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Giornale di Brescia - Martedì 5 ottobre 2004 Approvato il piano di diritto allo studio Ricordo dei martiri: sì alla Shoah, no alle Foibe MANERBIO - Una scuola per tutti, nelle opportunità e nella valorizzazione dei talenti di ogni studente: è ciò che emerge dal piano di diritto allo studio per l’anno 2004/2005 che l’Amministrazione comunale ha approvato nei giorni scorsi. Una scuola inserita nella dimensione europea, che sia in grado di far incontrare, in un dialogo proficuo e reciproco, mondo locale e globale. L’erogazione totale di fondi prevista dal piano è pari a 1.189.850 euro, ripartiti tra gli otto istituti scolastici del territorio (2 per l’infanzia, 2 primarie, 2 secondarie di primo grado e 2 di secondo grado), per un totale complessivo di 2.041 alunni. La parte più cospicua è riservata alla scuola primaria, che vede fluttuare ogni anno circa 900 tra bambini e ragazzi: qui si concentrano maggiormente gli sforzi messi in campo, attraverso la fornitura dei servizi mensa, trasporto, sorveglianza pre e post orario. A fianco di ciò, una serie di iniziative e progetti quali il diritto allo studio e all’integrazione, la scuola audiofonetica, l’acquisto dei libri di testo, le borse di studio. Vi sono inoltre i progetti di educazione alla lettura, di cui «Grangibus letteratura per ragazzi», è la punta di diamante; il progetto «la scuola che accoglie», quello teatrale e quello museale, in collaborazione il primo con Provincia e Regione, il secondo con il locale gruppo archeologico. A corollario di ciò, il progetto di far rivivere la memoria di quanto è stato: si inseriscono nel filone sia la Giornata della memoria (sulla quale la minoranza ha chiesto di ricordare, oltre all’Olocausto, anche le Foibe, ma la mozione è stata bocciata), che la Festa della Liberazione. In novembre, infine, tornerà la Festa dei diritti dell’infanzia, il cui tema, quest’anno, sarà la realizzazione e il rafforzamento di piste ciclo-pedonali, con una seduta speciale del Consiglio comunale aperto ai ragazzi e fatto per loro. u. sc.
Consiglio Comunale
Giornale di Brescia - Martedì 14 settembre 2004 Bassa gemellata con l’Europa ORZINUOVI - Promette bene il gemellaggio fra otto Paesi europei e tre comuni bresciani: Orzinuovi, Manerbio e Cigole. Dopo l’apertura, venerdì a Manerbio, della conferenza «L’impatto del turismo rurale sull’economia e l’occupazione urbana: esperienze a confronto nella Nuova Europa» organizzata dal Comune di Cigole, con la supervisione del dott. Riccardo Geminati, presidente della Fondazione della Pianura Bresciana, sabato sono proseguiti gli incontri a Leno, mentre nel pomeriggio le delegazioni di Ungheria, Svezia, Estonia, Spagna, Repubblica Ceca, Scozia, Grecia e Portogallo sono state ricevute dal primo cittadino di Orzinuovi, Roberto Faustinelli. Presenti, anche, i sindaci di Orzivecchi e Lograto, il vice-sindaco di Quinzano e l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Mauro Parolini. «Dopo il saluto - spiega Faustinelli - sono state consegnate a ciascun rappresentante delle tele raffiguranti scorci suggestivi della nostra cittadina. A seguire un rinfresco a base di prodotti tipici molti apprezzati dai nostri ospiti e teso a rimarcare la specificità della nostra enogastronomia. Lo scambio passa, anche, dal patrimonio culinario di ciascun paese, dai frutti della terra che attraverso la filiera si trasformano nei gustosi piatti e bevande che imbandiscono le nostre tavole». Poi la visita guidata alla Rocca con la mostra dei maestri bielorussi. Infine, la visita alla sede del Parco dell’Oglio Nord, al restaurato Mulino della Motella e, in serata, la cena in una tipica osteria bresciana a Padernello. Come giudica questo incontro? «Molto positivamente», risponde Faustinelli. «Si è trattato di porre idealmente la prima pietra per la costruzione condivisa di importanti progetti di respiro europeo su vasta scala: dal settore turistico a quello culturale, dall’ambito agricolo a quello eno-gastronomico. Per non dire del mondo della scuola con progetti finalizzati ad una didattica sul territorio». Infine i sindaci dei tre Comuni e le delegazioni delle otto Nazioni ospitate hanno ufficializzato il gemellaggio nel municipio di Cigole. (f. n.)
