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giovedì, 04 agosto 2005
Ospedali all'avanguardia

Bresciaoggi - Giovedì 4 Agosto 2005

Ospedali all'avanguardia
Gussago, Manerbio e Chiari: tre «stelle» della sanità bresciana
 
Non solo Ospedale Civile: la provincia si conferma realtà sanitaria di prim’ordine. Chiari è al top per il centro trasfusionale, tecnologicamente avanzata la sala operatoria di Manerbio, e il «Richiedei» si propone come «ospedale della comunità».


Postato da: manerbio a 14:47 | link | commenti
ospedale

Robot in sala operatoria La tecnologia fa scuola

Bresciaoggi - Giovedì 4 Agosto 2005

MANERBIO. Un occhio elettronico guida il chirurgo
Robot in sala operatoria La tecnologia fa scuola
Specialisti a lezione nel reparto di Ortopedia diretto da Savarese

Un robot in sala operatoria. Il «futuro» è già realtà nel reparto di Ortopedia di Manerbio dove da quasi un anno la mano dei chirurghi è guidata in modo infallibile dal navigatore a raggi infrarossi. Ma siccome la tecnologia è nulla senza l’aggiornamento professionale, il presidio della Bassa è diventato un punto di riferimento nella formazione dei medici ortopedici. Non è un caso che il ministero della Salute abbia attribuito un ragguardevole punteggio, nell’ambito del programma di accreditamento al Servizio sanitario nazionale, ai medici ortopedici, provenienti da diverse realtà ospedaliere lombarde, che hanno preso parte ad un corso specialistico, grazie al quale hanno acquisito le nozioni più moderne sulle tecnologie d’avanguardia in uso, appunto, nell’ospedale manerbiese.
Il titolo, forzatamente arduo per i profani era «La procedura quad-sparing e il navigatore nella chirurgia protesica del ginocchio». Grande il significato medico scientifico e, di conseguenza, sociale dell’iniziativa che si è sviluppata nella Divisione di ortopedia e traumatologia diretta dal professor Alfredo Savarese, su incarico della Otodi, Ortopedici traumatologi ospedalieri d’Italia. Proprio l’intensa attività tecnica e scientifica promossa da Savarese, che è fra l’altro presidente della Società piemontese ligure e lombarda di Ortopedia e traumatologia, continua a consentire a Manerbio di essere allineato con i maggiori Centri nazionali.
A tale attività hanno fatto riferimento gli specialisti del corso che hanno avuto l’occasione di partecipare direttamente a interventi chirurgici di protesi totale di ginocchio sia tradizionale, sia con tecnica mini invasiva, sia con tecnica mini invasiva a risparmio del quadricipite. Ma a destare il maggiore interesse è stata la chirurgia protesica assistita dal navigatore, lo strumento che, ormai da un anno, l’Ortopedia di Manerbio sta utilizzando con importanti risultati.
«L’èquipe della Divisione - sottolinea Savarese - ha spiegato in modo approfondito le metodiche più moderne di protesizzazione del ginocchio».
Le iniziative di aggiornamento non si fermano tuttavia qui: infatti. nel novembre di quest’anno è previsto un secondo Corso di aggiornamento sulla Chirurgia protesica di spalla riservato agli specialisti ortopedici, mentre nel 2006 si terranno altri due aggiornamenti: uno in chirurgia del piede e l’altro in chirurgia di revisione protesica d’anca.
«In questo modo - aggiunge Savarese - la nostra Divisione si pone l’obiettivo di essere non soltanto un centro di riferimento sul territorio lombardo per le patologie ortopedico-traumatologiche, ma anche di costituire un centro di insegnamento che utilizza le proprie risorse cliniche anche a scopo scientifico».
Non appaiono più lontanissimi secondo Savarese i tempi in cui sarà possibile utilizzare le cellule staminali per riprodurre in vitro i tessuti cartilaginei distrutti, ad esempio, dall’artrosi.
Il sistema computerizzato con raggi infrarossi, consente interventi chirurgici ancora più sicuri ed affidabili, sia nel campo delle protesi di ginocchio e di anca, sia nella chirurgia traumatologica. «È un’attrezzatura - precisa Savarese - che ha la funzione di guidare le resezioni ossee che il chirurgo esegue di routine negli interventi di protesi di anca e di ginocchio, per cui si dovrebbe parlare propriamente di Chirurgia ortopedica assistita dal calcolatore». Un segmento che contempla un ampio gruppo di applicazioni. L’utilizzo del computer ha lo scopo di rendere meno invasive, più efficaci, sicure ed affidabili le procedure chirurgiche in ambito ortopedico. Con tali strumenti i tagli ossei risultano assolutamente perfetti e senza possibilità di errori.
«Il fatto che Manerbio sia l’unica struttura bresciana ad essere dotata del navigatore - conclude Savarese -, unitamente alla qualità delle prestazioni offerte, spiega perché gli specialisti guardino al nostro presidio con grande interesse». n.s.


