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giovedì, 21 luglio 2005
«Manerbio Centro» attacca: no allo sterilizzatore ospedaliero

Giornale di Brescia - Mercoledì 20 Luglio 2005

«Manerbio Centro» attacca: no allo sterilizzatore ospedaliero
L’opposizione consiliare

MANERBIO - I responsabili del coordinamento del gruppo consiliare aderente alla lista di centrodestra «Manerbio Centro» hanno dato il via ad una campagna di opinione sui temi più importanti della vita cittadina. Punto di partenza la distribuzione del periodico «Manerbio Centro informa», voce di una delle due opposizioni (l’altra è la Lega Nord). Nel primo numero della serie vengono trattati i principali argomenti della discussione politica manerbiese, soprattutto per quel che riguarda l’urbanistica e la viabilità. Innanzitutto si accusa il sindaco di avere promosso interventi pubblici onerosi, come il rifacimento di piazza Bianchi e via Dante: «Erano proprio necessari ed urgenti?», si chiede l’opposizione. «Non era meglio attendere e cercare soluzione per l’area ex Marzotto prima di procedere alla loro realizzazione?». Altri punti toccati sono il problema della sicurezza e la morosità dello Stato verso il Comune per l’affitto della caserma dei carabinieri. La principale contestazione, però, riguarda il progetto privato (che l’Amministrazione comunale deve esaminare) per la costruzione di uno sterilizzatore di rifiuti ospedalieri; esso dovrebbe sorgere alla periferia cittadina. Secondo l’opposizione del centrodestra tale operazione penalizzerebbe il territorio, con rischi per quanto riguarda la salute dei cittadini e l’impatto sull’ambiente. 


Postato da: manerbio a 13:18 | link | commenti
politica, finanza, amministrazione, lavori, urbanistica, carabinieri, fabbriche, bilancio, lega nord, viabilitĂ , cantieri, via dante, marzotto, archeologia industriale, bruciarifiuti, manerbio centro, piazza bianchi

venerdì, 01 luglio 2005
Colpi di fucile nell’ex-area Marzotto

Bresciaoggi - Venerdì 1 Luglio 2005

MANERBIO. Se identificato l’autore del gesto rischia la denuncia per maltrattamenti su animali e uso d’arma improprio
Colpi di fucile nell’ex-area Marzotto
Nel mirino dello sparatore i galli ospitati nei capannoni dismessi dello stabilimento