Giornale di Brescia - giovedi 9 settembre 2004 Domani a Manerbio una giornata dedicata alla valorizzazione ed alla riscoperta del patrimonio rurale con la mostra mercato di prodotti da forno e agroalimentari MANERBIO «Acqua e farina», questo il titolo della rassegna della produzione artigianale organizzata nella giornata di domani a Manerbio, manifestazione che coronerà e completerà le altre numerose manifestazioni volute dagli organizzatori per festeggiare l’arrivo della delegazione europea nella Bassa bresciana. Di fatto si tratta di una mostra mercato di prodotti da forno e agroalimentari con la presenza, per questa prima edizione, di una decina di espositori. L’obiettivo è sottolineare l’importanza che ha avuto dentro alla civiltà contadina di ieri, ed ha conservato intatta nella civiltà d’oggi, il «Ciclo del pane». A Manerbio si celebra il pane quindi, in una giornata dedicata alla valorizzazione ed alla riscoperta del patrimonio rurale, come dire che il mondo contadino fu sempre, per sua natura, tradizionalista e strettamente legato a quelle regole fondamentali dettate dall’essenzialità propria di chi ha un contatto profondo con la terra, con la zolla e con il duro lavoro condotto a forza di braccia. Come poteva, del resto, non avere una salda fede nella tradizione e nella provvidenza un contadino consapevole del fatto che tutta la sua fatica dipendeva dal capriccioso comportamento delle «terribili forze della natura»? Nel tempo andato era facile incontrare l’uomo inginocchiato tra le zolle mentre cantava nenie lamentose per sanare la «Madre Terra» stregata. Molto molto tempo fa, chi in primavera si fosse soffermato ad osservare un contadino quando rompeva la terra, lo avrebbe sorpreso tirar fuori dalla casacca una rituale focaccia, cotta usando tutte le farine che la campagna bresciana sapeva produrre, e deporla sulla terra fumante perché rivoltata di fresco. Avrebbe poi recitato alcuni versi vecchi di migliaia di anni che dicevano: «Campi, o sacri campi concimati, fate uscire il cibo per gli uomini, siate benedetti di splendidi germogli, e il Dio che comanda la terra ci garantisca il dono dei suoi frutti…». Solo dopo, il fiducioso ma preoccupato uomo, avrebbe affondato la vanga per piantarvi il seme. Arrivava quindi il tempo delle messi, del raccolto: il meritato premio per la fatica consumata e la fiducia avuta nei confronti della nera terra. Poi ecco all’opera la grande «macchina»: il mulino. Partivano presto i carri dalle alte ruote. Faceva ancora buio. Per la strada bianca, tra le stoppie bagnate dalle brine, i sacchi pieni parevano nebbia nella nebbia. Nella cultura contadina, se il primo pensiero mattutino di ogni creatura andava al suo Creatore, il secondo era per la grande ruota costretta in gora. E ringraziava il buon Dio l’uomo per aver inventato il mulino. Nella Bassa erano numerosi. In alcuni paesi giravano due, anche tre ruote. Le mole dalla diversa foggia, il temperatoio, e il pezzo fondamentale: la nottola, trasformavano i semi in soffice farina bianca. Poco dopo, ancora faceva buio, i paesi si riempivano del soave profumo del pane cotto che dal camino della panetteria usciva generoso. Sentendo quell’aroma persino il sole s’affacciava all’orizzonte più volentieri. Manerbio, quindi, trasforma il pane in «cultura del territorio», ne riscopre la storia, e ammette che, anche oggi, il potente uomo tecnologico, affida la sua esistenza all’acqua mista a farina... g. m. a.
