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Bresciaoggi - Domenica 24 Luglio 2005 MANERBIO. Terminato il restauro Incastonata in un’ala del fabbricato rurale «cascina Remondina», ha riaquistato il suo antico splendore la chiesa della Santa Croce, recentemente restaurata grazie ai fondi per la tutela del patrimonio d’arte e cultura del territorio della Regione Lombardia. Il tempio, fino agli Cinquanta, vedeva lo svolgersi di una festa annuale ai primi di giugno. La cascina si trova al confine tra Manerbio e Verolanuova, vicina alla ferrovia, ed è raggiungibile sul vecchio tracciato che univa i due paesi. Per poter visitare la chiesetta bisogna chiedere la chiavi all’abitazione vicina.
Santa Croce riapre ai fedeli
Cascina Remondina è nota per il ritrovamento, nel 1927, delle «falere», borchie d’argento sbalzato conservate nel museo di Santa Giulia a Brescia: probabili decorazioni di bardature equestri del II sec a.c., probabilmente appartenute ad un personaggio d’alto rango, come annota nel’Enciclopedia Bresciana, monsignor Antonio Fappani. Sempre alla voce «Remondina» si legge che nel 1988 il Gruppo storico archeologico di Manerbio ha rinvenuto nelle vicinanze della cascina le tracce di un villaggio dell’antica età del Bronzo. Insomma, un luogo ricco di storia che suscita ancora oggi notevoli interessi archeologici. La cascina Remondina, oggi ridotta a poche unità abitative, fino a metà del secolo scorso era popolata in numero abbastanza considerevole, tanto da giustificare la messa festiva celebrata ogni domenica o festa di precetto nelle piccola chiesa della quale si trova traccia in documenti del 1569. La struttura della costruzione è semplicissima, a pianta rettangolare, come risultò dopo interventi ascrivibili al 1730-40 con i quali furono conclusi i lavori della facciata caratterizzata da un frontone con rilievi in cotto e dalla nicchia rettangolare che sovrasta l’ingresso nella quale è affrescata la Madonna che piange il figlio morto ai piedi della Croce (datato 1890).
All’interno, risulta di particolare pregio il paliotto dell’unico altare, stilisticamente databile intorno al 1710 e probabilmente costruito subito dopo la «dolorosa campagna militare che tra il 1702 e il 1706 vide invase e devastate le campagne da francesi e tedeschi» come scrive riportato nel volume «Le Chiese di Manerbio» curato da Luciano Anelli. La devozione attorno alla chiesa della Remondina crebbe col passar del tempo. Solo in epoca recente s’è perduta la tradizione che collocava ai primi di giugno la festa in cascina. Ed ora, dopo il restauro provvidenziale, il desiderio dei Manerbiesi è di viverla intensamente come nel loro passato prossimo. Una proposta che verrà valutata dopo l’insediamento del nuovo parroco, monsignor Tino Clementi, si stanza a Breno fino al 6 agosto. Sarà lui a sostituire Luciano Baronio, destinato alla curia metropolitana, il quale aveva operato perché il restauro potesse essere intrapreso e portato a termine. Com’è avvenuto. Franco Piovani
Bresciaoggi - Sabato 23 Luglio 2005 MANERBIO. Più di mille studenti hanno visitato la struttura
Museo archeologico, l’altro modo di affrontare lo studio del passato
Chi è rimasto ancorato all’idea di museo come deposito o edificio per esposizioni è tempo che si aggiorni, oppure faccia un salto al Museo archeologico di Manerbio che funziona come «un’aula speciale dove ci si può recare in diversi momenti e dove l’offerta di approfondimento e di sperimentazione è varia e qualificata».
Lo hanno inteso così 54 classi nel corso dell’anno scolastico: hanno varcato la soglia del Museo 1187 alunni, di cui il 74% delle scuole elementari, l’11% delle scuole medie, il 15% delle superiori. Vengono dalla Bassa, da Montichiari a San Paolo, da Barbariga a Pavone, a conferma che il museo è nella realtà il Museo del territorio. Più di 2000 le attività svolte con i ragazzi che hanno impegnato cinque operatori del Museo esterni al Comune e un dipendente ormai in pianta stabile da alcuni anni. Le attività più gettonate sono state la visita guidata, il laboratorio di scavo, l’uso delle schede didattiche, i laboratori di disegno archeologico, ed infine i laboratori di fusione dei metalli e conio delle monete; il materiale in dotazione era composto da 25 schede didattiche per le scuole elementari e due schede per le scuole medie superiori; 20 cd realizzati dalle scuole locali o dal museo; e un questionario di gradimento permette di monitorare la situazione a livello di organizzazione e conoscenza, di spazi ed efficacia didattica.
