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Giornale di Brescia - Domenica 26 giugno 2005 Il Comune ha aperto una sottoscrizione per realizzare la struttura sanitaria dedicata in particolare a mamme e neonati Il nome ed il ricordo di mons. Franceschetti arriveranno in Africa. Il simbolo della memoria sarà un ospedale, lo strumento un progetto che vede coinvolti più soggetti. E Manerbio, che ha avuto mons. Gennaro come parroco dal 1989 al 1997, non ha potuto e non ha voluto non partecipare a questa iniziativa. Il Comune ha aperto una sottoscrizione per la realizzazione di due strutture sanitarie nel Mali, uno dei Paesi più poveri dell’Africa. Manerbio intende aderire così al progetto lanciato dal "Gruppo Mali" di Gavardo, una realtà di cooperazione internazionale presieduta da Gabriele Avanzi, nata proprio per volontà di monsignor Franceschetti e che dal 1988 opera nel Paese africano con una serie di interventi. E in questo si unisce ad altri soggetti: collaborano associazioni di solidarietà, come "Cuore Amico", Scalp; rappresentanze istituzionali, come il Comune di Provaglio d’Iseo, paese d’origine di monsignor Gennaro, che ha già offerto un contributo per la finalità del progetto. Il progetto, il 15° lanciato dal gruppo di volontariato, ha valore pluriennale e prevede la realizzazione di due ospedali, un ospedale di maternità a Mopti, nel Sud-est del Mali e un day hospital con centro dialisi a Bamko, la capitale. Mentre la costruzione di quest’ultimo inizierà il prossimo anno, l’ospedale a Mopti prenderà avvio già in autunno. La spedizione, guidata dallo stesso Avanzi, partirà dall’Italia a fine ottobre, quando inizierà la costruzione del centro sanitario. L’ospedale, la cui realizzazione prevede la spesa di 490mila €, comprenderà una sala parto, una sala operatoria e una di medicazione, un laboratorio, tre ambulatori e una stanza per la degenza. Sarà, secondo le intenzioni del progetto, un sicuro centro di riferimento per mamme e bambini. Assisterà le prime durante il periodo della gravidanza e del parto (si prevede infatti che già nel primo anno di attività della struttura si avranno 600 nascite); assisterà i piccoli attraverso un piano di vaccinazioni. Lo stesso ospedale funzionerà per la formazione del personale, per un’opera di educazione e prevenzione igienico-sanitaria. In merito alle ragioni che hanno spinto l’Amministrazione ad aprire la sottoscrizione per partecipare al progetto interviene il sindaco di Manerbio, Cesare Trebeschi: «Fare del bene a persone, anche lontane e sconosciute, è il modo migliore per ricordare un parroco e un padre che ha seminato molto nella nostra comunità». I versamenti possono essere effettuati sul conto corrente bancario 3920135 aperto alla Bipop-Carire di Manerbio e sul conto corrente postale 10855252, entrambi intestati a Cuore Amico Fraternità Onlus - viale Stazione, 63- 25122 Brescia, specificando nella causale "Offerta per il progetto Mali 10". Manerbio spera di essere un tassello importante in questo progetto. Elena Ungari
Un ospedale nel Mali per ricordare mons. Gennaro Franceschetti
Giornale di Brescia - Martedì 14 giugno 2005 Firme a Brescia sulla proposta della Rete regionale contro la precarietà Si raccolgono anche a Brescia e in provincia le firme sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare per il diritto al reddito. Un’iniziativa della Rete regionale contro la precarietà e la Legge 30, che prevede un’erogazione in denaro a precari, disoccupati e studenti universitari che vivono fuori dal nucleo familiare, affinché abbiano un reddito netto annuo di 7.200 euro, oltre a un pacchetto di servizi. I soggetti beneficiari devono essere residenti in Lombardia, mentre non costituisce requisito il possesso della cittadinanza italiana. L’obiettivo - spiega un comunicato della Rete bresciana - è quello di «garantire una continuità di reddito a fronte della discontinuità occupazionale, consentendo così anche la continuità dei versamenti contributivi ai fini previdenziali». Quanto al pacchetto dei servizi, sono comprese (a carico dei Comuni) agevolazioni per i trasporti, per la fruizione di beni e servizi culturali e artistici e per la casa e facilitazioni per l’accesso al credito. Ancora, la Legge introduce una novità per quanto riguarda la copertura finanziaria: «L’obiettivo a cui si tende è quello di non pesare indistintamente sulla fiscalità generale, ma di prevedere una convenzione con il Ministero del lavoro per ottenere trasferimenti monetari provenienti dagli importi versati da quei soggetti economici (imprese utilizzatrici) che traggono profitto dalla fornitura e dall’utilizzo di lavoro precario». «Dobbiamo rimettere al centro della discussione politica il diritto al lavoro, al salario, al reddito, alla pensione, alla casa, ai servizi», dichiara il comunicato a fronte di una situazione di precarietà che riguarda innanzitutto i giovani, ma che «si estende a tutto il mondo del lavoro». Nel Bresciano la raccolta di firme è in programma per domani, mercoledì, al mercato di Manerbio; giovedì 16 al mercato di Sarezzo; venerdì 17 al mercato del Villaggio Prealpino e sabato 18 al mercato di piazza Loggia.