Rischia una denuncia per maltrattamenti ad animali e spari in luogo pubblico l’individuo che ha sparato contro la colonia di galli ospitata nei capannoni dismessi della Marzotto di Manerbio. L’episodio è avvenuto all’alba dell’altro giorno: degli spari hanno svegliato in via Verdi gli abitanti del complesso residenziale «Le Ville», già villaggio Marzotto.
Sembravano fuochi di artificio. Invece si trattava di colpi di fucile da caccia esplosi contro gli splendidi esemplari di galli americani che hanno trovato rifugio nello stabilimento chiuso da un paio d’anni. Non è chiaro se la persona che ha sparato volesse divertirsi, eliminare i canti fuori orario dei volatili o semplicemente procacciarsi un pranzo gratis.
Fatto sta che la colonia di galli e gallinelle si è assottigliata. Quasi un segno del destino per gli amanti dell’oroscopo cinese che proprio il 9 febbraio, celebra il periodo dei nati sotto il segno del gallo. La leggenda racconta che originariamente i galli erano stelle che una volta cadute sulla Terra ebbero la responsabilità di cantare ogni mattina per svegliare gli uomini. E che questo accada veramente lo si verifica a Manerbio, poiché gli abitanti delle Ville sono svegliati ogni mattina dal canto dei galletti vispi e coloratissimi nel piumaggio nell’area dell’ex lanificio.
Il quartiere insomma viene avvisato ad ogni spuntar del sole che comincia un nuovo giorno anche nel rione costruito negli anni Trenta quando il lanificio era una fabbrica che rendeva ai Marzotto di Valdagno, che ne erano i proprietari, e pure ai manerbiesi ed all’intero vicinato per il lavoro sicuro che l’azienda sapeva procurare. Tempi passati purtroppo.
Un anno fa si fece un gran parlare della riconversione dell’area con piano di fattibilità studiato da docenti universitari, progetto elaborato in tutta fretta, documenti esibiti in riunioni organizzate dal sindaco d’allora. Incombevano le votazioni per il rinnovo del consiglio comunale e nel periodico di informazione del Comune di Manerbio, la signora Dialma Cantaboni, al tempo sindaco e direttore responsabile della pubblicazione, in un lungo articolo titolato «Quale futuro per l’ex area Marzotto?» scriveva tra l’altro: «Ci siamo posti alcuni obiettivi: recuperare posti di lavoro persi con la chiusura di Marzotto ed altre realtà produttive attraverso l’offerta di servizi per la localizzazione delle imprese; integrare questi 90mila metri quadrati in modo armonico per il centro storico di Manerbio» ed esprimeva altri buoni propositi per il riutilizzo dell’area.
È passato più di un anno da allora. L’insegna luminosa «Marzotto» che per decenni aveva dominato lo stabilimento dalla sommità dell’acquedotto è stata rimossa in una gelida sera del gennaio scorso e rottamata; all’interno dei capannoni desolatamente vuoti alcune persone stanno recuperando materiale elettrico riciclabile: finito il gelo la vegetazione sta rigogliosamente invadendo l’area all’aperto ed al coperto; i nuovi posti di lavoro non si vedono nemmeno col binocolo; una quarantina di animali di bassa corte, in prevalenza galli che trastullano poche galline.
Intanto delle sorti dei fabbricati ex Marzotto si sa nulla, così come rimane misteriosa la presenza della colonia di galletti americani. Che siano le avanguardie dei cinesi interessati all’acquisto dell’area. Franco Piovani


Postato da: manerbio a 12:56 | link | commenti
storia, amministrazione, fabbriche, cantieri, patrimonio, marzotto, archeologia industriale

lunedì, 06 giugno 2005
Discarica degli ospedali

Giornale di Brescia - Mercoledì 1 giugno 2005

«Cittadini per il riciclaggio» e il «Comitato ambiente città di Brescia» sul progetto dell’incenerimento dopo il trattamento a Manerbio

«Discarica degli ospedali»
I dubbi degli ambientalisti sul controllo degli inquinanti nel termoutilizzatore