Le attività svolte con le scuole sono state fornite a livello gratuito. Gli operatori che si sono susseguiti nel gestire varie classi sono stati in primis Pietro Battagliola, seguito dall’archeologa Francesca Pagliuso, e ancora da volontari Regina Cosio, Mariarosa Ambrosio, Carlisa Baisotti, Mariangela Franzelli ed Ermanno Boninsegna. Si sono tenuti anche dei laboratori provinciali, che hanno potuto contare sulla professionalità e la disponibilità di Raffaele Vaccaro ed Eleonora Lorandi, progettisti e realizzatori di alcuni laboratori. Lusinghiera dunque la relazione finale dell’architetto Graziella Freddi, coordinatrice dell’attività che, incoraggiata a suo tempo dal compianto assessore alla Cultura Renzo Manfredini, ha proseguito la sua attività anche con il nuovo assessore Alberto Cherubini. Collaborano inoltre all’attività del Museo il conservatore Brunella Portulano, e il presidente della Commissione di gestione del Museo civico, Maurizio Cavaciocchi.
Il Comune, in collaborazione con la Sovrintendenza archeologica, con il liceo scientifico Pascal e con il Gruppo archeologico di Manerbio ha inoltre promosso la realizzazione di un cd che sarà prossimamente disponibile.Milena Moneta
Giornale di Brescia - Venerdì 22 luglio 2005 Una biblioteca che guarda ai giovani GOTTOLENGO - Un polo culturale, funzionale e pienamente rispondente al ruolo che riveste. Così definisce la civica biblioteca di Gottolengo l’assessore alla Cultura e Tributi e vicesindaco Fabio Tedeschi, che mette in luce i brillanti risultati e l’andamento più che confortante dell’istituzione gestita da una apposita commissione di cui è presidente Giampietro Salvini. Il successo dell’istituzione culturale è da accreditare sicuramente al rinnovo e all’ampliamento della struttura, realizzato alcuni anni fa, ed alla disponibilità del servizio, fruibile 12 ore su 24. L’attività non si limita al solo prestito librario, ma si amplia con iniziative rivolte ad un pubblico eterogeneo, in particolare a quello dei giovani. Infatti su iniziativa della biblioteca è stato organizzato un torneo di lettura che ha coinvolto i ragazzi della scuola elementare. Per questi, inoltre, come per i piccoli della scuola materna, sono curati percorsi guidati che promuovono la passione per la lettura e l’accostamento ai libri. Per i ragazzi inoltre si è creato uno spazio apposito denominato «angolino morbido» dove i piccoli utenti possono visionare le numerose edizioni loro dedicate. Un ambiente ad hoc con settori separati, la sezione prestiti e la sala lettura . Per gli alunni della scuola media invece, sempre con scopo di sensibilizzazione culturale, si propone il campionato di lettura, al quale tutti partecipano a livello locale prima di poter essere ammessi alla fase intercomunale, nella quale rientrano le sedi associate al sistema bibliotecario che fa capo a Manerbio. Confortanti i dati dei prestiti librari elargiti nell’anno passato, lievitati di oltre mille unità. Il patrimonio librario consta di ben 15.000 volumi con testi di narrativa, saggistica, manuali per ricerche, pubblicazioni didattiche e di storia locale. Da quest’anno inoltre il servizio si amplierà con la messa a disposizione di riviste, periodici a tema: viaggi, musica, natura, attualità. Da settembre poi sarà data possibilità ai frequentatori di usufruire anche di una postazione internet sia per «navigazioni» generiche che per collegamenti alla rete istituita fra le biblioteche provinciali e del Cremonese, al fine di dare opportunità per reperire testi non inclusi negli elenchi della propria sede. Bruno Manenti
