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giovedì, 04 agosto 2005
Manerbio rinnova la palestra

Giornale di Brescia - Giovedì 4 Agosto 2005

Iniziati a giugno, i lavori di sistemazione dell’impianto della Media termineranno in tempo per la ripresa delle lezioni
Manerbio rinnova la palestra
Sarà costruita anche una nuova pista di atletica. Investimento da 395mila euro

Rientrati dalle vacanze, all’inizio del nuovo anno scolastico gli alunni della scuola media comunale manerbiese «Angelo Zammarchi» troveranno una bella sorpresa: una palestra praticamente rifatta ed una piccola nuova pista di atletica. Sono infatti in corso di realizzazione gli interventi di recupero del plesso sportivo. Costruito negli anni Settanta necessitava di alcune opere per la messa in sicurezza degli impianti, per l’adeguamento alle normative igieniche e per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre agli studenti delle scuole medie durante le ore di attività curriculare, degli impianti usufruiscono anche le due società sportive locali di basket e di pallavolo, sia maschile che femminile. I lavori, iniziati al termine delle lezioni di giugno, termineranno entro l’inizio del nuovo anno scolastico, il prossimo 12 settembre. Le operazioni interessano sia l’interno che l’esterno del fabbricato. L’interno vedrà un completo remake: innanzi tutto verranno rifatti gli spogliatoi, le docce e i vani adibiti a magazzino e ripostiglio; verranno anche sistemate le tribune per il pubblico, mentre la palestra verrà tinteggiata a nuovo. Inoltre, verranno messi a posto l’impianto di insonorizzazione e le principali attrezzature ginnico-sportive. All’esterno, invece, verranno sistemati l’intonaco e i canali di gronda; anche la zona di parcheggio riservato alle automobili troverà una nuova conformazione. Inoltre, nello spazio verde attiguo alla seconda palestra, utilizzata anch’essa sia dagli alunni sia dalle società sportive, verrà creata una piccola pista di atletica a forma di anello che servirà per i ragazzi della scuola. L’importo complessivo dell’intervento è di 395mila euro, in parte finanziato con un mutuo contratto presso la Cassa depositi e prestiti e in parte con un contributo ricevuto dalla Regione Lombardia. Umberto Scotuzzi


Postato da: manerbio a 14:50 | link | commenti
sport, lavori, studenti, bilancio, regione

sabato, 30 luglio 2005
«Festa della trebbiatura» in difesa del territorio

Bresciaoggi - Venerdì 29 Luglio 2005

L’iniziativa. Ieri mattina è stata presentata la sagra di Faverzano, in programma dal 16 al 21 agosto
«Festa della trebbiatura» in difesa del territorio
Il comitato del «no» alla centrale non va in ferie. Ieri sera, in oratorio, la prima riunione
 