«Li trattano per trasformarli in non pericolosi e per bruciarli nel termoutilizzatore. Così nella pattumiera d’Italia, oltre al resto, ci finiranno anche i rifiuti ospedalieri». La notizia del possibile impiego di scarti di sala operatoria e di corsia nell’impianto di via Sorbanella, non coglie il favore dei comitati ambientalisti della città. Poco li consola che il primo trattamento potrebbe essere effettuato a Manerbio. La preoccupazione di «Cittadini per il riciclaggio» e del «Comitato ambiente Città di Brescia» è quello che accadrà dopo il passaggio nello sterilizzatore. Durante il loro trasferimento a Brescia e nelle fasi del loro incenerimento. «Asm aveva già chiesto l’autorizzazione a trattare questi rifiuti speciali - spiega Marino Ruzzenenti -: la Provincia gliela negò, la Regione gliel’accordò pur con due limitazioni che resero del tutto privo di efficacia il via libera. Le imponeva infatti di trattare solo rifiuti ospedalieri provinciali, quindi una quantità modesta ed economicamente insignificante; e di incenerire solo quelli non pericolosi, con dispendio di risorse per caratterizzare una massa nella quale questi confluiscono insieme a quelli pericolosi». Ad un anno e mezzo di distanza la possibile svolta. «Lo definirei piuttosto un escamotage - prosegue Ruzzenenti nel corso della conferenza stampa indetta alla VI Circoscrizione - per aggirare i divieti. Con il megasterilizzatore di Manerbio infatti i rifiuti diventano non pericolosi e, essendo prodotto di impianto industriale, tutti bresciani. Il che significa che Asm abbatterà i costi di caratterizzazione e potrà incenerire tutto quello che arriverà a Manerbio da ogni parte d’Italia per il trattamento di sterilizzazione che abbatterà la loro tossicità organica, non quella chimica». Gli ambientalisti bresciani sfruttano l’occasione per ripercorrere lo sviluppo dell’impianto. «Il termoutilizzatore - dice Giuseppe Dalola - doveva bruciare 260mila tonnellate, adesso siamo arrivati addirittura a 800mila. Ora si aggiungono pure i rifiuti ospedalieri e tutto questo senza che si ascolti l’intersse dei cittadini. Asm è un’azienda che persegue interessi finanziari, non più la soddisfazione dei bisogni dei bresciani».  Altra questione portata al pettine dai comitati ambientalisti riguarda il controllo delle emissioni dell’impianto di via Sorbanella. «Il Consiglio comunale - ricorda Celestino Panizza - ha approvato una delibera che impegna l’Asm al controllo in continuo dei microinquinanti prodotti dall’incenerimento dei rifiuti. Ci siamo recati all’Assessorato dell’ambiente per sapere a che punto è l’applicazione di questo dispositivo: ci hanno detto che non ne sanno nulla». Con questo tipo di monitoraggio si conoscerebbe quantità e qualità delle polveri di ricaduta. «Asm provvede a fare questo tipo di controllo solo due volte l’anno - prosegue Panizza -. Spesso abbiamo dati discordanti e pure di parecchio. In ogni caso non c’è mai un quadro rappresentativo della realtà. Ma soprattutto non ci si comporta così come aveva chiesto il Consiglio comunale». Pierpaolo Prati


Postato da: manerbio a 10:48 | link | commenti
discariche, brescia, amministrazione, ospedale, sanitĂ , fabbriche

martedì, 31 maggio 2005
Manerbio e il lanificio Marzotto: mostra e dibattiti per raccontare un legame

Giornale di Brescia - Giovedì 7 ottobre 2004

Manerbio e il lanificio Marzotto: mostra e dibattiti per raccontare un legame
Iniziative dal 9 al 31 ottobre

MANERBIO - Un mese dedicato alla presenza dell’industria Marzotto a Manerbio, grazie all’Istituto di studi locali di contrada Tresande, che ha organizzato una mostra e alcuni dibattiti nell’ex Dopolavoro, in piazza Aldo Moro. L’iniziativa si chiama «Una certa idea di città», partendo dal libro pubblicato sulle vicende del periodo prefascista, durante il quale l’industria tessile si è inserita nell’economia locale. Un secondo volume s’intitola «Manerbio e la città sociale di Marzotto» e viene presentato con le manifestazioni fissate dal 9 al 31 ottobre. Sabato 9, alle 11, verrà inaugurata la mostra di archeologia industriale, con progetti e foto sulla costruzione delle prime strutture. Alle 21 il dibattito «La città sociale di Marzotto». Interverranno Dino Greco (segretario Cgil Brescia); il sindaco di San Gervasio, Giampaolo Mantelli; Paolo Mombelli (medico); Dezio Paoletti (Fondazione Civiltà Bresciana); Giovanni Petrali (ex commissione interna Marzotto); Giuseppe Rossettini (ex dirigente Marzotto). Venerdì 15 dibattito sul libro «Le vicende del lanificio di Manerbio nell’Italia prefascista. La lotta politica tra cattolici e socialisti», con Delfino Tinelli e Angelo Tiefenthaler. Venerdì 22 incontro su «Lo sport a Manerbio nella prima metà del secolo passato» con interviste di Agostino Galuppini a vecchie glorie sportive locali. Venerdì 29 la tavola rotonda «Una certa idea di città: proposte per il riutilizzo dell’ex lanificio Marzotto», con Franco Nicoli Cristiani (assessore regionale); Gianbattista Bisetti (Islo Manerbio); Emilio Faroldi (Politecnico di Milano); Sandro Scaramuzza (Politecnico); Michelangelo Tiefenthaler (curatore della mostra). (f. p.)
 


