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mercoledì, 20 luglio 2005
«Coerenza» a Manerbio

Bresciaoggi - Mercoledì 20 Luglio 2005

Lettere al direttore
«Coerenza» a Manerbio

Caro direttore, ho letto la puerile difesa d’ufficio del sindaco da parte del capogruppo dei Popolari Insieme di Manerbio Angelo Cavagnini, che cercava di giustificare la decisione del primo cittadino di non appoggiare una mozione delle minoranze sull’astensione ai referendum sulla procreazione assistita. Capisco l’imbarazzo di Cavagnini nel mediare fra valori della vita che la componente cattolica della maggioranza abbraccia da sempre e la necessità di tenere attaccata al carro dell’esecutivo l’area Ds, che era apertamente schierata per i 4 «sì», ma sinceramente gli argomenti avanzati dal capogruppo sono talmente fragili che non fanno altro che rimarcare la poca coerenza del sindaco. Com’è è possibile raccogliere l’invito di Scienza e vita firmando il volantino schierato per l’astensione e contestualmente rigettare in Consiglio comunale una mozione della minoranza che voleva far propria la scelta del non voto? C’è riuscito senza troppi scurpoli il primo cittadino Cesare Trebeschi, che ha mostrato nell’occasione una coerenza... macchiavellica. In politica, soprattutto quando per vincere si è scelto di dare vita a una coalizione a dir poco eterogenea, si sa, bisogna rispettare il gioco delle parti. E Trebeschi non ha evidentemente voluto urtare la suscettibilità dei... compagni di ventura. L’opportunità (o l'opportunismo?) politica insomma ha avuto la meglio sulla coscienza. Ma chiedo a Cavagnini e al sindaco cosa penseranno i movimenti cattolici che hanno sostenuto la loro lista e l’ambiente dell’oratorio che si è prodigato nella campagna elettorale? Un atteggiamento ambiguo, specie quando si parla di temi così importanti non è mai un bel gesto. Ci riflettano Cavagnini e il sindaco, in futuro magari cercando di operare con più decisione e senza lasciarsi influenzare da assessori compagni... non solo di ventura. Giuliano Piovani Manerbio Centro


Postato da: manerbio a 16:03 | link | commenti
politica, chiesa, amministrazione, referendum

sabato, 09 luglio 2005
Forno per rifiuti, spunta l’ipotesi referendum

Bresciaoggi - Sabato 9 Luglio 2005

MANERBIO. Un’assemblea pubblica sul progetto di un impianto di trattamento delle scorie ospedaliere infette
Forno per rifiuti, spunta l’ipotesi referendum
Da Rifondazione a Forza Italia cresce il fronte del «no». Il sindaco prende tempo
 
Protesta, molitazione popolare e referendum. Sono le armi democratiche spianate dal fronte di cittadini contrario all’impianto di trattamento di rifiuti ospedalieri infetti in progetto a Manerbio. Un fronte che si va ampliando di giorno in giorno come dimostra la massiccia presenza di residenti e amministratori all’assemblea organizzata l’altra sera sul tema da Rifondazione Comunista. Ed è stato proprio il segretario della sezione locale Mauro Baroncini a lanciare un messaggio chiaro alla giunta di centrosinistra. «Un esecutivo autorevole sa ascoltare senza pretendere di avere la verità in tasca e non baratta la vivibilità e la salute con benefit finanziari. Una Giunta progressista - ha continuato Baroncini - deve spendersi per la partecipazione e condivisione popolare senza trascurare la sostenibilità ambientale di un territorio già al collasso come quello di Manerbio. Lo sterilizzatore rischierebbe di aggravare la situazione: se la Giunta rimarrà cieca e sorda ci si unirà con tutte le forze politiche ed associazioni per promuovere un referendum sul progetto». L’assessore all’Ambiente di Verolavecchia Paolo Chinnici ospite del dibattito ha elencato i punti di criticità dell’impianto che dovrebbe sorgere vicino un’altra azienda a rischio come la Finchimica.
Chinnici ha poi proposto un’analisi più ampia: «Si è passati dall’agricoltura a ciclo chiuso ben inserita nel territorio, all’agricoltura intensiva per poi passare all’industrializzazione a macchia di leopardo senza mai pensare a pianificare lo sviluppo e le attività del territorio. Oggi che risulta in crisi anche il comparto industriale per la mancanza di una programmazione seria e di un tavolo di confronto di tutte le forze istituzionali ed associazioni nonché di una classe imprenditoriale capace di puntare sull’innovazione tecnologica e sulla formazione, alcuni imprenditori cercano di fare business con delle scorciatoie e cioè puntando a fare diventare Brescia la capitale del rifiuto». Se ciò si concretizzasse «si danneggierebbe definitivamente - ha proseguito Paolo Chinnici - il fragile sistema del territorio della Bassa, fatto di fertili terreni agricoli ma anche e soprattutto di corsi d’acqua e risorgive che costituiscono la vera ricchezza del territorio, tutto ciò aggravato dalla stagnazione degli inquinanti in atmosfera che rendono la pianura padana una delle regioni più inquinate del pianeta; bisogna verificare e monitorare l’attuale situazione ambientale del territorio e poi discutere tutti insieme del futuro della Comunità della Bassa e di tutti i problemi che ci circondano, al fine di risolverli insieme».
Il Consigliere regionale Osvaldo Squassina, ribadendo la contrarietà di Rc al termosterilizzatore, ha invitato la Giunta manerbiese a un atteggiamento di responsabilità e trasparenza, chiedendo che l’Amministrazione metta a disposizione «tutte le informazioni sul problema. Non si può rischiare un altro caso-Caffaro, esempio di un inquinamento sempre più vasto che ha limitato gli spazi vitali dei cittadini: bisogna gestire con oculatezza le risorse pensando anche a chi verrà dopo di noi».
Il sindaco Cesare Trebeschi non si è sottratto al confronto: «Non difendo l’impianto di sterilizzazione a priori ma trattandosi di un opportunità di sviluppo per il paese abbiamo il dovere di dare una risposta consapevole e documentata alla società interessata al progetto. Quando avremo i dati - ha promesso il primo cittadino -, li metteremo sul tavolo e discuteremo tutti assieme: non abbiamo deciso niente, la salute pubblica e l’ambiente sono priorità assolute». Giuliano Piovani di Forza Italia ha garantito il sostegno delle opposizioni ad un eventuale referendum. Nello Scarpa