Acqua e farina: la magia del «Ciclo del pane»
Giornale di Brescia - giovedi 9 settembre 2004 Da domani a domenica incontri, conferenze sulle ricchezze della tradizione rurale. In programma anche visite guidate BASSA BRESCIANA
L’Europa si cala nella Bassa
Obiettivo: analizzare le potenzialità dello sviluppo turistico della Bassa
In prima linea c’è il Comune di Cigole che col contributo dell’Unione europea, la collaborazione della Fondazione Pianura Bresciana, la città di Manerbio, il Comune di Orzinuovi, con il patrocinio della Regione Lombardia, della Camera di Commercio di Brescia e la Provincia di Brescia, ha organizzato «la calata dell’Europa nella Bassa»: incontri, conferenze tematiche sul turismo rurale che si terranno a partire da domani a Manerbio (piccolo teatro), chiusura dei lavori prevista per domenica 12 settembre (a Cigole). L’obiettivo è il confronto tra le città europee coinvolte e la «nostra» pianura sull’argomento forte della possibile vocazione turistica della Bassa. L’iniziativa, dal titolo «The impact of rural tourism on urban employment and economy: comparing experiences in New Europe», durerà 3 giornate piene e si focalizzerà sul ruolo che il turismo rurale può giocare sull’economia locale, e sul valore aggiunto che i gemellaggi fra città possono apportare a municipalità di piccole e medie dimensioni. Durante gli incontri si analizzeranno i vantaggi del turismo rurale che può diventare la concreta forza motrice dello sviluppo compatibile. Si valuteranno anche le reali potenzialità delle risorse turistiche della nostra zona. È, quella che si consumerà in settembre e per la Pianura bresciana, una grande opportunità che potrebbe rafforzare l’economia locale ma, soprattutto, potrà ridare a questa plaga l’antica sua dignità di terra fertile, bella, e ricca di inimitabili peculiarità, particolarismi ambientali e culturali che continuando ad operare come stiamo facendo, finiremo per cancellare completamente e per sempre. Un vertice europeo quindi, a tutti gli effetti, un accordo programmatico con undici capitali dell’Unione: come dire un miracolo! Accadrà con l’arrivo dei delegati previsto per la giornata di oggi, presente il Portogallo, l’Ungheria, la Grecia, la Scozia, la Spagna, l’Estonia, la Svizzera, la Repubblica Ceca, la Francia, la Svezia e la Polonia. L’obiettivo è uno e chiaro: creare una rete turistica a livello alto che, finalmente, tenga in considerazione anche la Bassa bresciana, luogo che intende, finalmente, mostrarsi per quello che è, cioè non solamente terra di conquista selvaggia, dove il paesaggio viene sistematicamente svenduto e distrutto, ma una realtà che vuole partecipare, a pieno titolo, ai grandi progetti europei qualora questi intendono recuperare il bello, la qualità, l’armonia, e quando questi fattori diventano filosofia di vita. Le nutrite delegazioni straniere (cinquanta persone circa), tra un incontro e l’altro saranno accompagnate in visita ai posti più suggestivi che la Bassa bresciana ha saputo conservare: il castello di Padernello e il paese con l’Aquila Rossa, antica posteria per il cambio dei cavalli, e il Vegnòt, luogo dove i conti Martinengo coltivavano la vite per fornire di vino novello la loro residenza castellana. Il mulino della Motella, recentemente restaurato e già meta di numerosi visitatori che arrivano da ogni parte d’Italia; il borgo di Monticelli D’Oglio arroccato sopra un dolce colle che il fiume Oglio ha plasmato nel correre dei millenni; gli scavi archeologici di Villa Badia, in Leno, intervento che sta restituendo alla pianura l’antica presenza di una delle più importanti abbazie benedettine della cristianità; il paese medioevale di Soncino, con la rocca viscontea e la casa degli stampatori ebrei; e ancora realtà produttive rigorosamente biologiche, e luoghi di ristoro che ancora sanno rievocare antiche atmosfere tipicamente nostre, bassaiole e lombarde.
G. M. A.
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