Postato da: manerbio a 14:45 | link | commenti
ospedale

sabato, 30 luglio 2005
Titolari di farmacia

Giornale di Brescia - Venerdì 29 luglio 2005

Titolari di farmacia
Sconti e farmaci al supermercato
 
Mi permetto di approfittare della sua abituale cortesia per esprimere apprezzamento per le considerazioni di un lettore di Manerbio apparse in questa stessa rubrica sotto il titolo «Farmaci e urgenza». Egli, in buona sostanza, ha messo in tutta evidenza che la vendita di alcuni farmaci nei supermercati finirebbe col richiedere un farmacista e non sarebbe certo in grado di offrire ai cittadini per le urgenze quel servizio di notte e nei giorni festivi, che i farmacisti, invece, offrono. Un aspetto, questo, della farmacia, che, purtroppo, non viene spesso evidenziato, ma che il lettore ha colto appieno. Ne approfitto anche per ricordare che le farmacie col loro reticolo (in provincia di Brescia, da Pontevico a Pontedilegno, sono complessivamente, tra private e pubbliche, 314 con la media di 1 farmacia ogni 3.650 abitanti) rappresentano il presidio più vicino al cittadino per quel bene tanto importante, che è la salute e, quindi, la prevenzione e la cura. Mi corre d’obbligo altresì precisare che la legge in questione non prevede la vendita nei supermercati, in quanto un emendamento in proposito non è stato accolto nella legge definitivamente approvata dalla Camera. Quanto agli sconti ed ai possibili risparmi posso assicurare i lettori, che le farmacie bresciane, a differenza di quanto pubblicato da un quotidiano a tiratura nazionale, applicheranno la legge recentemente approvata, che consente sconti fino al 20% sui farmaci di classe C senza obbligo di ricetta medica (Sop) e da banco (Otc). E così pure proporranno agli utenti i medicinali «equivalenti», quelli cioè che contengono lo stesso principio attivo del farmaco di marca più costoso, facendo così risparmiare ben più del 20%. I farmacisti bresciani sono, infatti, consapevoli di quanto sia importante per un cittadino, spesso in momenti difficili come l’attuale, poter risparmiare anche se si tratta pur sempre di risparmi modesti. Ma sono altrettanto consapevoli che, per ridurre il costo dei farmaci, e, quindi, la spesa per il cittadino, è più importante il controllo dei prezzi alla produzione.
Dott. Renato Grendene presidente Associazione titolari di farmacia della provincia di Brescia


Postato da: manerbio a 13:16 | link | commenti
ospedale, sanitĂ 

giovedì, 28 luglio 2005
Dal mese prossimo i lavori di ristrutturazione del servizio mensa per degenti e dipendenti:

Giornale di Brescia - Martedì 26 luglio 2005

Dal mese prossimo i lavori di ristrutturazione del servizio mensa per degenti e dipendenti: 164mila utenti all’anno All’ospedale pasti... tecnologici Intervento per tre milioni di euro. Ordinazioni dalle corsie con il palmare

