MANERBIO's Blog
Questo è il Blog della città di Manerbio!
* * *
- per lasciare un commento è necessario raggiungere la fine del post,
clikkare su "commenti", registrarsi e scrivere il proprio messaggio -
Il MANERBIO's BLOG E' A DISPOSIZIONE DI TUTTI, PENSATO PER ESSERE UN LUOGO DI CONFRONTO E SCAMBIO DI IDEE E OPINIONI.
LA PUBBLICAZIONE DEI TESTI E' IMMEDIATA PER CUI NON ESISTONO FILTRI PREVENTIVI.
OGNI PERSONA CHE LASCERA' UN POST SARA',
PERTANTO, L'UNICA RESPONSABILE.
AVVERTENZE per chi volesse intervenire sul blog:
NON
SONO CONSENTITI:
- messaggi inviati privi di indirizzo e-mail
- messaggi anonimi (quindi privi di nome e cognome reali)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi contenenti turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
IL PROPRIETARIO DEL BLOG POTRA'
COMUNQUE E IN QUALSIASI MOMENTO CANCELLARE I MESSAGGI E,
IN OGNI CASO, NON POTRA' ESSERE RITENUTO RESPONSABILE PER EVENTUALI MESSAGGI LESIVI A
TERZI SCRITTI DAGLI UTENTI.
LINKS
PRIVACY
- la responsabilità in fatto di “privacy”
x ciò che concerne il contenuto dei blog (o argomenti)
è da attribuirsi agli autori degli stessi.
- Manerbio's Blog non raccoglie e/o distribuisce informazioni e non gestisce dati coperti da Privacy.
- il “profilo utente” non è pubblico e ha l’unico scopo di conservare un tracciato informatico custodito esclusivamente per essere fornito alle autorità competenti (e riconosciute a livello internazionale) su richiesta.
- ogni singolo profilo e’ completamente anonimo e gestito esclusivamente dal proprio autore.
- ad ogni autore non viene impedito o fatto divieto d’utilizzare più profili.
CONTATORE
visitato *loading* volte
L'Associazione Vicus Minervium di Manerbio ricorda il magistrato Giovanni Falcone nell'anniversario di nascita e di morte (18 e 23 maggio).
Giornale di Brescia - Giovedì 7 luglio 2005 Le Cattedrali di Brescia si raccontano Si avvia verso la conclusione, ma solo prima della pausa estiva, la stagione culturale della Fondazione Civiltà Bresciana, che si è rivelata anche quest'anno intensa e caratterizzata da momenti di grande interesse per il pubblico. Giunto all'epilogo il ciclo degli «Incontri con l'autore», in cui sono stati presentati volumi su temi come la storia dell'agricoltura o il carteggio originale conservato nel Monastero dei Ss. Cosma e Damiano, la Fondazione ha da poco promosso l’allestimento della mostra «Le Cattedrali di Brescia» in Duomo Vecchio. Cornice nella quale la rassegna, di natura itinerante, è approdata dopo esser stata inaugurata lo scorso aprile nella sede dell'Istituto «Gambara», con la collaborazione del Centro servizi amministrativi, del Comitato «IV Centenario Cattedrale di Brescia» e della Parrocchia della Cattedrale. In esposizione una trentina di pannelli, con testi e immagini, ripercorrenti gli elementi fondamentali dei due edifici di culto, il Duomo Vecchio e il Duomo Nuovo, con approfondimenti sui personaggi, sulle origini e sul contesto storico, su dettagli artistici e architettonici. Il materiale è corredato di schede che illustrano aspetti ed eventi quali le Sante Croci, i monumenti funebri della Rotonda, il battistero di S. Giovanni, le figure di Berardo Maggi e del Cardinal Querini, le decorazioni e gli affreschi eseguiti dal Moretto e dal Romanino, i bombardamenti della seconda guerra mondiale e le conseguenti opere di ristrutturazione. L'iniziativa è stata organizzata in occasione dell'anniversario della posa della prima pietra del Duomo Nuovo, per favorire la conoscenza delle Cattedrali bresciane. Nel periodo estivo la mostra sarà ospitata anche in alcune banche del gruppo di Credito cooperativo. Poi, in autunno, a riconferma della finalità di tipo didattico, verrà riportata nelle scuole e andrà negli istituti cittadini «Chizzolini» e «S. Maria degli Angeli»; al liceo «Foppa» e al «Luzzago». Infine farà tappa in provincia, nei licei «Fermi» di Salò e «Pascal» di Manerbio; all'Istituto alberghiero di Idro; all'Itc «Golgi» di Breno e all'Itc «Antonietti» di Iseo. Ancora un appuntamento attende però in questi giorni gli studiosi e gli appassionati in genere di cultura locale: sabato, alle 16, a Tavernola Bergamasca (aula magna della Scuola elementare, in via Roma 47), «Civiltà Bresciana» propone il convegno «Don Stefano Fenaroli: sacerdote, amministratore opere pie, storico dell'arte, artista», dedicato al prete tavernolese che, nel XIX secolo, con la pubblicazione del suo «Dizionario degli artisti bresciani», portò alla luce importanti documenti sui pittori bresciani. a. lo. r.