Un reddito per legge
Bresciaoggi - Domenica 12 Giugno 2005 Lettere al direttore - Referendum, ancora appelli per il voto o per l’astensione Caro direttore ci sono le firme del Nobel Renato Dulbecco, del prof. Veronesi, della signora Rita Levi Montalcini sul documento con cui circa 130 scienziati europei, tra i maggiori esperti di ricerca sulle cellule staminali, esprimono solidarietà ai colleghi italiani per il rischio di essere tagliati fuori dal circuito scientifico internazionale a causa dei divieti della legge sulla fecondazione assistita. Denunciano «la prospettiva di una proibizione legale definitiva» che impedirebbe ai ricercatori in Italia di «partecipare a pieno titolo al progresso scientifico diretto a scoprire nuove strategie per ridurre la sofferenza umana e curare malattie gravi» (Alzheimer, Parkinson, cancro, ecc.). Al contrario «le cellule staminali embrionali umane derivate hanno enormi potenzialità a beneficio delle persone colpite da malattie degenerative». Di conseguenza, rilevano, «da un punto di vista scientifico non vi è alcuna giustificazione all’affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali e quella sulle cellule staminali adulte si escludano l’una con l’altra», rifiutando quindi completamente l’affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non sia indispensabile. La ricerca italiana, se non si modifica questa legge 40, rischia davvero di tornare al Medioevo. Per questo i maggiori scienziati e ricercatori invitano a votare quattro sì. Andrea Delindati Manerbio
Bresciaoggi - Domenica 12 Giugno 2005 MANERBIO/2. Critiche trasversali sul referendum
Il sindaco non vota Polemica bifronte
La vigilia del referedum sulla procreazione assistita è stata caratterizzata a Manerbio da un clima di polemiche trasversarsali gli schieramenti politici. Ad innescarle la decisione del sindaco Cesare Trebeschi di schierarsi pubblicamente con il fronte del «non voto». «La Costituzione dice che l’esercizio del voto è un dovere civico - ha commentato a questo proposito il Partito dei Comunisti Italiani - per questo ci causa un profondo senso di sdegno il fatto che proprio chi ricopre incarichi istituzionali inviti a non votare. Ricordino che hanno giurato fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica. Convinti di questo ci risulta del tutto incomprensibile ed inaccettabile la firma per il non voto espressa dal sindaco.
«Vorremmo ricordargli - continua la nota -, che non è stato eletto in una lista confessionale, ma in una lista in cui sono presenti diverse opzioni ideali e culturali. Un sindaco, dovrebbe essere il sindaco di tutti i cittadini, anche di quelli che non lo hanno votato».
Nella bufera sono finiti anche due presidenti di seggio che hanno firmato il bollettino a sostegno dell’astensionismo.