L’informatizzazione scende in cucina e rivoluziona il servizio di cottura e distribuzione dei pasti. Saranno infatti necessari i mesi di agosto e di settembre all’Ospedale di Manerbio per la ristrutturazione della mensa. Si tratta di un progetto, già varato e realizzato nelle strutture di Desenzano e Gavardo, che prevede una rivoluzione non solo edilizia, ma anche tecnologica: dalla prenotazione dei pasti alla distribuzione e raccolta degli stessi fino al lavaggio delle stoviglie. Il costo complessivo dei lavori di ristrutturazione e innovazione è di tre milioni di euro. Il direttore di presidio, Michele Corsetti, spiega in che cosa consistono gli interventi che verranno realizzati. «Finora a Manerbio - dice - si preparava il pasto dei degenti prelevando i vari cibi da un carrello, ma questo è un sistema superato». Ecco, allora, la soluzione adottata, anche per ovviare alle necessarie modifiche fisiche che le strutture richiedevano: per questo troveranno posto strumenti di cottura e conservazione dei cibi di ultima generazione. «Si tratta - prosegue Corsetti - di una vera e propria novità: il servizio di lavaggio e sterilizzazione delle stoviglie è stato affidato per otto anni al "Markas Service" di Bolzano. Alla ditta il compito di effettuare il rifacimento dell’impianto elettrico, fognario e d’aerazione attraverso un sistema di aspirazione dal soffitto che sostituirà le cappe. Verrà anche installato un nastro trasportatore che faciliterà la preparazione dei pasti. Inoltre, sei operatori dell’azienda esterna, provvederanno al servizio di lavaggio delle stoviglie». Ma le novità non terminano qui. Anche la prenotazione e la distribuzione dei pasti tra i degenti nei reparti verrà modificata. Non più carta e penna, ma veri e propri sistemi informatici provvederanno alla raccolta del menù prescelto. «Ogni caposala - continua Corsetti - sarà dotato di un palmare dove annoterà la scelta del menù da parte del degente. L’ordinazione, che sarà nominale, sarà scaricata in un apposito software visibile dalla cucina al momento della preparazione dei vassoi. Questo sistema aiuterà, oltre ad ottimizzare i tempi, a ridurre sensibilmente gli eventuali sprechi poiché, grazie al computer, si potrà sapere con precisione non solo il tipo di menù richiesto da paziente, ma anche le varie quantità di cibo davvero necessarie». Durante i lavori, i pranzi per i degenti verranno confezionati al presidio di Leno, mentre per quanto riguarda i dipendenti di Manerbio che usufruiscono del servizio di mensa sono state attivate convenzioni con bar e ristoranti limitrofi del paese. Il servizio sfiora i 450 pasti al giorno, per un numero complessivo annuo di 164mila, di cui 120mila vengono consumati dai pazienti e 44mila dal personale e dai parenti dei degenti. All’ospedale di Leno, invece, i numeri sono inferiori, vista anche la capienza ridotta della struttura: 62mila pasti l’anno, di cui 15mila per i degenti e 47mila per il personale e per i dipendenti dell’Asl e del Comune. Comunque cifre importanti. «L'operazione porterà un doppio beneficio», sostiene il direttore generale Mauro Borelli. «Infatti, se da un lato migliorerà la qualità alberg hiera dell’ospedale, dall’altro limiterà i costi superflui del passato. La mensa, del resto, è purtroppo un settore fisiologicamente esposto agli sprechi».   Umberto Scotuzzi


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ospedale

sabato, 16 luglio 2005
Ospedale, arriva la mensa tecnologica

Bresciaoggi - Venerdì 15 Luglio 2005

MANERBIO. L’Azienda investe 3 milioni di euro: sarà installato un impianto di sterilizzazione e lavaggio delle stoviglie
Ospedale, arriva la mensa tecnologica
Cucina, parte la ristrutturazione. Il computer gestirà i menù personalizzati dei degenti