Mostra della fondazione Civiltà bresciana
Giornale di Brescia - Domenica 3 Luglio 2005 MANERBIO Abbattere i costi dei testi scolastici che pesano sulle famiglie Un mercatino per l’acquisto e la vendita di libri scolastici usati: la proposta, lanciata a fine anno scolastico, entra ora nel vivo. L’associazione genitori (Age) e il Gruppo genitori, in collaborazione con le tre librerie del paese (Libreria Tomasoni, Quarto Stato, Edicola Arpa), si sono fatti promotori di un servizio rivolto a tutti gli studenti delle due scuole medie e delle due superiori presenti sul territorio manerbiese. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori dell’iniziativa che ha il benestare dell’Assessorato alla pubblica istruzione, è duplice: da un lato offrire un’opportunità per il diritto allo studio a minor costo; dall’altro si vuole dare un reale sostegno al riutilizzo dei libri scolastici, che spesso vengono destinati al macero o finiscono ad ammuffire in qualche solaio. «Per molte famiglie, sostiene l’assessore alla Pubblica istruzione, Venerio Bodini, il costo dei testi è spesso proibitivo o comunque comporta un esborso troppo oneroso. Perciò abbiamo lanciato quest’iniziativa». Nelle serate di domani, mercoledì e venerdì dalle 20.30 alle 22, nel la sala antistante l’ingresso del Piccolo Teatro di piazza Cesare Battisti, sarà possibile consegnare i libri che si hanno in dotazione: questo al 50% del valore. Dal 24 agosto al 14 settembre verranno invece distribuiti i testi in uso nel nuovo anno scolastico, sempre al 50% del valore. Info ufficio Istruzione del Comune, ai numeri 030-9387290-291. (u. sc.)
Mercatino per i libri usati
Bresciaoggi - Sabato 2 Luglio 2005 Superato dall’istituto di via Montello l’esame per la qualità Uni Eni Iso 9001:2000 È la prima scuola media bresciana a ottenere il riconoscimento
Lana-Fermi «certificata»
La scuola che cresce è quella capace di raccogliere le sfide della modernità, per analizzare i processi interni e responsabilizzare le proprie professionalità, controllando bisogni e grado di soddisfazione degli utenti.
Su questa base è nata l’esperienza biennale di lavoro che ha portato la scuola media inferiore “Lana Fermi” di via Montello ad ottenere la certificazione del sistema di gestione per la Qualità Uni En Iso 9001:2000, ricevuta di recente dall’ente certificatore Sgs, autorizzato dal Sistema nazionale di certificazione.
«Davanti al processo di autonomia che interessa oggi il mondo della scuola, chiamata a proporre propri piani di offerta formativa, ci siamo resi conto di come sia fondamentale introdurre criteri di qualità per controllare l’offerta stessa e i suoi esiti formativi – spiega la preside, la professoressa Livia Massetti Maffei – Abbiamo intrapreso corsi di formazione per due anni, per costruire un processo di certificazione di qualità che rispondesse alle peculiarità dell’ambito scolastico, che come tale non è un’azienda ma un servizio. Il risultato finale è stata la costruzione di un’idea condivisa di qualità, che ci ha portato a metterci in discussione, per valutare l’organizzazione scolastica, lavorando poi per migliorarne prestazioni e contenuti».
In questa operazione biennale la scuola Lana Fermi non è stata sola, ma si è affiancata ad una rete di istituti interessati al sistema di qualità, fra cui quelli di Manerbio, Leno e Gussago, che hanno già ottenuto la certificazione, quello di Verolanuova, in procinto di ottenerla, e quelli di Gottolengo, Borgo San Giacomo, Pontevico e Orzinuovi.
Il percorso di certificazione ha permesso alla scuola di leggere i processi interni per comprenderli e poi gestirli, creando un’organizzazione più regolata, snellendo e semplificando il lavoro di tutti, garantendo che le proposte del piano di offerta formativa siano effettivamente corrispondenti a quanto realizzato durante l’anno scolastico.