Se il comune di Offlaga è allo sfascio il movimento del «no centrale» sta riorganizzando le fila. Erano in tanti ieri sera all’oratorio di Faverzano per discutere quali azioni di «protesta civile» intraprendere per scongiurare l’approvazione dell’impianto da 780megawatt voluto da Asm, Ansaldo, International Power. Comitati, cittadini, associazioni ambientaliste, sindaci della zona (da registrare l’assenza di Cesare Trebeschi, sindaco di Manerbio e portavoce dei 42 sindaci della Bassa) e in prima fila c’erano loro, don Alessandro Lovati parroco di Faverzano e don Sergio Mariotti, parroco di Offlaga. I due preti ambientalisti che da anni si battono contro la realizzazione della centrale e in difesa del territorio della Bassa. Imma Lascialfari, presidedente del coordinamento regionale contro le centrali, ha proposto di manifestare il 4 agosto al Pirellone di Milano «la forte contrarietà dei bresciani all’impianto, anche se l’assessore regionale all’Ambiente Domenico Zambetti ha dichiarato che si deciderà su Offlaga a settembre e non il 4 agosto».
Per il movimento del «no centrale» fungerà da linfa vitale anche la Festa della Trebbiatura che si svolgerà a Faverzano dal 16 al 21 agosto. Festa che vede la partecipazione di oltre duecento volontari della piccola frazione (cinquecento anime) capitanati da don Lovati. La festa è stata ufficialmente presentata ieri mattina in città, nella sede dell’ente patrocinatore: l’assessorato provinciale all’Agricoltura. Don Lovati ha ribadito con la sua efficace vis retorica le motivazioni della festa: «In questi decenni la natura e la terra hanno subito una folle cementificazione e una industrializzazione scriteriata. La civiltà contadina è ormai entrata in una lenta e inarrestabile agonia. Contro questi scempi ambientali serve una ribellione pacifica ma radicata e una presa di coscienza viva. La festa della Trebbiatura è una occasione, per migliaia di persone, di ritrovare le proprie origini, di rendere omaggio alla nostra terra e alla sua instancabile generosità». Sergio Grazioli, neo assessore provinciale all’Agricoltura, ha ribadito il secco no di provincia e del suo assessorato all’impianto progettato ad Offlaga. «La Provincia si è dotata di uno studio accurato e approfondito, lo studio Rie, nel quale è chiarito perchè Brescia non ha bisogno di centrali. Inoltre tutto il Consiglio ha votato la sua contrarietà aquesto tipo di impianti». Il vicepresidente della Provincia Massimo Gelmini, in una nota diramata ieri, sferza il centrosinistra bresciano «invitandolo a chiedere a Corsini il ritiro del progetto Asm». p.gor.


Postato da: manerbio a 13:40 | link | commenti
politica, manifestazioni, regione, provincia, bassa bresciana, centrale termoelettrica

giovedì, 21 luglio 2005
Santa Maria ....

Bresciaoggi - Giovedì 21 Luglio 2005

Lettere dai lettori

Santa Maria ....

Santa Maria Maddalena, 2. La Chiesa celebra domani venerdì 22 luglio, come già ieri anticipato, santa Maria Maddalena alla quale furono assai devoti i bresciani. Ancora ai tempi nostri le sono infatti dedicate le parrocchiali di Acqualunga, Bettegno di Pontevico, Brandico e Lavone in alta Valle Trompia. È assai venerata a Desenzano, dove le è intitolato il duomo, e dove si celebra la più importante sagra patronale del Bresciano, segnalata, a metà degli anni Trenta del 1900 nella domenica successiva al 22 luglio. È titolare di chiese sussidiarie in città nelle parrocchie della cattedrale, di San Gottardo (Monte Maddalena), di San Lorenzo, di Sant'Urbano; e nella diocesi a Bedizzole (Monterosso), Bienno, Bornato, Carpenedolo, Castegnato (Pianera), Carpenedolo, Castenedolo (Macina), Cazzago Riviera (Arzaga), Gaino di Toscolano Maderno, Gambara (Monastero degli Umiliati), Gargnano, Lovere, Manerbio (Bassanine), Milzanello (Cerredio), Palazzolo, Provaglio, Virle Treponti. L'edificio sacro più antico sorse probabilmente, attorno al Mille, per iniziativa degli eremiti agostiniani, i quali lo edificarono, accanto al loro romitorio, sul Monte Denno che dalla santa prese poi il nome: Monte Maddalena. Caduto in rovina quando i religiosi abbandonarono il luogo, venne restaurato nel secondo decennio del 1600 dall'eremita Leonelli Serbellonchi. Andato nuovamente in rovina in modo irreparabile, fu abbandonato; i resti erano ancora visibili sino a pochi decenni fa. Nel 1963 il papa bresciano Paolo VI patrocinò la costruzione di una nuova chiesetta realizzata nel 1965 in località Cavrelle, consacrata il 5 giugno 1966 dal vescovo mons. Luigi Morstabilini. Lavori di restauro si ebbero negli anni Ottanta per riparare i danni provocati dai temporali. Leggenda curiosa nella zona del lago d'Iseo - che nulla ha a che fare con la santa, anche se ne ricorda il nome - è quella del misterioso e mitico personaggio Maddalena che vivrebbe sul fondo delle acque e dalle quali potrebbe uscire per fare annegare i naviganti. Il fantasma Maddalena veniva evocato soprattutto per dissuadere i ragazzi ad avventurarsi nelle acque. È patrona dei giardinieri e dei profumieri; viene invocata per guarire dalla meningite. Il calendario contadino la ricorda con un proverbio: "Per Santa Madaléna la nus l'è piéna. O piéna o de 'mpinì, i nòs gnari i la öl dèrvì", le noci sono mature, ma anche se non sono mature i ragazzi le vogliono aprire. Era onorata nel Bresciano sin dai tempi antichi come ricorda il Sacramentario benedettino-bresciano del secolo XI che la celebrava il 22 luglio, al pari del nuovo Martyrologium. A cura di Attilio Mazza