Postato da: manerbio a 00:08 | link | commenti
mostre, societĂ , fabbriche, marzotto, archeologia industriale

lunedì, 30 maggio 2005
Manerbio, per l’Albaplast c’è un interesse dalla Bielorussia

Giornale di Brescia - Domenica 26 settembre 2004

Manerbio, per l’Albaplast c’è un interesse dalla Bielorussia
Le macchine dell'azienda fallita all'asta il 30 settembre

MANERBIO - Non c’è la coda - capita quando l’opportunità è interessante -, ma già un imprenditore italo-armeno e una piccola cooperativa industriale di Minsk (Bielorussia) hanno manifestato l’intenzione di acquisire i beni mobili del fallimento (42/04) "Albaplast" di Manerbio. È, in pratica, l’intera azienda - muri esclusi - distintasi nel settore della produzione e dello stampaggio della plastica, per anni fornitrice anche di un paio di note case automobilistiche, con una discreta presenza sul mercato dove la fabbrica si impose (ma parliamo di molti anni fa) perché fra le maggiori produttrici di cassette in plastica per acqua minerale. Come sempre, sarà l’asta fissata per il prossimo 30 settembre dal giudice delegato Giovanni Frangipane a decidere quale sarà il nuovo proprietario. La vendita fallimentare (curatore Sergio Tebaldini) si aprirà alle 9 di giovedì prossimo nella ex sede "Albaplast" in via Cremona 30 a Manerbio. Il lotto 37/F verrà battuto da un agente dell’Istituto vendite giudiziarie di via Dalmazia, in città, dove sono esposte - e visionabili - le fotografie dei beni in vendita per un valore complessivo, a base d’asta, che supera il milione e mezzo di euro (circa 3 miliardi delle vecchie lire). Il pezzo forte è costituito dalla linea completa di stampaggio formata da 14 presse ad iniezione (Bmb, Mir, Maico, Sandretto, Negri Bossi), ovviamente usate ma, a detta dei tecnici, ancora in apprezzabile stato di funzionamento. Per l’aggiudicazione il battitore partirà da 1.259.000 euro (prezzo di stima). Impegno di spesa decisamente più contenuto per gli altri lotti in vendita: impianti di raffreddamento a 133mila euro, macchine elettroniche per ufficio a 22mila euro, un’Alfa Romeo e un furgone Berlingo a 11.300 euro, quattro carri ponte e muletti a 55mila euro, tornio, trapani e altre macchine per officina a 29mila euro. E molto altro ancora: praticamente tutto quanto alloggiato sotto i capannoni e negli uffici dell’azienda fallita. Come è stabilito dal regolamento dell’Istituto vendite giudiziarie (telefono 030.348410) i beni vengono venduti così come visti e piaciuti nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, senza garanzia alcuna. L’acquirente dovrà versare oltre al prezzo dell’aggiudicazione il diritto d’asta e il 20% di Iva su tutto. Il pagamento va assolto immediatamente e in contanti. È anche accettato il pagamento con assegni circolari non trasferibili intestati all’Ivg di Brescia. Per le aggiudicazioni oltre i 100mila euro è ammesso il pagamento del 50% al momento dell’aggiudicazione e il resto entro il giorno successivo. La cessione dei beni viene fatta alla persona fisica presente all’asta. Per intestare la fattura a persona diversa il compratore dovrà essere munito di procura. esseci


Postato da: manerbio a 23:53 | link | commenti
fabbriche, asta

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