«In città siamo la prima scuola media ad aver intrapreso il cammino di certificazione e ottenuto tale riconoscimento, che richiede investimenti cospicui: l’auspicio è che la nostra esperienza possa servire da modello anche ad altre scuole medie – afferma la professoressa Mara Ceroni, responsabile per la Lana Fermi della certificazione di qualità – .Il nostro fine è ora quello del miglioramento continuo: la certificazione, infatti, è solo l’inizio, ogni anno ci sottoporremo a verifiche esterne, un incentivo in più per realizzare nel tempo un articolato piano di miglioramento dei servizi».
Lisa Cesco
Bresciaoggi - Giovedì 23 Giugno 2005 MANERBIO. Tornano gli storici toponimi ma l’Islo scopre alcuni anacronismi
Targhe antiche, errori moderni Il Comune scandalizza gli storici
«Scià bass» sta a indicare via San Martino, «Scia òlt» ricorda il passato di via XX Settembre.
Le antiche denominazioni delle strade principali di Manerbio sono ricomparse sulle nuove targhe collocate dal Comune. Secondo alcune interpretazioni «scià» è termine assorbito in diverse lingue che fanno parte del gruppo protoindoeuropeo, e sta ad indicare qualche cosa che s’innalza, che domina. E poiché la zona è la parte più alta del territorio di Manerbio sulla quale si costituirono i primi insediamenti, e nel medioevo furono costruiti il castello, la pieve e ed altri edifici pubblici, si giustifica la diffusione, nel parlare corrente, del termine «scia bass», che sta sotto, «scia òlt» che sta sopra. Sulla grafia garantisce il poeta manerbiese Memo Bortolozzi al quale è stata chiesta consulenza («non retribuita» specifica l’interessato) dagli uffici municipali. Il termine, comunque, risulta antichissimo e d’origine celtica, una cultura particolarmente cara alla Lega. Chissà se se ne sono accorti, o ne sono al corrente, nella Giunta municipale di centro sinistra.
L’iniziativa del Comune ha comunque incassato il plauso dell’Islo, l’istituto di studi locali che ha inviato una lettera aperta indirizzata al sindaco. Nello scritto però l’associazione si pone alcune domande. «Le targhe toponomastiche murate sono in marmo di Carrara. Forse che nel passato si era utilizzato tale materiale per indicare le nostre vie? A noi non risulta». E poi ancora: «Tanto lodevole ci sembra la riproposizione dei toponimi, quanto biasimevole ci appare la scelta di utilizzare modalità non tradizionali, estranee alla nostra cultura».
Altre osservazioni riguardano la sistemazione delle lapidi. «Sia lo scià Bass che lo scià Olt non principiano né terminano nei punti in cui sono state murate le targhe» scrive l’Islo evidenziando una serie di errori che determinano equivoci clamorosi in ciascuna delle due strade per quanto riguarda la numerazione civica. La conclusione: «Se i gestori della cosa pubblica ignorano la storia della propria comunità, per dirla con Troisi, non ci resta che piangere».
Ma forse i più preoccupati sono i postini che si trovano alle prese con indirizzi che non combaciano per com’è sono state sistemate le indicazioni della toponomastica nella quale dovrebbero entrare altri nomi come: «Piazòl», «Belapiana», «Breda», «Portone», «Castelet» che monsignor Paolo Guerrini ricorda nel libro «Manerbio, la Pieve e il Comune» del 1936, per i tipi dell’opera Pavoniana di Brescia, ristampato nel gennaio 1980 per iniziativa della biblioteca comunale per conto delle Edizioni del Moretto. Franco Piovani
Bresciaoggi - Martedì 21 Giugno 2005 PONTEVICO. Scuola media in evidenza Anche quest’anno, la scuola media Giovanni XXIII di Pontevico ha partecipato al campionato di lettura organizzato dal Sistema bibliotecario della Bassa Bresciana centrale in collaborazione con la cooperativa Equilibri di Modena. La competizione si è conclusa in modo davvero positivo per la scuola sulle rive dell’Oglio: la classe prima A, che ha partecipato alla finale, ha ottenuto il secondo posto alle spalle di Verolanuova e Gambara.