«Suscita qualche perplessità il fatto che chi sarà chiamato a vigiliare sulla correttezza del referendum non abbia neppure ritirato la scheda per votare» conclude il Pdci. Il referendum sulla procreazione medicalmente assistita ha sollevato polemiche anche in Consiglio. I consiglieri della componente di minoranza «Manerbio Centro», Gianluigi Tosoni, Giuliano Piovani, Sandro Scaramuzza e Mario Fiorini avevano presentato una mozione nella quale dichiarando condividere i «principi contenuti nel manifesto del Comitato del non voto» (sostenuto oltre che dal sindaco dall’assessore Cristoforo Riva), proponevano di votare per una mozione a sostegno dell’iniziativa. Se n’è fatto nulla, poiché la mozione è stata ritenuta inaccettabile dalla maggioranza Margherita-Ds notoriamente, questi ultimi, contrari alla diserzione delle urne. In poche parole se la mozione fosse stata votata la maggioranza si sarebbe divisa considerato che a favore dei quattro si si sono ufficialmente schierati l’assessore Paola Cividati e il segretario dei Ds Massimo Gobbi. f.pio.
Redattore Sociale - Venerdì 10 Giugno 2005 Commercio Equo Usufruire di uno spazio sereno e vivace, condividere i valori di giustizia e solidarietà, valorizzare gli spazi della stazione. Apre a Manerbio il ''Narmada equo cafè'', nei locali ferroviari non più presenziati MANERBIO (Bs) – Sarà inaugurato venerdì 17 giugno, presso la stazione ferroviaria di Manerbio (BS), il “Narmada equo café”. Si tratta di uno spazio sereno e vivace, aperto a tutti coloro che desiderano “vivere” il proprio territorio; “uno spazio – affermano i promotori - dove esprimere, attraverso concreti gesti quotidiani, i valori di giustizia, solidarietà e aggregazione, con la consapevolezza di essere tutti parte allo stesso modo delle sfide e delle meraviglie di questo ‘strano’ mondo”. Il progetto “Narmada equo café” nasce da una proposta rivolta dal comune di Manerbio all’associazione Jangada: aprire e gestire nei locali della stazione ferroviaria un bar che possa diventare uno strumento operativo al servizio della collettività. L’associazione Jangada (che dal 1999 gestisce una Bottega del Mondo, commercializza i prodotti e diffonde i valori del commercio equo e solidale, promuovendo inoltre la finanza etica e il consumo critico) ha risposto positivamente alla proposta, coinvolgendo nel progetto un’altra realtà attiva sul territorio, la cooperativa Solidarietà Manerbiese. Nata nel 1984 da un gruppo di volontari, Solidarietà Manerbiese si occupa di inserimento lavorativo di persone svantaggiate impiegandole nel campo della manutenzione del verde pubblico, privato e della gestione di isole ecologiche.
Dall’incontro tra queste due realtà, diverse per settore di provenienza ma unite da valori e scopi comuni, nasce la cooperativa Narmada. Una cooperativa sociale di tipo B, che gestisce appunto il locale “Narmada equo café”, che sarà gestito nel rispetto dei criteri dell’economia equa e solidale, promuovendo la giustizia sociale ed economica (in primo luogo nei confronti delle lavoratrici del bar), il rispetto delle persone e dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, la crescita della consapevolezza dei consumatori, l’educazione, l’informazione e l’azione “politica” quotidiana.
“Finalità non secondaria – si afferma - sarà il trasformarsi in luogo “etico” dove promuovere valori quali il rispetto e la valorizzazione di culture altre, il rispetto dei diritti dell’uomo e dell’ambiente, il rispetto della diversità intesa come ricchezza, la solidarietà con chi vive in condizione di disagio. Tutte le scelte che verranno effettuate saranno animate dai principi del consumo critico, sia per quanto riguarda la scelta dei prodotti, sia per l’utilizzo di strumenti e macchinari a basso impatto ambientale. I prodotti utilizzati nel bar sono scelti, per quanto possibile, tra quelli provenienti dalle centrali di importazione del commercio equo e solidale, da cooperative sociali, operanti preferibilmente nell’ambito del biologico o da piccoli produttori locali che rispettano i criteri dell’economia solidale.
Contestualmente, si mira alla valorizzazione dello spazio della stazione. Insomma, la stazione come luogo di aggregazione.