Giornale di Brescia - Giovedì 7 luglio 2005 Le Cattedrali di Brescia si raccontano Si avvia verso la conclusione, ma solo prima della pausa estiva, la stagione culturale della Fondazione Civiltà Bresciana, che si è rivelata anche quest'anno intensa e caratterizzata da momenti di grande interesse per il pubblico. Giunto all'epilogo il ciclo degli «Incontri con l'autore», in cui sono stati presentati volumi su temi come la storia dell'agricoltura o il carteggio originale conservato nel Monastero dei Ss. Cosma e Damiano, la Fondazione ha da poco promosso l’allestimento della mostra «Le Cattedrali di Brescia» in Duomo Vecchio. Cornice nella quale la rassegna, di natura itinerante, è approdata dopo esser stata inaugurata lo scorso aprile nella sede dell'Istituto «Gambara», con la collaborazione del Centro servizi amministrativi, del Comitato «IV Centenario Cattedrale di Brescia» e della Parrocchia della Cattedrale. In esposizione una trentina di pannelli, con testi e immagini, ripercorrenti gli elementi fondamentali dei due edifici di culto, il Duomo Vecchio e il Duomo Nuovo, con approfondimenti sui personaggi, sulle origini e sul contesto storico, su dettagli artistici e architettonici. Il materiale è corredato di schede che illustrano aspetti ed eventi quali le Sante Croci, i monumenti funebri della Rotonda, il battistero di S. Giovanni, le figure di Berardo Maggi e del Cardinal Querini, le decorazioni e gli affreschi eseguiti dal Moretto e dal Romanino, i bombardamenti della seconda guerra mondiale e le conseguenti opere di ristrutturazione. L'iniziativa è stata organizzata in occasione dell'anniversario della posa della prima pietra del Duomo Nuovo, per favorire la conoscenza delle Cattedrali bresciane. Nel periodo estivo la mostra sarà ospitata anche in alcune banche del gruppo di Credito cooperativo. Poi, in autunno, a riconferma della finalità di tipo didattico, verrà riportata nelle scuole e andrà negli istituti cittadini «Chizzolini» e «S. Maria degli Angeli»; al liceo «Foppa» e al «Luzzago». Infine farà tappa in provincia, nei licei «Fermi» di Salò e «Pascal» di Manerbio; all'Istituto alberghiero di Idro; all'Itc «Golgi» di Breno e all'Itc «Antonietti» di Iseo. Ancora un appuntamento attende però in questi giorni gli studiosi e gli appassionati in genere di cultura locale: sabato, alle 16, a Tavernola Bergamasca (aula magna della Scuola elementare, in via Roma 47), «Civiltà Bresciana» propone il convegno «Don Stefano Fenaroli: sacerdote, amministratore opere pie, storico dell'arte, artista», dedicato al prete tavernolese che, nel XIX secolo, con la pubblicazione del suo «Dizionario degli artisti bresciani», portò alla luce importanti documenti sui pittori bresciani. a. lo. r.
Mostra della fondazione Civiltà bresciana
Giornale di Brescia - Domenica 3 Luglio 2005 MANERBIO Abbattere i costi dei testi scolastici che pesano sulle famiglie Un mercatino per l’acquisto e la vendita di libri scolastici usati: la proposta, lanciata a fine anno scolastico, entra ora nel vivo. L’associazione genitori (Age) e il Gruppo genitori, in collaborazione con le tre librerie del paese (Libreria Tomasoni, Quarto Stato, Edicola Arpa), si sono fatti promotori di un servizio rivolto a tutti gli studenti delle due scuole medie e delle due superiori presenti sul territorio manerbiese. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori dell’iniziativa che ha il benestare dell’Assessorato alla pubblica istruzione, è duplice: da un lato offrire un’opportunità per il diritto allo studio a minor costo; dall’altro si vuole dare un reale sostegno al riutilizzo dei libri scolastici, che spesso vengono destinati al macero o finiscono ad ammuffire in qualche solaio. «Per molte famiglie, sostiene l’assessore alla Pubblica istruzione, Venerio Bodini, il costo dei testi è spesso proibitivo o comunque comporta un esborso troppo oneroso. Perciò abbiamo lanciato quest’iniziativa». Nelle serate di domani, mercoledì e venerdì dalle 20.30 alle 22, nel la sala antistante l’ingresso del Piccolo Teatro di piazza Cesare Battisti, sarà possibile consegnare i libri che si hanno in dotazione: questo al 50% del valore. Dal 24 agosto al 14 settembre verranno invece distribuiti i testi in uso nel nuovo anno scolastico, sempre al 50% del valore. Info ufficio Istruzione del Comune, ai numeri 030-9387290-291. (u. sc.)