«Olimpiadi» di lettura studenti sul podio
Il torneo, a cui hanno partecipato anche le scuole di Gambara, Gottolengo, Isorella, Manerbio e Verolanuova, era incominciato lo scorso dicembre, quando ad ogni classe era stata assegnata una bibliografia specifica su cui prepararsi; il gioco era poi continuato con la cosiddetta «fase comunale», una selezione per eleggere la classe campione chiamata a rappresentare il paese nella finalissima. Certamente la conquista del «podio» è stata motivo di gioia per la scuola, ma, indipendentemente dal risultato, il Campionato di lettura, attraverso una sana competizione, ha offerto ai ragazzi la possibilità di approfondire la loro conoscenza della biblioteca e soprattutto confermato che il libro è divertimento.Linda Bossoni
ISLo Notizie - Quadrimestrale dell'Istituto di Studi Locali di Manerbio - giugno 2005 Sono state posate le nuove targhe stradali di Via Venti Settembre e di Via S. Martino. Esponiamo di seguito alcune nostre considerazioni. A) Riproposizione dei toponimi B) L’uso dei materiali C) L’esattezza delle denominazioni D) Conclusioni Post-scriptum
Peccato che siano sbagliate e che nessuno, a distanza di un mese, se ne sia accorto.
Lettera aperta al Sindaco della Città di Manerbio
È senza alcun dubbio meritevole di plauso promuovere la riproposizione dei toponimi delle nostre vie.
Senza questa scelta meritevole, il rischio concreto che si corre è che nel breve volgere di tempo non rimanga traccia, nel ricordo condiviso dalla nostra comunità, di tali costumanze.
L’abbandono, spesse volte immotivato, della nostra tradizione dialettale, l’oblio delle nostre più profonde radici, la mescolanza tra manerbiesi di vecchia tradizione e nuovi cittadini provenienti da altre realtà, sono tutte concause che determinano il serio rischio di una grave perdita: le nostre tradizioni e le nostre radici.
Pertanto ben vengano queste riscoperte.
Sarebbe opportuno estendere tale iniziativa, oltre che allo Scià Bass ed allo Scià Olt, al resto del nostro centro storico (per esempio Moie, Breda, ecc.).
Le targhe toponomastiche murate sono in marmo di Carrara.
Forse che nel passato si era utilizzato tale marmo per le nostre vie?
A noi non risulta.
Si utilizzavano altri materiali.
I più frequenti erano una targa in marmo di Botticino oppure una targa con l’intonaco in rilievo e scritta dipinta.
La scelta è motivata dal fatto che le precedenti costumanze erano tipiche di un paese e che ora, essendo diventati abitanti di una città, si preferisce il più nobile e pregiato Carrara?
Tanto lodevole ci sembra la riproposizione dei toponimi, quanto biasimevole ci appare la scelta di utilizzare modalità non tradizionali, estranee alla nostra storia.
Esprimiamo in questo paragrafo tutta la nostra amarezza per l’autentico scempio compiuto dai nostri “diligenti amministratori”.
Sia lo Scià Bass che lo Scià Olt non principiano né terminano nei punti in cui si sono poste le targhe.
Ma procediamo con ordine, incominciando dallo Scià Olt.
La targhe testé posata al presunto inizio di Via Venti Settembre è un clamoroso errore.
Infatti la targa è stata murata su una parete che prospetta su Piazza Italia.
La dimostrazione più evidente è data dal numero civico, il 26, che si legge immediatamente a destra della targa.
Come può iniziare una via se non con un numero civico che sia 1 o 2?
Si tratta palesemente di un marchiano errore.
Via Venti Settembre principia sul lato ortogonale a quello su cui si è posata la targa.
Tanto è vero che il numero civico che si trova su quel fronte è il 2 (come volevasi dimostrare).
Come si suol dire: chi bene inizia è a metà dell’opera.
Via Venti settembre termina con il numero civico 90.
Fin qui nulla da eccepire.
Peccato che la targa apposta riporti sotto la corretta dicitura di Via Venti Settembre il toponimo di Scià Olt.
In realtà, come ben sanno i manerbiesi, anche se non “diligenti amministratori”, lo Scià Olt non termina in quel punto, bensì ben prima.
Se seguiamo le indicazioni del catasto napoleonico termina con il numero civico 60 dell’attuale via Venti Settembre.
Se invece optiamo per il catasto austriaco esso termina con il numero civico 68.
Perché tutto ciò?
Per un motivo molto semplice: ci si è dimenticati del Piazzolo.
Infatti la parte occidentale, avente una forma di fatto semicircolare, dei due Scià è comunemente, da tempo immemorabile, denominato Piazzolo.
Per verificare la bontà di quanto andiamo ad affermare basterebbe consultare le copie dei vecchi catasti depositate (colmo dell’ironia) presso l’Ufficio Tecnico della Città di Manerbio.
Per ulteriori e più approfonditi riscontri rinviamo alla lettura dell’Inventario Sommario del catasto napoleonico e della Rubrica del catasto austriaco.
L’errore, a dir poco clamoroso, è stato determinato dalla superficialità di aver identificato, tout court, via Venti Settembre con lo Scià Olt, cosa vera in parte.
Se non ci si accusa di voler sparare sulla Croce Rossa, ci permettiamo un aggiunta e una specificazione.