Come detto, inatti, il locale Narmada equo café sorge nella stazione ferroviaria di Manerbio, usufruendo di due locali che il Comune ha avuto in gestione da parte delle Ferrovie. Da molti anni, infatti, presso la stazione è stata chiusa la biglietteria, lasciando così la struttura priva di una presenza costante che si occupasse della manutenzione e del controllo dei locali ad uso dei passeggeri; gli ambienti ad oggi sono deteriorati e la situazione che si presenta è degradata. Uno degli obiettivi del progetto sarà quindi quello di riuscire a valorizzare lo spazio interno ed esterno della stazione, inteso come luogo di transito e di passaggio di persone di qualunque età, cultura e provenienza, ma anche punto di ritrovo e di aggregazione. Sono state ristrutturate due stanze ed il giardino ad esse adiacente, affinché possano tornare ad essere utilizzate dai viaggiatori e dai fruitori del bar.
Il servizio bar è garantito dal lunedì al sabato. Nei giorni di venerdì e sabato il locale è aperto fino a tarda serata. Non solo: il Narmada equo café svolge anche il servizio di biglietteria, agevolando, così, la non facile impresa di procurarsi il biglietto ferroviario.
© Copyright Redattore Sociale
Giornale di Brescia - Mercoledì 5 maggio 2004 IL CONTRIBUTO DEI LETTORI (lettera firmata) Qualche domanda ai lettori sull’Islam in mezzo a noi Alle femministe (ce ne sono ancora? Le ricordo bene in piazza a gridare: «È mia e me la gestisco io») a tutti quelli che si battono per la parità tra i sessi e le pari opportunità, a chi ha condotto battaglie per il divorzio e per l’aborto dico: leggete un attimo, per favore: Se la vostra risposta è sì, allora ponetele e con forza! P. A. Borgosatollo
Vorrei porre domande alle quali, spero, qualcuno sappia rispondere.
Corano, IV Sura: Versetto 15: «Se le vostre donne avranno commesso azioni infami, portate contro loro quattro testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte o Allah apra loro una via d’uscita».
Versetto 34: «Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono (per esse) i loro beni. Le (donne) virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande».
Sura II: Versetto 228: «Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli, e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell’Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori. Allah è potente, è saggio». Tale imam Mohammed Kamal Mustafa, ha scritto pure un Vademecum sul modo di picchiare le mogli.
A loro chiedo:
§ Tutto ciò non contrasta con la nostra Costituzione?
§ La Costituzione Italiana non stabilisce l’uguaglianza tra i sessi?
§ Non difende la libertà delle donne?
§ Non vieta atti discriminatori?
§ Non sostiene che i coniugi godono di uguali diritti e doveri?
§ Avete mai fatto una manifestazione per i diritti delle donne islamiche? Non per quelle di Kabul, ma per quelle che abitano a Milano, Genova, Roma, Napoli.
§ Oppure, perché non ne organizzate una a Rabat, o a Teheran, o a La Mecca, o a Medina, o a Damasco?
§ Oppure i valori in cui credete non sono universali? (neppure quelli della nostra Costituzione).
Ai comunisti atei di una volta (ce n’è rimasto qualcuno?) quelli che sostenevano che la religione è l’oppio dei popoli, quelli che si sarebbero mangiati i preti a colazione, quelli che il Papa non deve intromettersi, chiedo:
§ Cosa ne pensate di una religione totalizzante che, di fatto, riconosce come unica legge suprema ciò che insegna il Corano, che aspira a teocratizzare ogni Stato?
§ Ve li mangiate anche loro a colazione?
§ Non insorgete?
Perché domani potrebbero aspirare a uno stato islamico italiano fondato sulla Sharia.
§ Se abitaste in uno dei paesi islamici, come potreste far valere il vostro sacrosanto diritto a pretendere una legge fatta dagli uomini e per gli uomini?
§ Vi siete mai chiesti che fine fareste?
Ai pacifisti senza ma e senza se, ai sostenitori di una società multiculturale, ai sostenitori dell’integrazione a ogni costo, chiedo:
§ Siete sicuri che gli islamici, vogliano integrarsi?