Mercatino per i libri usati
Bresciaoggi - Sabato 2 Luglio 2005 Superato dall’istituto di via Montello l’esame per la qualità Uni Eni Iso 9001:2000 È la prima scuola media bresciana a ottenere il riconoscimento
Lana-Fermi «certificata»
La scuola che cresce è quella capace di raccogliere le sfide della modernità, per analizzare i processi interni e responsabilizzare le proprie professionalità, controllando bisogni e grado di soddisfazione degli utenti.
Su questa base è nata l’esperienza biennale di lavoro che ha portato la scuola media inferiore “Lana Fermi” di via Montello ad ottenere la certificazione del sistema di gestione per la Qualità Uni En Iso 9001:2000, ricevuta di recente dall’ente certificatore Sgs, autorizzato dal Sistema nazionale di certificazione.
«Davanti al processo di autonomia che interessa oggi il mondo della scuola, chiamata a proporre propri piani di offerta formativa, ci siamo resi conto di come sia fondamentale introdurre criteri di qualità per controllare l’offerta stessa e i suoi esiti formativi – spiega la preside, la professoressa Livia Massetti Maffei – Abbiamo intrapreso corsi di formazione per due anni, per costruire un processo di certificazione di qualità che rispondesse alle peculiarità dell’ambito scolastico, che come tale non è un’azienda ma un servizio. Il risultato finale è stata la costruzione di un’idea condivisa di qualità, che ci ha portato a metterci in discussione, per valutare l’organizzazione scolastica, lavorando poi per migliorarne prestazioni e contenuti».
In questa operazione biennale la scuola Lana Fermi non è stata sola, ma si è affiancata ad una rete di istituti interessati al sistema di qualità, fra cui quelli di Manerbio, Leno e Gussago, che hanno già ottenuto la certificazione, quello di Verolanuova, in procinto di ottenerla, e quelli di Gottolengo, Borgo San Giacomo, Pontevico e Orzinuovi.
Il percorso di certificazione ha permesso alla scuola di leggere i processi interni per comprenderli e poi gestirli, creando un’organizzazione più regolata, snellendo e semplificando il lavoro di tutti, garantendo che le proposte del piano di offerta formativa siano effettivamente corrispondenti a quanto realizzato durante l’anno scolastico.
«In città siamo la prima scuola media ad aver intrapreso il cammino di certificazione e ottenuto tale riconoscimento, che richiede investimenti cospicui: l’auspicio è che la nostra esperienza possa servire da modello anche ad altre scuole medie – afferma la professoressa Mara Ceroni, responsabile per la Lana Fermi della certificazione di qualità – .Il nostro fine è ora quello del miglioramento continuo: la certificazione, infatti, è solo l’inizio, ogni anno ci sottoporremo a verifiche esterne, un incentivo in più per realizzare nel tempo un articolato piano di miglioramento dei servizi».
Lisa Cesco
Giornale di Brescia - Sabato 25 Giugno 2005 Da lunedì Manerbio sperimenta la formazione telematica a distanza MANERBIO - Il Comune di Manerbio investe sulle nuove tecnologie e diventa capofila tra i Comuni bresciani nell’«educational learning», la formazione telematica a distanza. Il progetto è stato messo a punto dall’ufficio del Ced, Centro elaborazione dati di piazza Cesare Battisti, sede del municipio, con il coordinamento dell’assessore Cristoforo Riva e del direttore dei servizi amministrativi, Gabriele Busti. Per ora sono tre i Comuni della Lombardia che hanno aderito a questo progetto pilota e tra di essi quello della cittadina bresciana. Destinatari del progetto sono principalmente gli studenti e i dipendenti, sia di pubblici uffici sia di imprese private, ma, ovviamente, il servizio è aperto a tutti coloro che vogliano avvicinarsi a questa nuova esperienza. Grazie al nuovo servizio, che sarà attivo a partire da lunedì 27, il Comune offrirà dunque agli iscritti la possibilità di formarsi a distanza, compiendo dei veri e propri corsi on line. Uno studente, ad esempio, che intenda risolvere problemi di trigonometria, potrà farlo seduto davanti al proprio computer: sarà seguito da docenti che, a distanza, forniranno le spiegazioni e le indicazioni per la soluzione degli esercizi. Ma non solo: egli potrà anche ripassare un intero argomento oppure