La parte di via Venti Settembre che parte dal civico numero 2 alla tabaccheria di Noci era denominata Contrada del Castello e solo dal numero civico 22 fino al Piazzolo era lo Scià Olt.
Proseguiamo ora con Via S. Martino.
Anche la targa indicante Via S. Martino riporta la dicitura di Scià Bass.
Pure in questo caso sono evidenti gli stessi errori lamentati con lo Scià Olt.
Infatti, se è vero che Via S. Martino inizia con il civico numero 1 e termina con il civico numero 61, lo Scià Bass non seguiva la stessa sorte.
Il tronco iniziale di Via S. Martino fino all’attuale Via Volta e Vicolo Venezia era denominato Contrada del Guato nel catasto napoleonico e Contrada di S. Cristoforo nel catasto austriaco.
In entrambi i catasti lo Scià Bass inizia dagli incroci di Via S. Martino con Via Volta e Vicolo Venezia fino al Piazzolo.
Anche in questo caso l’errore (errare humanum est, perseverare autem diabolicum) è stato determinato dalla faciloneria con la quale si è identificata Via S. Martino con lo Scià Bass (fatto questo vero in parte).
Sarebbe stato sufficiente posizionare le targhe in modo corretto ovvero con l’indicazione di Via Venti Settembre, con sottostante la dicitura di Scià Olt, sulla facciata del civico numero 22 e su quella del civico numero 68 (o 60) e con l’indicazione di Via S. Martino, con sottostante la dicitura di Scià Bass accanto al numero civico 25/d ed su quella del civico numero 59/d.
Sono amare le conclusioni che dobbiamo trarre da questa vicenda.
Se i reggitori della cosa pubblica ignorano la storia della propria comunità, per dirla con Troisi, non ci resta che piangere.
Questa lettera aperta inviata al Sindaco della Città di Manerbio è stata redatta e discussa dal Comitato Direttivo dell’I.S.Lo in data 16 maggio 2005, successivamente alla posa delle targhe avvenuta il 13 maggio.
Si era deciso di soprassedere all’invio ed alla pubblicazione, in quanto si confidava in un pronto intervento di rettifica.
Abbiamo atteso un mese e ci siamo purtroppo sincerati che nessun intervento correttivo si era nel frattempo approntato.
Allora è proprio vero!!!
Per l’ennesima volta mala tempora currunt.
Bresciaoggi - Venerdì 10 Giugno 2005 Lo stemma adottato da Ghedi, Leno, Manerbio e Bagnolo
Un fiume e un mulino nel «logo» della Bassa
Il disegno dei ragazzi del Liceo Pascal ha vinto il concorso
La Bassa, identificata soprattutto con la campagna e l’agricoltura, un corso d’acqua come elemento fondamentale, la ruota di un mulino, un cenno all’attività industriale, due leonesse che rappresentano la provincia in atteggiamento protettivo nei confronti della pianura: ecco il logo che contraddistinguerà da oggi la Bassa Bresciana.
Per ora lo stemma è stato adottato da Bagnolo, Ghedi, Manerbio e Leno, ma l’intenzione è di farne il simblo ufficiale di tutta la zona.
È stato scelto attraverso un concorso riservato alle scuole superiori del circondario e vinto dalla 2ª A del Liceo Pascal di Manerbio.
Il logo è già stato trasferito sulla locandina che pubblicizza la Fiera della Bassa Bresciana in programma a Bagnolo Mella il prossimo settembre. Ha ben figurato anche l’istituto superiore Capirola di Leno che si è aggiudicato gli altri quattro premi. Al secondo posto, due leoni con fontana, si è classificata la 1ª D in particolare Filippo Fontana. Il terzo posto è andato a un’idea originalissima realizzata dalla 2ª D Geometri (in particolare messa a punto da Roberto Zeli) «Braccia con uomo vitruviano». Altri due lavori sono stati segnalati per l’originalità e cioè le api e l’alveare realizzata dalla 2ª E in particolare da Angela Grazioli e un gruppo di lepri prodotto della 3ªA Geometri, grazie soprattutto all’abilità di Marco Agosti. Tutti i lavori sono stati coordinati dalla professoressa Graziella Freddi.
Alla premiazione, avvenuta a Leno lunedì scorso, erano presenti Cesare Trebeschi, sindaco di Manerbio, gli assessori al Commercio di Ghedi, Alberini, di Bagnolo Francesco Rampini e di Leno Cristina Tedoldi, oltre a Rosella Di Pietro (cultura).