Un salto di qualità da tre milioni di euro. A tanto ammonta l’investimento previsto sul servizio mensa dei presidio sanitario di Manerbio. Il progetto varato dall’Azienda ospedaliera di Desenzano prevede la ristrutturazione «edilizia» e «tecnologica» delle cucine che rivoluzionerà tutta la filiera del servizio: dal lavaggio delle stoviglie alla distribuzione dei pasti.
I lavori inizieranno lunedì per concludersi entro settembre. Il nosocomio della Bassa si adeguerà così agli ospedali di Desenzano e Gavardo dove i pasti ai degenti sono preparati con il sistema della cosiddetta monoporzione. «A Manerbio - spiega il direttore dei presidi Michele Corsetti -, si preparava il pasto prelevando i vari cibi da un carrello, un sistema piuttosto obsoleto». Ma non c’era soltanto da affrontare un problema di «forma»: la cucina di Manerbio necessitava da tempo di un restauro che permetterà fra l’altro di installare strumenti di cottura e conservazione dei cibi di ultima generazione. La vera novità sarà tuttavia rappresentata dal servizio di lavaggio e sterilizzazione delle stoviglie affidato per 8 anni alla Markas service di Bolzano. «Fino ad oggi - spiega Corsetti -, il lavaggio di piatti e pentole avveniva in ogni singolo reparto grazie a piccole lavastoviglie. Il nuovo appalto prevede che l’operazione avvenga all’interno della cucina in spazi adeguatamente attrezzati. La Markas Service provvederà al rifacimento dell’impianto elettrico, fognario e d’aerazione attraverso un sistema di aspirazione dal soffitto che sostituirà le cappe. Verrà anche installato un nastro trasportatore che faciliterà la preparazione dei pasti. Inoltre, sei operatori dell’azienda esterna, provvederanno al servizio di lavaggio delle stoviglie». L’appalto porterà anche un’importante innovazione tecnologica.
«Cambierà anche il modo di raccolta dei pranzi dei degenti - continua Corsetti -. Infatti, ogni caposala sarà dotato di un palmare dove annoterà la scelta del menù da parte del degente. L’ordinazione, che sarà nominale, sarà scaricato in un apposito software visibile in cucina al momento della preparazione dei vassoi. Oltre ad ottimizzare i tempi, il sistema abbasserà sensibilmente eventuali sprechi poiché, grazie al software, si potrà sapere con precisione non solo il tipo di menù richiesto da paziente, ma anche le varie quantità di cibo necessarie».
Durante i lavori, i pranzi per i degenti verranno confezionati a Leno, mentre per quanto riguarda i dipendenti di Manerbio che usufruivano del servizio mensa, sono state attivato delle convenzioni con bar e ristoranti del paese. Per capire la ricaduta economico-funzionale del progetto basta sottolineare che ogni giorno la cucina dell’ospedale eroga 450 pasti al giorno per un totale annuo di 164 mila: centoventimila vengono consumati dai pazienti e 44 mila per il personale e i parenti dei degenti. A Leno i numero sono inferiori e si attestano a 62 mila pasti l’anno: quindicimila per i degenti e 47 mila per il personale e per i dipendenti dell’Asl e del Comune.
«L’operazione porterà un doppio beneficio - assicura il Direttore generale Mauro Borelli -: se da un lato migliorerà la qualità alberghiera dell’ospedale dall’altro limiterà i costi superfli del passato. La mensa del resto è un settore fisiologicamente esposto agli sprechi». Nello Scarpa