Postato da: manerbio a 14:00 | link | commenti
chiesa, regione

mercoledì, 08 giugno 2005
Musei aperti fino a notte fonda con musica, attrazioni e brindisi

Bresciaoggi - Mercoledì 8 Giugno 2005

L’iniziativa della Regione Lombardia per le sere del 25 e 26 giugno
Musei aperti fino a notte fonda con musica, attrazioni e brindisi
 
Sabato 25 e domenica 26 giugno, 171 musei della Lombardia (fra cui quasi tutti quelli bresciani) resteranno eccezionalmente aperti in orario serale e nel giorno festivo, per offrire un ricco programma di visite guidate, spettacoli, musica, letture, animazioni e degustazione di prodotti tipici.
L’iniziativa è promossa dalla Regione Lombardia e l’adesione è stata massiccia: nelle due serate, alcuni musei resteranno aperti fino alle 23, la gran parte invece fino a mezzanotte, altri ancora fino alle 2.
Ecco l’elenco dei musei che hanno aderito: museo etnografico del ferro, delle arti e tradizioni popolari a Bienno; museo di auto e moto d’epoca «Nostalgia Club» a Breno; in città a Brescia il museo Ken Damy di fotografia contemporanea, la specola astronomica Cidnea, il plastico ferroviario in Castello, il museo delle Mille Miglia a S. Eufemia; a Calvagese la «Fondazione Luciano e Agnese Sorlini»; il museo agricolo e del vino «Ricci Curbastro» di Capriolo; il museo d’arte «Ugo Adriano Graziotti» di Carpenedolo; i «Presepi nel mondo» di Cazzago San Martino; la Fondazione Morcelli-Repossi di Chiari; gli «Amici del Presepio Paolo VI» di Concesio; il museo agricolo contadino di Corte Franca; il museo del Risorgimento di S. Martino della Battaglia e il museo civico archeologico «Giovanni Rambotti» a Desenzano; il Vittoriale degli Italiani e il Giardino botanico «Hruska» a Gardone Riviera; la Casa del Podestà di Lonato; il museo delle costellazioni-osservatorio astronomico «Serafino Zani» di Lumezzane Pieve; il museo etnico della civiltà contadina di Mairano; il museo civico di Manerbio; la casa museo «Giammaria Mazzucchelli» di Mazzano; il museo d’arte contemporanea in Franciacorta «Remo Bianco» di Monticelli Brusati; il museo etnografico di Valcamonica a Ossimo; il giardino botanico alpino «Vivione» di Paisco Loveno; il museo Marzoli di Palazzolo sull’Oglio; il museo della civiltà contadina e dei mestieri di Sabbio Chiese; l’archivio audiovisivo gardesano di Salò; il museo della Guerra Bianca in Adamello di Temù; il museo del parco Alto Garda Bresciano di Tignale; il museo della carta di Toscolano Maderno; il sistema museale della Valle Trompia a Collio, Pezzaze, Sarezzo e Tavernole sul Mella.
 