La scelta del logo, come è stato più volte sottolineato, è solo la prima fase di un progetto che vuole realizzare in modo concreto ed esteso l’aggregazione dei Comuni della Bassa. L’esigenza è scaturita dapprima dagli assessorati al Commercio dei quattro paesi limitrofi e cioè Ghedi, Leno, Manerbio e Bagnolo, che organizzano più frequentemente manifestazione sovracomunali. Ma subito le rispettive amministrazioni l’hanno sposata con l’intento di aggregare gli altri Comuni della pianura.
La neo aggregazione dovrebbe curare iniziative sovracomunali e soprattutto meglio tutelare e valorizzare la pianura bresciana. «In un momento in cui molti si chiamano fuori e stare insieme, anche in Europa diventa sempre più difficile - è stato detto - noi siamo orgogliosi di andare contro tendenza: uniti si lavoro meglio e si ottengono risultati migliori». Milena Moneta
Giornale di Brescia - Mercoledì 5 maggio 2004 IL CONTRIBUTO DEI LETTORI (lettera firmata) Qualche domanda ai lettori sull’Islam in mezzo a noi Alle femministe (ce ne sono ancora? Le ricordo bene in piazza a gridare: «È mia e me la gestisco io») a tutti quelli che si battono per la parità tra i sessi e le pari opportunità, a chi ha condotto battaglie per il divorzio e per l’aborto dico: leggete un attimo, per favore: Se la vostra risposta è sì, allora ponetele e con forza! P. A. Borgosatollo
Vorrei porre domande alle quali, spero, qualcuno sappia rispondere.
Corano, IV Sura: Versetto 15: «Se le vostre donne avranno commesso azioni infami, portate contro loro quattro testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte o Allah apra loro una via d’uscita».
Versetto 34: «Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono (per esse) i loro beni. Le (donne) virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande».
Sura II: Versetto 228: «Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli, e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell’Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori. Allah è potente, è saggio». Tale imam Mohammed Kamal Mustafa, ha scritto pure un Vademecum sul modo di picchiare le mogli.
A loro chiedo:
§ Tutto ciò non contrasta con la nostra Costituzione?
§ La Costituzione Italiana non stabilisce l’uguaglianza tra i sessi?
§ Non difende la libertà delle donne?
§ Non vieta atti discriminatori?
§ Non sostiene che i coniugi godono di uguali diritti e doveri?
§ Avete mai fatto una manifestazione per i diritti delle donne islamiche? Non per quelle di Kabul, ma per quelle che abitano a Milano, Genova, Roma, Napoli.
§ Oppure, perché non ne organizzate una a Rabat, o a Teheran, o a La Mecca, o a Medina, o a Damasco?
§ Oppure i valori in cui credete non sono universali? (neppure quelli della nostra Costituzione).
Ai comunisti atei di una volta (ce n’è rimasto qualcuno?) quelli che sostenevano che la religione è l’oppio dei popoli, quelli che si sarebbero mangiati i preti a colazione, quelli che il Papa non deve intromettersi, chiedo:
§ Cosa ne pensate di una religione totalizzante che, di fatto, riconosce come unica legge suprema ciò che insegna il Corano, che aspira a teocratizzare ogni Stato?
§ Ve li mangiate anche loro a colazione?
§ Non insorgete?
Perché domani potrebbero aspirare a uno stato islamico italiano fondato sulla Sharia.
§ Se abitaste in uno dei paesi islamici, come potreste far valere il vostro sacrosanto diritto a pretendere una legge fatta dagli uomini e per gli uomini?
§ Vi siete mai chiesti che fine fareste?
Ai pacifisti senza ma e senza se, ai sostenitori di una società multiculturale, ai sostenitori dell’integrazione a ogni costo, chiedo:
§ Siete sicuri che gli islamici, vogliano integrarsi?
(date un’occhiata sul vocabolario al significato della parola)
Leggete il Corano, III Sura: Versetto 12: Dì ai miscredenti: «Presto sarete sconfitti. Sarete radunati nell’Inferno. Che infame giaciglio!».
Versetto 85: «Chi vuole una religione diversa dall’Islàm, il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti».
II Sura: Versetto 191: «Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli».
Versetto 216: «Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite.
É possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che vi è nociva. Allah sa e voi non sapete».
Sura IV: Versetto 74: «Combattano dunque sul sentiero di Allah, coloro che barattano la vita terrena con l’altra. A chi combatte per la causa di Allah, sia ucciso o vittorioso, daremo presto ricompensa immensa».
Versetto 84: «Combatti per la causa di Allah - sei responsabile solo di te stesso e incoraggia i credenti. Forse Allah fermerà l’acrimonia dei miscredenti. Allah è più temibile nella Sua acrimonia, più temibile nel Suo castigo».