(date un’occhiata sul vocabolario al significato della parola)
Leggete il Corano, III Sura: Versetto 12: Dì ai miscredenti: «Presto sarete sconfitti. Sarete radunati nell’Inferno. Che infame giaciglio!».
Versetto 85: «Chi vuole una religione diversa dall’Islàm, il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti».
II Sura: Versetto 191: «Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli».
Versetto 216: «Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite.
É possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che vi è nociva. Allah sa e voi non sapete».
Sura IV: Versetto 74: «Combattano dunque sul sentiero di Allah, coloro che barattano la vita terrena con l’altra. A chi combatte per la causa di Allah, sia ucciso o vittorioso, daremo presto ricompensa immensa».
Versetto 84: «Combatti per la causa di Allah - sei responsabile solo di te stesso e incoraggia i credenti. Forse Allah fermerà l’acrimonia dei miscredenti. Allah è più temibile nella Sua acrimonia, più temibile nel Suo castigo».
Versetto 89: «Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate».
Sura V: Versetto 33: «La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso».
Beh certo, ognuno può interpretare questi versetti come gli pare, anche se, francamente, non mi pare ci sia tanto spazio per una interpretazione «soft».
E sempre a loro voglio chiedere:
§ Nei matrimoni misti, sapete darmi dati statistici su quale sia la percentuale relativa alla conversione alla fede cristiana del coniuge musulmano?
§ E quale la percentuale opposta?
§ Può un musulmano, liberamente, cambiare la sua religione e diventare cristiano?
Ai ragazzi e alle ragazze dei centri sociali chiedo:
§ Ma se foste in un Paese islamico, i vostri centri esisterebbero?
§ Potreste andarci a bere una birra, farvi una canna, ascoltare un po’ di rock e, perché no, farvi una scopata?
Dai, aprite un centro sociale in un qualsiasi Paese islamico, io vengo con voi. Se poi vi fanno storie, un po’ di sana disobbedienza civile.
§ E che ci vuole, lo fate in tutta Europa non avrete certo timore a farlo là, o sì?
A tutti gli omosessuali, uomini e donne, chiedo:
§ Non vi pare un po’ troppo facile fare le vostre legittime manifestazioni a New York, a Londra, a Roma (dove c’è il Papa), a Parigi?
§ Perché non farne una dove chi si dichiara omosessuale è veramente discriminato?
§ Che so, a La Mecca, al Cairo, a Teheran, perché non lottare per gli omosessuali arabi?
§ E dei matrimoni tra omosessuali che pensano gli islamici?
§ Avete provato a chiederglielo?
A tutti i laici, di destra e di sinistra, a quelli che sostengono che lo Stato e la religione devono restare separati, cosa ne pensate delle teocrazie?
§ La teocrazia è la negazione della democrazia, o no?
§ E’ vero o no che nessun Paese islamico ha sottoscritto presso l’Onu la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo?
§ È vero o no che nei Paesi islamici la Sharia è l’unico riferimento per ciò che riguarda i diritti umani?
§ Avete mai provato a chiedere a un islamico cosa ne pensa, ad esempio, di Dante Alighieri che ha messo Maometto all’inferno, o di Voltaire, o di Freud, o della psicanalisi, ecc. ecc.?
Ai sociologi chiedo:
§ Visto che noi italiani abbiamo una crescita demografica pari a zero, mentre i musulmani che stanno qui si raddoppiano ad ogni generazione (un buon musulmano deve avere almeno 5 figli per moglie) cosa accadrà tra 50-80 anni?
§ Cosa accadrà quando loro saranno il 50% della popolazione o forse di più?
E ai nostri lungimiranti politici chiedo:
§ Ma a questo, avete pensato?
§ Cosa accadrà allora?
Perché questa non è un’opinione, accadrà perché è una pura e semplice questione matematica.
E sempre ai nostri politici chiedo:
§ C’è qualcuno di voi che vuole essere così cortese da spiegare a noi semplici cittadini che cosa sono le Bozze d’Intesa? Possibilmente prima che siano approvate.
Molti cittadini non sanno neppure che esistano.