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lavori, ospedale

giovedì, 14 luglio 2005
Un marocchino aggredisce un carabiniere

Bresciaoggi - Giovedì 14 Luglio 2005

Un marocchino aggredisce un carabiniere
 
Potrebbe rispondere dell’accusa di tentato omicidio il marocchino che nel tentativo di sottrarsi ad un controllo delle forze dell’ordine ha aggredito con un coltello un carabiniere. Fortunatamente il militare è riuscito a schivare il fendente facendosi scudo con una porta. Lo straniero ha allora rivolto l’arma contro se stesso procurandosi diversi tagli agli arti e al costato. Soccorso dagli stessi carabinieri è stato trasportato all’ospedale di Manerbio dove i medici hanno dovuto praticargli 30 punti di sutura. Il marocchino, piantonato al pronto soccorso è in stato di arresto. Dovrà rispondere di resistenza e violenza al pubblico ufficiale, violazione della legge Bossi Fini e se il magistrato chiamato a convalidarne il provvedimento restrittivo riscontrerà gli estremi di tentato omicidio. L’episodio è avvenuto l’altra sera nel centro storico del paese. Dai successivi controlli i carabinieri hanno appurato che il venticinquenne è un clandestino già raggiunto da diversi provvedimenti di espulsione. In passato fermato dalle forze dell’ordine aveva fornito a più riprese generalità false. d.bar.


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immigrazione, ospedale, carabinieri, arresti, extracomunitari

lunedì, 27 giugno 2005
Un ospedale nel Mali per ricordare mons. Gennaro Franceschetti

Giornale di Brescia - Domenica 26 giugno 2005

Il Comune ha aperto una sottoscrizione per realizzare la struttura sanitaria dedicata in particolare a mamme e neonati
Un ospedale nel Mali per ricordare mons. Gennaro Franceschetti

Il nome ed il ricordo di mons. Franceschetti arriveranno in Africa. Il simbolo della memoria sarà un ospedale, lo strumento un progetto che vede coinvolti più soggetti. E Manerbio, che ha avuto mons. Gennaro come parroco dal 1989 al 1997, non ha potuto e non ha voluto non partecipare a questa iniziativa. Il Comune ha aperto una sottoscrizione per la realizzazione di due strutture sanitarie nel Mali, uno dei Paesi più poveri dell’Africa. Manerbio intende aderire così al progetto lanciato dal "Gruppo Mali" di Gavardo, una realtà di cooperazione internazionale presieduta da Gabriele Avanzi, nata proprio per volontà di monsignor Franceschetti e che dal 1988 opera nel Paese africano con una serie di interventi. E in questo si unisce ad altri soggetti: collaborano associazioni di solidarietà, come "Cuore Amico", Scalp; rappresentanze istituzionali, come il Comune di Provaglio d’Iseo, paese d’origine di monsignor Gennaro, che ha già offerto un contributo per la finalità del progetto. Il progetto, il 15° lanciato dal gruppo di volontariato, ha valore pluriennale e prevede la realizzazione di due ospedali, un ospedale di maternità a Mopti, nel Sud-est del Mali e un day hospital con centro dialisi a Bamko, la capitale. Mentre la costruzione di quest’ultimo inizierà il prossimo anno, l’ospedale a Mopti prenderà avvio già in autunno. La spedizione, guidata dallo stesso Avanzi, partirà dall’Italia a fine ottobre, quando inizierà la costruzione del centro sanitario. L’ospedale, la cui realizzazione prevede la spesa di 490mila €, comprenderà una sala parto, una sala operatoria e una di medicazione, un laboratorio, tre ambulatori e una stanza per la degenza. Sarà, secondo le intenzioni del progetto, un sicuro centro di riferimento per mamme e bambini. Assisterà le prime durante il periodo della gravidanza e del parto (si prevede infatti che già nel primo anno di attività della struttura si avranno 600 nascite); assisterà i piccoli attraverso un piano di vaccinazioni. Lo stesso ospedale funzionerà per la formazione del personale, per un’opera di educazione e prevenzione igienico-sanitaria. In merito alle ragioni che hanno spinto l’Amministrazione ad aprire la sottoscrizione per partecipare al progetto interviene il sindaco di Manerbio, Cesare Trebeschi: «Fare del bene a persone, anche lontane e sconosciute, è il modo migliore per ricordare un parroco e un padre che ha seminato molto nella nostra comunità». I versamenti possono essere effettuati sul conto corrente bancario 3920135 aperto alla Bipop-Carire di Manerbio e sul conto corrente postale 10855252, entrambi intestati a Cuore Amico Fraternità Onlus - viale Stazione, 63- 25122 Brescia, specificando nella causale "Offerta per il progetto Mali 10". Manerbio spera di essere un tassello importante in questo progetto. Elena Ungari