Versetto 89: «Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate».
Sura V: Versetto 33: «La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso».
Beh certo, ognuno può interpretare questi versetti come gli pare, anche se, francamente, non mi pare ci sia tanto spazio per una interpretazione «soft».
E sempre a loro voglio chiedere:
§ Nei matrimoni misti, sapete darmi dati statistici su quale sia la percentuale relativa alla conversione alla fede cristiana del coniuge musulmano?
§ E quale la percentuale opposta?
§ Può un musulmano, liberamente, cambiare la sua religione e diventare cristiano?
Ai ragazzi e alle ragazze dei centri sociali chiedo:
§ Ma se foste in un Paese islamico, i vostri centri esisterebbero?
§ Potreste andarci a bere una birra, farvi una canna, ascoltare un po’ di rock e, perché no, farvi una scopata?
Dai, aprite un centro sociale in un qualsiasi Paese islamico, io vengo con voi. Se poi vi fanno storie, un po’ di sana disobbedienza civile.
§ E che ci vuole, lo fate in tutta Europa non avrete certo timore a farlo là, o sì?
A tutti gli omosessuali, uomini e donne, chiedo:
§ Non vi pare un po’ troppo facile fare le vostre legittime manifestazioni a New York, a Londra, a Roma (dove c’è il Papa), a Parigi?
§ Perché non farne una dove chi si dichiara omosessuale è veramente discriminato?
§ Che so, a La Mecca, al Cairo, a Teheran, perché non lottare per gli omosessuali arabi?
§ E dei matrimoni tra omosessuali che pensano gli islamici?
§ Avete provato a chiederglielo?
A tutti i laici, di destra e di sinistra, a quelli che sostengono che lo Stato e la religione devono restare separati, cosa ne pensate delle teocrazie?
§ La teocrazia è la negazione della democrazia, o no?
§ E’ vero o no che nessun Paese islamico ha sottoscritto presso l’Onu la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo?
§ È vero o no che nei Paesi islamici la Sharia è l’unico riferimento per ciò che riguarda i diritti umani?
§ Avete mai provato a chiedere a un islamico cosa ne pensa, ad esempio, di Dante Alighieri che ha messo Maometto all’inferno, o di Voltaire, o di Freud, o della psicanalisi, ecc. ecc.?
Ai sociologi chiedo:
§ Visto che noi italiani abbiamo una crescita demografica pari a zero, mentre i musulmani che stanno qui si raddoppiano ad ogni generazione (un buon musulmano deve avere almeno 5 figli per moglie) cosa accadrà tra 50-80 anni?
§ Cosa accadrà quando loro saranno il 50% della popolazione o forse di più?
E ai nostri lungimiranti politici chiedo:
§ Ma a questo, avete pensato?
§ Cosa accadrà allora?
Perché questa non è un’opinione, accadrà perché è una pura e semplice questione matematica.
E sempre ai nostri politici chiedo:
§ C’è qualcuno di voi che vuole essere così cortese da spiegare a noi semplici cittadini che cosa sono le Bozze d’Intesa? Possibilmente prima che siano approvate.
Molti cittadini non sanno neppure che esistano.
Recentemente in Parlamento è stata votata una legge sacrosanta che tutela gli animali in quanto esseri «senzienti», cioè capaci di provare dolore; a prendere a calci un cane si rischia il codice penale.
A loro chiedo:
§ ma la macellazione halal praticata dagli islamici che consiste nello sgozzare l’animale ancora vivo e lasciare che muoia dissanguato in una lenta agonia, vi sembra rispettosa di un essere "senziente"?
§ Non avete nulla da dire? Nulla da obiettare?
Se da un punto di vista antropologico, il relativismo culturale è una teoria che ha solide radici teoriche (in pratica dice che ogni cultura elabora modalità diverse per rispondere agli stessi fondamentali bisogni, quindi ogni cultura ha la sua dignità e ogni azione, anche la più orrenda, se inserita nella cultura d’origine assume un suo significato)
§ cosa accade quando una cultura «trasmigra» in un altro territorio dove c’è una cultura diversa?
§ Insomma, semplificando, se ognuno a casa sua è libero di fare ciò che gli pare, cosa accade quando c’è chi lo vorrebbe fare a casa degli altri?
§ Fin dove arriva il confine tra ciò che può concedere l’ospite al suo ospitato?
§ Perché anche per i cannibali mangiare l’uomo è un fatto «culturalmente normale», ma non per questo permetteremmo ad un cannibale di mangiarsi qualcuno a casa nostra.
§ Il principio di reciprocità (io ti permetto di fare a casa mia ciò che tu mi permetti di fare a casa tua) può essere considerato una forma di valido compromesso?