Postato da: manerbio a 14:11 | link | commenti
referendum, inceneritore, bruciarifiuti

mercoledì, 06 luglio 2005
La mozione a Manerbio

Bresciaoggi - Mercoledì 6 Luglio 2005
La mozione a Manerbio

Caro direttore, le scrivo per intervenire su un argomento riportato dal vostro giornale il 12 giugno riguardante la seduta consigliare di giovedì 9, in cui è stata posta la questione pregiudiziale per valutare l’ammissibilità della mozione presentata dal gruppo “Manerbio Centro” come punto all’ordine del giorno e quindi la possibilità di poterla porre in votazione. La mozione era di sostegno al manifesto del comitato “Scienza e Vita” che invitava al non voto nelle consultazioni referendarie. Ritorno ora sull’argomento perché in questi giorni è uscito nelle case un giornalino ciclostilato dai consiglieri di “Manerbio Centro” su cui si ritorna sulla mozione in questione bocciata “solo per non urtare la suscettibilità dei compagni... non solo di ventura”, accusando il sindaco Cesare Trebeschi di “incoerenza... poco invidiabile”. Alcuni assessori e consiglieri comunali che si riconoscono nel gruppo “Popolari Insieme” hanno manifestato a favore dei sì, alla luce del sole, nelle vie del centro, insieme ai promotori del referendum, altri tra i quali il sindaco, hanno aderito al comitato “Scienza e Vita” ed altrettanto liberamente hanno reso noto la loro posizione sottoscrivendone e divulgandone il manifesto. E’ risaputo che proveniamo da culture e militanze diverse, che non ci hanno però impedito di convergere nel programma elettorale e nei progetti che abbiamo presentato, con successo, nelle ultime tre elezioni amministrative. Anche i partiti che sostengono la coalizione hanno aderito in maniera differente, lo Sdi e i Ds da una parte e La Margherita, insieme ad An e Udc, dall’altra. Non c’era certo bisogno di una votazione in Consiglio comunale per ribadire le diverse posizioni che nessuno ha voluto peraltro nascondere. Il voto contrario alla presentazione della mozione è dipeso dal fatto che il Consiglio comunale, come organo politico collegiale, non può prendere posizione su una scelta tra quelle consentite in occasione di un qualsiasi voto referendario in quanto entrerebbe nella discussione, operando propaganda elettorale, il Consiglio è inoltre espressione della comunità locale che lo ha eletto ed il suo voto determinerebbe una scelta aprioristica della volontà di chi lo sostenuto per le amministrative; per ultimo è opportuno ricordare che gli organi politici ed amministrativi dello Stato, Regioni ed autonomie locali devono restare imparziali in occasione delle consultazioni elettorali o referendarie nel rispetto dell’articolo 97 della Costituzione. Quanto detto non pregiudica il fatto che ciascun consigliere poi possa rappresentare liberamente la propria opinione, in quanto cittadino ed elettore, al di fuori dei contesti istituzionali, aderendo per esempio ai comitati per i sì od al manifesto di “Scienza e Vita”, opportunità non presa in considerazione dai consiglieri di “Manerbio Centro”, che hanno preferito presentare la mozione da noi respinta. Angelo Cavagnini capogruppo “Popolari Insieme” - Manerbio