Postato da: manerbio a 11:36 | link | commenti
cultura, brescia, mostre, regione

lunedì, 06 giugno 2005
La Provincia riveda il piano mobilitĂ 

Bresciaoggi - Sabato 4 Giugno 2005
  
 Fiorenzo Bertocchi e Gianna Baresi di Rifondazione comunista attaccano le scelte con proposte alternative
«La Provincia riveda il piano mobilità»
«Al posto della Brebemi, finanziata da enti pubblici, meglio il progetto Polinomia» 
 
Il Piano della mobilità provinciale «è da rifare». Parola di Rifondazione comunista, che non si limita a bocciare, ma elenca punto per punto le alternative virtuose. Il responsabile Ambiente del partito Fiorenzo Bertocchi e la consigliere in Broletto Gianna Baresi ieri mattina hanno smontato tutto quanto bolle nella pentola infrastrutturale della Provincia, per rifarlo daccapo.
L’autostrada per la Valtrompia - precisa Bertocchi - è soffocata da «costi triplicati» e si trova senza copertura finanziaria. Proprio su questa autostrada Baresi il 17 maggio scorso ha indirizzato un'interrogazione al presidente Alberto Cavalli per capire se la Provincia intenda rivedere il piano della viabilità valtrumplina e quale posizione intenda assumere sui ricorsi al Tar depositati dai comuni di Gussago e Collebeato contro la delibera Cipe del maggio 2004.
Chiede pure se la Provincia non ravvisi negli atti della Serenissima, volta a costituire la Società tangenziali lombardo venete srl, una «mancata ottemperanza a quella delibera Cipe». Ma «sto ancora aspettando una risposta», lamenta Baresi.
Quanto alla Brebemi, «si è presentata in modo strumentale come autofinanziata, ma buona parte dei soggetti sono pubblici e i costi cadranno sulla collettività». Le due opere, insomma, si trovano in «situazioni insostenibili per l’ambiente, la società e l’economia, e confermano le scelte dell’opposizione».
Ancora, l’Alta velocità ferroviaria, la Tav, «è anch'essa in situazione di stallo per problemi economici ed è in crisi per via di un progetto di difficile collocazione su un territorio lombardo altamente urbanizzato». E pure la «corda molle è priva di copertura economica». Dunque, «si deve rimettere mano al Piano della mobilità - incalza Bertocchi -, tener conto delle esigenze legate agli spostamenti brevi e orientarli di più verso la ferrovia.
Al posto di Brebemi, dunque, meglio il «progetto della milanese Polinomia che sistematizza la rete esistente e aggiunge brevi tratti di congiunzione senza pedaggi e aggravi per la collettività». Per la Valtrompia, i dati dei flussi «dimostrano che l’autostrada non serve». L’alternativa alla Tav, invece, è il «quadruplicamento della rete esistente a velocità normale, per potenziare l’offerta passeggeri e merci». E la «Corda molle» per il Prc bresciano «è assolutamente inutile». La soluzione è «togliere il pedaggio sulla Brescia-Piacenza da Manerbio in qua» e «con opportuni potenziamenti in entrata e in uscita il tratto autostradale sarebbe la via di scorrimento da sud». Tutto qui. Anzi, con meno strade da fare «si potrebbe ridimensionare anche il Piano cave andando incontro alle esigenze di cittadini e amministratori».
A proposito di cave, Bertocchi bacchetta gli alleati di centrosinistra che «aderiscono alla manifestazione di 15 giorni fa a Montirone, e poi prendono posizioni incoerenti e non fanno proposte». Anche a sinistra «ci vuole chiarezza». mi.va.


Postato da: manerbio a 14:05 | link | commenti
regione, provincia, viabilitĂ , ferrovie, cave, autostrade

Rifiuti ospedalieri, il Comitato apre un nuovo fronte con Asm

Bresciaoggi - Mercoledì 1 Giugno 2005

«L’impianto di inertizzazione di Manerbio permette di aggirare le autorizzazioni»
Rifiuti ospedalieri, il Comitato apre un nuovo fronte con Asm