E per concludere, ai semplici cittadini come me chiedo:
§ Ma voi, queste domande, ve le siete mai poste?
§ Non sentite il bisogno di porle?
§ Non sentite il bisogno che qualcuno risponda in modo chiaro e senza demagogia?
Giornale di Brescia - Mercoledì 8 giugno 2005 Le premiazioni del concorso vinto dagli studenti del Liceo Pascal di Manerbio LENO L’«Aggregazione dei Comuni della Bassa Bresciana» (una nuova entità di cui fanno parte i Comuni di Leno, Ghedi, Bagnolo Mella e Manerbio, ma che dovrebbe allargarsi ad altri paesi), ha un logo tutto suo. L’hanno realizzato gli studenti della IIª A del Liceo scientifico Pascal di Manerbio, i quali hanno vinto il concorso indetto nelle scuole della Bassa col dichiarato obiettivo di trovare un logo che potesse rappresentare la nuova aggregazione. Al concorso (le premiazioni si sono svolte l’altra mattina nella sala consiliare del Comune di Leno, alla presenza del sindaco di Manerbio Cesare Trebeschi, degli assessori alle Attività produttive dei quattro paesi e di due assessori di Leno: Rossella De Pietro e Cristina Tedaldi) sono pervenuti 36 elaborati. La giuria, dicevamo, ha premiato gli studenti del Pascal di Manerbio, ma anche, con altri riconoscimenti, quelli della 1ª G, 2ª D, 2ª E e 3ª A dell’Istituto Capirola di Leno-Ghedi. «Pur parlandone da tempo - spiega Rossella De Pietro -, l’Aggregazione dei Comuni della Bassa bresciana ha preso corpo solo recentemente. Ci siamo resi conto che, a livello amministrativo, è fondamentale lavorare in sinergia; è necessario, insomma, mettere in comune energie, risorse e competenze. Questo è quanto hanno intenzione di fare i quattro Comuni fondatori; questo è ciò che faremo anche quando il gruppo si sarà allargato. La prima uscita ufficiale è fissata per il prossimo autunno, in occasione della Fiera della Bassa di Bagnolo, che sarà organizzata da Bagnolo, ma per la prima volta in collaborazione con Leno, Ghedi e Manerbio». Un passo che potrebbe risultare importante e dare il via ad una collaborazione davvero proficua in un’area geografica che ha grandi potenzialità in termini di sinergie. (gaf)
Un logo per l’«Aggregazione dei Comuni»
Questo Blog vuole essere un "Diario elettronico" ad uso di tutta la cittadinanza manerbiese. Qualsiasi utente iscritto, cittadino o no, può lasciare un commento o un suggerimento....
BUONA NAVIGAZIONE!!
ULTIMI COMMENTI
utente anonimo in Zanzara tigre, guerr...
CATEGORIE
alberi
alleanza nazionale
amministrazione
anniversario
antrace
anziani
archeologia industriale
arresti
arte
associazione commercianti
asta
auguri
autostrade
azienda sanitaria locale
aziende manerbiesi
banda s cecilia
bassa bresciana
bilancio
brescia
bruciarifiuti
cai
cantieri
carabinieri
casa di riposo
cave
centrale termoelettrica
chiesa
cinema
circolo ippico al cle
concorso
contraffazione
corano
costituzione
cronaca
cultura
dialetto bresciano
diritti umani
discariche
disinfestazione
disoccupazione
donne
europa
ex statale 668 lenese
extracomunitari
fabbriche
farmacia comunale
ferrovie
finanza
finanziamenti
firme
fisco
fiume mella
foibe
formazione telematica
forza italia
furti
gioco d azzardo
giovani
guardia di finanza
guerra
hobbistica
immigrazione
inceneritore
islam
islo
istruzione
lavori
lega nord
legambiente
libertĂ
maltempo
manerbio centro
manifestazioni
marzotto
mezzi comunicazione
mostre
multe
museo archeologico
museo civico
musica
omosessuali
ospedale
ozono
pace
parcheggi
parchi
patrimonio
piazza bianchi
politica
polizia locale
protezione civile
provincia
reddito
referendum
regione
religione
rotary
rotatoria
rurale
sanitĂ
sequestri
sicurezza
soccorso
societĂ
solidarietĂ
sostanze stupefacenti
spettacoli
sport
storia
studenti
superenalotto
tecnologia
tennis internazionale
terra
terrorismo
torneo savoldi co
turismo
umanitĂ
urbanistica
via dante
viabilitĂ
vicus minervium
vigili del fuoco
virtus manerbio
volontariato
zanzara tigre
FOTO RECENTI