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donne, chiesa, volontariato, amministrazione, diritti umani, ospedale, soccorso, sequestri

lunedì, 20 giugno 2005
Leggere le fiabe ai piccoli degenti

Giornale di Brescia - Mercoledì 15 giugno 2005

Leggere le fiabe ai piccoli degenti
Ospedali di Manerbio e Leno

MANERBIO - Duplici protagonisti di una strategia che ha una sola finalità: diffondere la lettura fin dall’infanzia, partendo dai malati. Così è nata l’iniziativa "nati per leggere", frutto dell’alleanza tra bibliotecari e pediatri, che, promossa a livello nazionale, trova concretizzazione nelle varie strutture ospedaliere del territorio. Il sistema bibliotecario della Bassa bresciana, che ha sede a Manerbio e raccoglie un bacino di 29 Comuni, ha accettato l’invito e ha così deciso di entrare in reparto; per far questo ha coinvolto nel progetto l’unità operativa di pediatria dell’Ospedale di Manerbio e l’unità di neuropsichiatria infantile dell’Ospedale di Leno. In cosa consta quest’iniziativa? «Il pediatra - spiega la direttrice del servizio, Michela Tummolo - in occasione delle visite, spiega ai genitori l’utilità della lettura ai bambini sin dalla più tenera età, nel rispetto delle diverse tappe della crescita. Il bibliotecario, invece, aiuta i genitori a formarsi un proprio repertorio di letture da condividere con i loro bambini: così l’uno e l’altro, in stretta sinergia, collaborano per la promozione della lettura. Abbiamo stilato il programma in accordo con il direttore generale del presidio, Michele Corsetti, con il primario del reparto di Pediatria, Mario Colombo, e con i responsabili dell’Unità di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale di Leno. Grazie al lavoro di personale di ditte specializzate del settore, è stato realizzato un ciclo di letture animate all’interno dei reparti, finalizzate all’intrattenimento dei bambini presso le due unità operative. All’ospedale di Manerbio gli incontri sono già iniziati e continueranno oggi, il 22 e 29 giugno e il 6 luglio; a Leno, invece, inizieranno oggi per proseguire il 15 e il 29 giugno e l’8 luglio». Nella biblioteca di Manerbio è stato creato uno spazio apposito per i libri per bambini dai 0-6 anni. Verrà inoltre organizzato un corso per volontari che, mensilmente, si rechino in reparto e trascorrano del tempo in compagnia dei piccoli degenti. (u. s.)


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cultura, giovani, ospedale

martedì, 14 giugno 2005
Inceneritore di rifiuti ospedalieri, uno studio prima di decidere

Giornale di Brescia - Martedì 14 giugno 2005

Inceneritore di rifiuti ospedalieri, uno studio prima di decidere
Riunione dei sindaci

