mai pagato un euro di tasse. Senza sosta la lotta all’evasione
La nostra provincia, nonostante la crisi, si conferma florida e ricca. Ma c’è chi è più ricco di altri perchè non si è mai sognato di versare nemmeno un euro al Fisco. C’è chi viaggia in Porsche, ha la piscina in casa e non sa nemmeno cosa sia una dichiarazione dei redditi.
Sono ben 68 i bresciani evasori totali scovati dalla Guardia di Finanza di Brescia nei primi cinque mesi di quest’anno. Praticamente più di tredici al mese colti con le mani nel sacco, nel sacco di euro «risparmiati» per non aver pagato tasse e imposte. Un risultato non da poco. Uno dei tanti ottenuti dalla Guardia di Finanza che ieri ha celebrato il 231esimo anno di fondazione.
La Finanza ha concluso i primi cinque mesi del 2005 con un bilancio estremamente positivo. È sufficiente scorrere alcuni dati forniti dalla Finanza, comandata dal colonnello Attilio Iodice, per capire che l’impegno del corpo è intenso su più fronti, dall’evasione, al problema sempre più pressante della contraffazione, senza trascurare nemmeno la detenzione e il traffico di sostanza stupefacenti.
I numeri (vedi grafico) la dicono lunga anche sui controlli effettuati e sugli arresti che ne sono conseguiti. Da gennaio del 2005 fino alla fine di maggio le Fiamme Gialle hanno eseguito 5.078 controlli, accertando 1.146 violazioni. I controlli hanno fruttato ben 697 arresti e denunce, sempre in soli cinque mesi.
La lotta all’evasione, oltre che alla scoperta di 68 evasori totali e paratotali ha portato anche ad accertare ritenute evase per oltre 304 milioni di euro, Iva evasa per più di 118 milioni, un falso imponibile accertato per quasi 160 milioni.
La Finanza nel corso di quest’anno ha continuato l’azione di contrasto all’economia sommersa e al lavoro nero: sono 519 i lavoratori irregolari scoperti in questi ultimi cinque mesi dalle Fiamme Gialle. Estremamente incisiva è stata l’attività della Finanza anche nel campo della contraffazione, quella che si sta rivelando una vera e propria piaga sia per il commercio che per lo Stato. I venditori abusivi, infatti, non versano nulla in tasse e «drogano» il mercato, ponendo immediatamente fuori prezzo i commercianti che pagano affitto, tasse, imposte e rispettano le regole e le norme. Per quanto riguarda la contraffazione la Finanza ha effettuato 79 controlli che non sono stati infruttuosi. I controlli hanno portato alla denuncia di 43 persone e al sequestro di quasi 97 mila capi d’abbigliamento. Anche nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti i risultati non si sono fatti attendere: in cinque mesi, tra droghe pesanti e leggere, gli agenti hanno sequestrato più di 245 chili di droga.
Nel bilancio di questi cinque mesi la Finanza ha evidenziato le operazioni che hanno avuto più successo e maggior rilievo sulla stampa. Il comandante ha voluto ricordare l’operazione di contrasto al gioco d’azzardo con il sequestro di ben 1.441 apparecchi irregolari (videopoker) sistemati nei locali pubblici e la denuncia di 191 persone. In evidenza anche l’operazione portata a termine dalla brigata di Salò nell’ambito della pirateria audiovisiva satellitare con il sequestro di una stazione clandestina di diffusione di segnali satellitari pirata, primo caso in Europa, situata a Castelfiorentino, in provincia di Firenze; la denuncia di tre responsabili ideatori e esecutori dell’attività criminale e la segnalazione di 60 persone utilizzatrici della smart-card pirata. E, ancora, nel contrasto all’economia sommersa, la brigata di Manerbio ha denunciato 17 persone responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e contributiva, alla truffa e al riciclaggio, con accertamento di elementi positivi di reddito non dichiarati per 27 milioni e Iva dovuta per quattro milioni e mezzo; accertamento di ritenute non operate e non versate per quasi cinque milioni, contributi Inail evasi per 1 milione e 858 mila euro e Inps per 523 mila euro, con l’individuazione di 465 posizioni lavorative irregolari, l’individuazione di 8 evasori totali e 3 paratotali. Un anno fruttuoso, per ora. La Finanza confida nei prossimi mesi per rendere ulterioremente positivo il suo bilancio operativo. Wilma Petenzi
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