Recentemente in Parlamento è stata votata una legge sacrosanta che tutela gli animali in quanto esseri «senzienti», cioè capaci di provare dolore; a prendere a calci un cane si rischia il codice penale.
A loro chiedo:
§ ma la macellazione halal praticata dagli islamici che consiste nello sgozzare l’animale ancora vivo e lasciare che muoia dissanguato in una lenta agonia, vi sembra rispettosa di un essere "senziente"?
§ Non avete nulla da dire? Nulla da obiettare?
Se da un punto di vista antropologico, il relativismo culturale è una teoria che ha solide radici teoriche (in pratica dice che ogni cultura elabora modalità diverse per rispondere agli stessi fondamentali bisogni, quindi ogni cultura ha la sua dignità e ogni azione, anche la più orrenda, se inserita nella cultura d’origine assume un suo significato)
§ cosa accade quando una cultura «trasmigra» in un altro territorio dove c’è una cultura diversa?
§ Insomma, semplificando, se ognuno a casa sua è libero di fare ciò che gli pare, cosa accade quando c’è chi lo vorrebbe fare a casa degli altri?
§ Fin dove arriva il confine tra ciò che può concedere l’ospite al suo ospitato?
§ Perché anche per i cannibali mangiare l’uomo è un fatto «culturalmente normale», ma non per questo permetteremmo ad un cannibale di mangiarsi qualcuno a casa nostra.
§ Il principio di reciprocità (io ti permetto di fare a casa mia ciò che tu mi permetti di fare a casa tua) può essere considerato una forma di valido compromesso?
E per concludere, ai semplici cittadini come me chiedo:
§ Ma voi, queste domande, ve le siete mai poste?
§ Non sentite il bisogno di porle?
§ Non sentite il bisogno che qualcuno risponda in modo chiaro e senza demagogia?
Giornale di Brescia - Mercoledì 22 settembre 2004
«Lo schermo scomodo» a Leno, Ghedi, Manerbio e Verolanuova Dodici appuntamenti, da mercoledì 22 settembre a martedì 2 novembre, in quattro Comuni della Bassa. Si presenta così «Lo schermo scomodo», rassegna cinematografica che, organizzata dall’associazione «Insieme per l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate» e dal Ctrh Bassa bresciana, è dedicata al mondo dell’handicap. «I film proposti - spiegano infatti gli organizzatori - riguardano sia l’handicap fisico che psichico, hanno al centro bambini e giovani, uomini e donne. Qualcuno prospetta una possibile integrazione, altri rappresentano la sconfitta sociale e affettiva, altri ancora coltivano la speranza». Quattro, dunque, i Comuni coinvolti: Verolanuova, Leno, Ghedi e Manerbio. Ecco i film che verranno proiettati a Verolanuova (in biblioteca, alle 21): mercoledì 22 settembre «Basta guardare il cielo», regia di Peter Chelsom; mercoledì 29 «Buon compleanno Mr. Grape», regia di Lasse Hallstrom; mercoledì 6 ottobre «Oasis», regia di Lee Chang-Dond. A Leno, invece (al teatro dell’oratorio, alle 21): giovedì 23 settembre «Prima la musica, poi le parole», regia di Fulvio Wetzl; giovedì 30 «Mi chiamo Sam», regia di Jessie Nelson; giovedì 7 ottobre «L’ottavo giorno», regia di Jaco Van Dormael. A Ghedi (in sala consiliare, alle 21): martedì 28 settembre «Buon compleanno Mr. Grape», regia di Lasse Hallstrom; martedì 12 ottobre «Mi chiamo Sam», regia di Jessie Nelson; mercoledì 20 «Uneasy Riders», regia di Jean Pierre Sinapi. Infine a Manerbio (al Piccolo teatro, sempre alle 21): martedì 19 ottobre «Buon compleanno Mr. Grape», regia di Lasse Hallstrom; martedì 26 «Uneasy Riders», regia di Jean Pierre Sinapi; martedì 2 novembre «Basta guardare il cielo», regia di Peter Chelsom. L’ingresso è libero.
Nei cinema della Bassa rassegna sull’handicap
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