Nuovi rifiuti oppongono Cittadini per il riciclaggio e Comitato ambiente città di Brescia ad Asm. Questa volta oggetto del contendere sono gli scarti degli ospedali. Le due associazioni accusano la Multiutility di voler portare al termoutilizzatore cittadino i rifiuti ospedalieri di tutta Italia, aggirando la delibera regionale che impone di bruciare solo i rifiuti dei nosocomi di città e provincia.
La via per aggirare l’ostacolo - secondo le due associazioni - starebbe nella realizzazione (ad opera di privati) di un megaimpianto di inertizzazione degli scarti degli ospedali a Manerbio. L’impianto sarebbe in grado di trasformarli da pericolosi a non pericolosi e potrebbe servire una gran quantità di rifiuti provenienti da ogni dove.
Una volta trattati nella Bassa diventerebbero bresciani, e il gioco sarebbe fatto. I rifiuti diventerebbero inerti, dunque perfettamente adatti all’inceneritore; ce ne sarebbero in gran quantità e l’Asm «realizzerebbe un altro grande business», sottolinea Marino Ruzzenenti, dei Cittadini per il riciclaggio.
«La vicenda sta suscitando comprensibili allarmi nei comuni limitrofi a Manerbio - precisa Ruzzenenti - mentre più disponibile sarebbe proprio il sindaco di questo centro, per il quale l’impianto di inertizzazione offrirebbe lavoro ad alto contenuto tecnologico ai giovani manerbiesi, e non causerebbe alcun rischio ambientale alla comunità».
L’operazione vedrebbe un particolare interesse di Asm, e «per questo - dice Ruzzenenti - non può non interessare e allarmare anche Brescia, che ospita l’inceneritore destinato a ricevere questi rifiuti». Inceneritore - aggiunge - che doveva trattare solo Rsu provinciali e «a cui sono state aggiunte poi le cosiddette biomasse, in realtà rifiuti speciali di ogni tipo di provenienza».
L’esponente dei Cittadini ricorda pure che «Asm aveva già chiesto nell’aprile 2003 di bruciare rifiuti ospedalieri di ogni parte d’Italia, essendo il loro smaltimento un grande onere per gli ospedali, disposti quindi a pagare profumatamente». Allora la Provincia «aveva espresso parere negativo», ma la Regione «ha parzialmente accolto l’istanza di Asm con due limitazioni: che si trattasse di rifiuti speciali non pericolosi e che provenissero esclusivamente dal bacino provinciale».
Per maggiore precisione, Ruzzenenti indica che nella delibera della Giunta regionale erano inclusi «oggetti da taglio, parti anatomiche e sacche per il plasma e le riserve di sangue, tranne quelli che potrebbero trasmettere infezioni», oltre a «rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni per evitare infezioni, tipo bande, ingessature, lenzuola, indumenti monouso, assorbenti igienici, eccetera», con la clausola ulteriore che «il ritiro dei rifiuti sanitari assimilati agli urbani è limitato a quelli di sola produzione nella provincia di Brescia».
Con queste limitazioni - argomenta Ruzzenenti - era difficile per Asm operare con profitto, anche per la difficoltà oggettiva di distinguerne la pericolosità. Da qui «l’escamotage dell’impianto di Manerbio, collocato sull’asse autostradale dell’inceneritore, che rende tutti i rifiuti ospedalieri non pericolosi, e soprattutto li trasforma tutti in bresciani, anche quelli importati, aprendo finalmente la strada al grande business e compensando così le incertezze derivanti dalla sperimentazione del fluff».
Ci sarebbe solo da chiedere alla Loggia se i rifiuti ospedalieri «ancorché inertizzati siano da ritenersi biomasse - conclude - e se sia possibile che Brescia diventi la pattumiera di ogni tipo di rifiuto solo per permettere ad Asm e ai soliti grandi azionisti privati di fare affari». E si apre un’altra contesa. mi.va.