prepararsi ad un esame come se avesse al proprio fianco chi lo aiuta nello studio. Oppure, prendiamo il caso di un pubblico dipendente: dal suo tavolo di lavoro potrà compiere un percorso di aggiornamento previsto dalla legislazione, come corsi propedeutici alla certificazione qualità e controllo gestione, legge 626 sulla sicurezza, primo soccorso, o servizio di trattamento dei dati della privacy. O ancora un gruppo di lavoratori potrà frequentare dei veri e propri corsi con il solo mouse, grazie alla consulenza di un’équipe di docenti a loro disposizione. Al termine della frequenza dei corsi verrà anche rilasciato un attestato di partecipazione. Non è escluso, poi, che in futuro il servizio venga esteso anche a scuole o ad aziende che intendano far svolgere corsi ai propri dipendenti. Il servizio è gratuito e il Comune si fa garante della gestione; per accedervi è necessario collegarsi al portale del comune (www.comune.manerbio.bs.it), ottenere il codice di autenticazione e la password di accesso che consentirà poi all’utente di eseguire la propria formazione a distanza. Il costo complessivo dell’operazione è di 4.800 euro, di cui 2.400 euro a carico dell’Amministrazione manerbiese e il restante 50 per cento attraverso un contributo messo a disposizione dalla Regione. «È un servizio che offriamo a tutta la popolazione - commenta il sindaco Cesare Trebeschi - in sede di presentazione; è un modo per avvicinare la gente alle nuove tecnologie che stanno prendendo sempre più piede nella nostra società e possono svolgere un valido supporto anche nell’istruzione». Il dottor Busti, che insieme all’assessore ha curato i dettagli dell’operazione, auspica, invece, che «in un futuro non lontano si possa arrivare alla informatizzazione di sempre più servizi, così che il singolo cittadino, possa, con un solo clic, ottenere i documenti di cui abbisogna». Umberto Scotuzzi
Progetto pilota con le nuove tecnologie
Bresciaoggi - Giovedì 23 Giugno 2005 MANERBIO. Tornano gli storici toponimi ma l’Islo scopre alcuni anacronismi
Targhe antiche, errori moderni Il Comune scandalizza gli storici
«Scià bass» sta a indicare via San Martino, «Scia òlt» ricorda il passato di via XX Settembre.
Le antiche denominazioni delle strade principali di Manerbio sono ricomparse sulle nuove targhe collocate dal Comune. Secondo alcune interpretazioni «scià» è termine assorbito in diverse lingue che fanno parte del gruppo protoindoeuropeo, e sta ad indicare qualche cosa che s’innalza, che domina. E poiché la zona è la parte più alta del territorio di Manerbio sulla quale si costituirono i primi insediamenti, e nel medioevo furono costruiti il castello, la pieve e ed altri edifici pubblici, si giustifica la diffusione, nel parlare corrente, del termine «scia bass», che sta sotto, «scia òlt» che sta sopra. Sulla grafia garantisce il poeta manerbiese Memo Bortolozzi al quale è stata chiesta consulenza («non retribuita» specifica l’interessato) dagli uffici municipali. Il termine, comunque, risulta antichissimo e d’origine celtica, una cultura particolarmente cara alla Lega. Chissà se se ne sono accorti, o ne sono al corrente, nella Giunta municipale di centro sinistra.
L’iniziativa del Comune ha comunque incassato il plauso dell’Islo, l’istituto di studi locali che ha inviato una lettera aperta indirizzata al sindaco. Nello scritto però l’associazione si pone alcune domande. «Le targhe toponomastiche murate sono in marmo di Carrara. Forse che nel passato si era utilizzato tale materiale per indicare le nostre vie? A noi non risulta». E poi ancora: «Tanto lodevole ci sembra la riproposizione dei toponimi, quanto biasimevole ci appare la scelta di utilizzare modalità non tradizionali, estranee alla nostra cultura».
Altre osservazioni riguardano la sistemazione delle lapidi. «Sia lo scià Bass che lo scià Olt non principiano né terminano nei punti in cui sono state murate le targhe» scrive l’Islo evidenziando una serie di errori che determinano equivoci clamorosi in ciascuna delle due strade per quanto riguarda la numerazione civica. La conclusione: «Se i gestori della cosa pubblica ignorano la storia della propria comunità, per dirla con Troisi, non ci resta che piangere».