LENO - «Su questioni di interesse sovraccomunale non si può più ragionare con logiche di semplice campanile». Con queste parole, alla riunione dei sindaci che fanno parte del Distretto n. 9 della Bassa, Pietro Bisinella, primo cittadino di Leno, è tornato a riaprire la questione relativa al termosterilizzatore, l’impianto di termotrattamento per rifiuti ospedalieri che potrebbe nascere a Manerbio, sul confine con Leno. Tutto è iniziato, tempo fa, con la richiesta di una ditta di poter realizzare un impianto nel quale, secondo quanto era stato detto, dovrebbero essere sottoposti a sterilizzazione rifiuti che non contengono sostanze tossiche e nocive: garze, cotone, aghi e in generale tutti quei prodotti che sono venuti a contatto diretto con sangue e con liquidi biologici, e che quindi devono essere smaltiti. Ma sull’operazione si sono subito addensate non poche nuvole. Alcuni amministratori dei Comuni limitrofi, infatti, hanno fatto presente che, oltre a quelle di garze e pannolini, il termosterilizzatore sarà chiamato ad azzerare anche la carica batterica di tutte le tipologie di scarti ospedalieri, compreso i materiali contaminati da agenti patogeni, o comunque a rischio di trasmissione biologica aerea, nei quali non è possibile escludere a priori la presenza di sostanze chimiche pericolose. Insomma: come sempre accade in questi casi, questo ancora ipotetico impianto ha già subito la censura di molti, cittadini e amministratori, che sono preoccupati. Cesare Trebeschi, il sindaco di Manerbio, conferma che non è stata presa alcuna decisione: «Non siamo pregiudizialmente né favorevoli né contrari. Prima di esprimerci in merito a una materia così complessa e delicata, vogliamo sentire il parere degli esperti cui abbiamo affidato l’incarico di studiare l’impatto ambientale dell’impianto. La nostra posizione dipenderà dai risultati di questo studio». Intanto, dicevamo, il sindaco di Leno mette le mani avanti e rilancia: «La Bassa ha bisogno di un organismo che governi il territorio. Su moltissime questioni i sindaci devono trovare il modo di avere posizioni condivise. Ciò che si decide nel Comune confinante ricade pesantemente anche sulla qualità della vita dei miei cittadini. Per questo si chiede a gran voce l’istituzione della Comunità della Bassa bresciana sul modello delle Comunità Montane, che potrebbe aiutare gli amministratori a trovare posizioni equilibrate e sintoniche su molti temi, quali le cave, la sanità, il commercio e anche gli insediamenti di aziende speciali». Come sindaci, continua Bisinella, «chiediamo a gran voce alle istituzioni preposte di individuare soluzioni percorribili per ottenere questo risultato, magari partendo dalla proposta di legge per l’istituzione delle comunità locali presentata in Regione Lombardia nella passata legislatura. Il rischio di lasciare ai nostri nipoti un territorio ingestibile e preda di appetiti speculativi ci impone di creare al più presto la Comunità della Bassa bresciana, o quantomeno di attivare un serio tavolo di confronto». gaf


Postato da: manerbio a 14:24 | link | commenti
discariche, sicurezza, amministrazione, ospedale, sanitĂ , provincia, bassa bresciana, inceneritore, bruciarifiuti

lunedì, 13 giugno 2005
Referendum, ancora appelli per il voto o per l’astensione

Bresciaoggi - Domenica 12 Giugno 2005

Lettere al direttore - Referendum, ancora appelli per il voto o per l’astensione

Caro direttore ci sono le firme del Nobel Renato Dulbecco, del prof. Veronesi, della signora Rita Levi Montalcini sul documento con cui circa 130 scienziati europei, tra i maggiori esperti di ricerca sulle cellule staminali, esprimono solidarietà ai colleghi italiani per il rischio di essere tagliati fuori dal circuito scientifico internazionale a causa dei divieti della legge sulla fecondazione assistita. Denunciano «la prospettiva di una proibizione legale definitiva» che impedirebbe ai ricercatori in Italia di «partecipare a pieno titolo al progresso scientifico diretto a scoprire nuove strategie per ridurre la sofferenza umana e curare malattie gravi» (Alzheimer, Parkinson, cancro, ecc.). Al contrario «le cellule staminali embrionali umane derivate hanno enormi potenzialità a beneficio delle persone colpite da malattie degenerative». Di conseguenza, rilevano, «da un punto di vista scientifico non vi è alcuna giustificazione all’affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali e quella sulle cellule staminali adulte si escludano l’una con l’altra», rifiutando quindi completamente l’affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non sia indispensabile. La ricerca italiana, se non si modifica questa legge 40, rischia davvero di tornare al Medioevo. Per questo i maggiori scienziati e ricercatori invitano a votare quattro sì. Andrea Delindati Manerbio


Postato da: manerbio a 07:50 | link | commenti
cultura, donne, chiesa, religione, referendum, diritti umani, ospedale, libertĂ , societĂ , sanitĂ 

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