Postato da: manerbio a 11:33 | link | commenti
politica, amministrazione, referendum

lunedì, 13 giugno 2005
Referendum, ancora appelli per il voto o per l’astensione

Bresciaoggi - Domenica 12 Giugno 2005

Lettere al direttore - Referendum, ancora appelli per il voto o per l’astensione

Caro direttore ci sono le firme del Nobel Renato Dulbecco, del prof. Veronesi, della signora Rita Levi Montalcini sul documento con cui circa 130 scienziati europei, tra i maggiori esperti di ricerca sulle cellule staminali, esprimono solidarietà ai colleghi italiani per il rischio di essere tagliati fuori dal circuito scientifico internazionale a causa dei divieti della legge sulla fecondazione assistita. Denunciano «la prospettiva di una proibizione legale definitiva» che impedirebbe ai ricercatori in Italia di «partecipare a pieno titolo al progresso scientifico diretto a scoprire nuove strategie per ridurre la sofferenza umana e curare malattie gravi» (Alzheimer, Parkinson, cancro, ecc.). Al contrario «le cellule staminali embrionali umane derivate hanno enormi potenzialità a beneficio delle persone colpite da malattie degenerative». Di conseguenza, rilevano, «da un punto di vista scientifico non vi è alcuna giustificazione all’affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali e quella sulle cellule staminali adulte si escludano l’una con l’altra», rifiutando quindi completamente l’affermazione che la ricerca sulle cellule staminali embrionali non sia indispensabile. La ricerca italiana, se non si modifica questa legge 40, rischia davvero di tornare al Medioevo. Per questo i maggiori scienziati e ricercatori invitano a votare quattro sì. Andrea Delindati Manerbio


Postato da: manerbio a 07:50 | link | commenti
cultura, donne, chiesa, religione, referendum, diritti umani, ospedale, libertĂ , societĂ , sanitĂ 

Il sindaco non vota Polemica bifronte

Bresciaoggi - Domenica 12 Giugno 2005

MANERBIO/2. Critiche trasversali sul referendum
Il sindaco non vota Polemica bifronte
 
La vigilia del referedum sulla procreazione assistita è stata caratterizzata a Manerbio da un clima di polemiche trasversarsali gli schieramenti politici. Ad innescarle la decisione del sindaco Cesare Trebeschi di schierarsi pubblicamente con il fronte del «non voto». «La Costituzione dice che l’esercizio del voto è un dovere civico - ha commentato a questo proposito il Partito dei Comunisti Italiani - per questo ci causa un profondo senso di sdegno il fatto che proprio chi ricopre incarichi istituzionali inviti a non votare. Ricordino che hanno giurato fedeltà alla Costituzione e alla Repubblica. Convinti di questo ci risulta del tutto incomprensibile ed inaccettabile la firma per il non voto espressa dal sindaco.
«Vorremmo ricordargli - continua la nota -, che non è stato eletto in una lista confessionale, ma in una lista in cui sono presenti diverse opzioni ideali e culturali. Un sindaco, dovrebbe essere il sindaco di tutti i cittadini, anche di quelli che non lo hanno votato».
Nella bufera sono finiti anche due presidenti di seggio che hanno firmato il bollettino a sostegno dell’astensionismo.
«Suscita qualche perplessità il fatto che chi sarà chiamato a vigiliare sulla correttezza del referendum non abbia neppure ritirato la scheda per votare» conclude il Pdci. Il referendum sulla procreazione medicalmente assistita ha sollevato polemiche anche in Consiglio. I consiglieri della componente di minoranza «Manerbio Centro», Gianluigi Tosoni, Giuliano Piovani, Sandro Scaramuzza e Mario Fiorini avevano presentato una mozione nella quale dichiarando condividere i «principi contenuti nel manifesto del Comitato del non voto» (sostenuto oltre che dal sindaco dall’assessore Cristoforo Riva), proponevano di votare per una mozione a sostegno dell’iniziativa. Se n’è fatto nulla, poiché la mozione è stata ritenuta inaccettabile dalla maggioranza Margherita-Ds notoriamente, questi ultimi, contrari alla diserzione delle urne. In poche parole se la mozione fosse stata votata la maggioranza si sarebbe divisa considerato che a favore dei quattro si si sono ufficialmente schierati l’assessore Paola Cividati e il segretario dei Ds Massimo Gobbi. f.pio.


Postato da: manerbio a 07:47 | link | commenti (2)
donne, religione, amministrazione, referendum, diritti umani, ospedale, libertĂ , societĂ , sanitĂ 

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