Ma forse i più preoccupati sono i postini che si trovano alle prese con indirizzi che non combaciano per com’è sono state sistemate le indicazioni della toponomastica nella quale dovrebbero entrare altri nomi come: «Piazòl», «Belapiana», «Breda», «Portone», «Castelet» che monsignor Paolo Guerrini ricorda nel libro «Manerbio, la Pieve e il Comune» del 1936, per i tipi dell’opera Pavoniana di Brescia, ristampato nel gennaio 1980 per iniziativa della biblioteca comunale per conto delle Edizioni del Moretto. Franco Piovani
Bresciaoggi - Martedì 21 Giugno 2005 PONTEVICO. Scuola media in evidenza Anche quest’anno, la scuola media Giovanni XXIII di Pontevico ha partecipato al campionato di lettura organizzato dal Sistema bibliotecario della Bassa Bresciana centrale in collaborazione con la cooperativa Equilibri di Modena. La competizione si è conclusa in modo davvero positivo per la scuola sulle rive dell’Oglio: la classe prima A, che ha partecipato alla finale, ha ottenuto il secondo posto alle spalle di Verolanuova e Gambara.
«Olimpiadi» di lettura studenti sul podio
Il torneo, a cui hanno partecipato anche le scuole di Gambara, Gottolengo, Isorella, Manerbio e Verolanuova, era incominciato lo scorso dicembre, quando ad ogni classe era stata assegnata una bibliografia specifica su cui prepararsi; il gioco era poi continuato con la cosiddetta «fase comunale», una selezione per eleggere la classe campione chiamata a rappresentare il paese nella finalissima. Certamente la conquista del «podio» è stata motivo di gioia per la scuola, ma, indipendentemente dal risultato, il Campionato di lettura, attraverso una sana competizione, ha offerto ai ragazzi la possibilità di approfondire la loro conoscenza della biblioteca e soprattutto confermato che il libro è divertimento.Linda Bossoni
Giornale di Brescia - Mercoledì 15 giugno 2005 Leggere le fiabe ai piccoli degenti MANERBIO - Duplici protagonisti di una strategia che ha una sola finalità: diffondere la lettura fin dall’infanzia, partendo dai malati. Così è nata l’iniziativa "nati per leggere", frutto dell’alleanza tra bibliotecari e pediatri, che, promossa a livello nazionale, trova concretizzazione nelle varie strutture ospedaliere del territorio. Il sistema bibliotecario della Bassa bresciana, che ha sede a Manerbio e raccoglie un bacino di 29 Comuni, ha accettato l’invito e ha così deciso di entrare in reparto; per far questo ha coinvolto nel progetto l’unità operativa di pediatria dell’Ospedale di Manerbio e l’unità di neuropsichiatria infantile dell’Ospedale di Leno. In cosa consta quest’iniziativa? «Il pediatra - spiega la direttrice del servizio, Michela Tummolo - in occasione delle visite, spiega ai genitori l’utilità della lettura ai bambini sin dalla più tenera età, nel rispetto delle diverse tappe della crescita. Il bibliotecario, invece, aiuta i genitori a formarsi un proprio repertorio di letture da condividere con i loro bambini: così l’uno e l’altro, in stretta sinergia, collaborano per la promozione della lettura. Abbiamo stilato il programma in accordo con il direttore generale del presidio, Michele Corsetti, con il primario del reparto di Pediatria, Mario Colombo, e con i responsabili dell’Unità di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale di Leno. Grazie al lavoro di personale di ditte specializzate del settore, è stato realizzato un ciclo di letture animate all’interno dei reparti, finalizzate all’intrattenimento dei bambini presso le due unità operative. All’ospedale di Manerbio gli incontri sono già iniziati e continueranno oggi, il 22 e 29 giugno e il 6 luglio; a Leno, invece, inizieranno oggi per proseguire il 15 e il 29 giugno e l’8 luglio». Nella biblioteca di Manerbio è stato creato uno spazio apposito per i libri per bambini dai 0-6 anni. Verrà inoltre organizzato un corso per volontari che, mensilmente, si rechino in reparto e trascorrano del tempo in compagnia dei piccoli degenti. (u. s.)
Ospedali di Manerbio e Leno
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