 


Postato da: manerbio a 10:58 | link | commenti
discariche, brescia, amministrazione, ospedale, societĂ , sanitĂ , regione, provincia

martedì, 31 maggio 2005
Cave:Promossi sei ambiti, ne restano in sospeso sedici

Giornale di Brescia - Giovedì 7 ottobre 2004

Promossi sei ambiti, ne restano in sospeso sedici
Ieri in commissione regionale l'ennesima riunione sul piano cave bresciano

MILANO - Avanti piano e appuntamento a mercoledì prossimo. In Regione si procede verso la risoluzione dello spinoso Piano cave che riguarda tutto il territorio bresciano. Si procede, ma non si conclude. Chi auspicava che i lavori della Sesta Commissione - in calendario ieri, come ogni mercoledì, nel capoluogo lombardo - potessero arrivare in dirittura d’arrivo, è rimasto deluso. Prima che i membri della Commissione trovino l’accordo per licenziare il piano, che dovrà in seguito passare alla discussione del Consiglio regionale (dal quale dovrà essere nuovamente analizzato, in virtù soprattutto dei numerosi emendamenti presentati) passerà ancora un po’ di tempo. Quanto non si sa, né è facile prevedere. Guardando il bicchiere mezzo pieno, si può tuttavia dire che un passo avanti è stato effettuato, poiché i consiglieri hanno approvato sei dei ventidue ambiti di escavazione che erano rimasti in sospeso dopo la seduta di due settimane orsono (mercoledì scorso l’assise è saltata per l’assenza del relatore, il consigliere forzista Luciano Valaguzza). Ne restano pertanto sedici attorno ai quali cercare un accordo che non si profila facile, nonostante le conclamate «buone intenzioni» dei membri della Commissione e nonostante sugli stessi aumenti di giorno in giorno la pressione sia da parte degli industriali - che temono ripercussioni sull’attività di non poche aziende del settore - sia da parte degli abitanti delle zone vicine alle cave, preoccupati per la sorte dell’ambiente. Ricordato che sono 56 le cave comprese nel piano licenziato dalla Provincia e ora al vaglio della Regione, ecco l’elenco degli ambiti approvati nella seduta di ieri pomeriggio: Cazzago-Travagliato (ambito 14), Travagliato (16), Roncadelle-Castegnato (17), Brescia 20 e Brescia 23, Rezzato-Brescia (25). Fumata nera invece per i rimanenti sedici ambiti: quelli di Calcinato (26), di Calvagese della Riviera (30), di Corzano (33), di Poncarale (34), di Montirone (36), di Ghedi 39, Ghedi 40 e Ghedi 41, di Montichiari 43 e Montichiari 44, di Manerbio (48), di Leno 50 e Leno 51, di Gottolengo (53), di Mazzano-Castenedolo (55) e di Lonato (56), per i quali la difficoltà maggiore a trovare un’intesa si è riscontrata nelle variazioni sulle quantità da scavare. Tutto rimandato a mercoledì prossimo, 13 ottobre, dunque: si ripartirà da meno sedici e chissà che non si riesca a dimezzare (o quantomeno a diminuire in maniera significativa) il numero... degli spigoli.
 


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regione, cave

lunedì, 30 maggio 2005
Piano cave nelle... sabbie mobili

Giornale di Brescia - Mercoledì 29 settembre 2004

Rinviata di una settimana per un impegno del relatore la riunione della Commissione ambiente
Piano cave nelle... sabbie mobili
Restano 22 gli ambiti sui quali va trovato l’accordo tra Provincia e Regione

MILANO Un parto difficile, complicato. La discussione sul Piano cave bresciano, da tempo all’esame della VI Commissione della Regione, subisce un nuovo rinvio. La riunione dei consiglieri, convocata in un primo tempo per oggi, è stata rimandata alla settimana prossima per un impegno personale del relatore Luciano Valaguzza (Forza Italia). «Un atto dovuto - spiega Margherita Peroni, consigliere regionale, presidente della V Commissione, Territorio, ma presente con regolarità ai lavori della VI - essendo un tema troppo importante per essere discusso in assenza del relatore». Detto del rinvio di una settimana, resta da capire quanto tempo debba passare ancora perché si giunga a un accordo politico e si possa licenziare il piano che, come si legge nell’articolo a fianco, sta particolarmente a cuore agli industriali, i quali paventano addirittura problemi di sussistenza per alcune aziende del settore se la situazione non dovesse sbloccarsi in tempi congrui. «In Regione si è consapevoli della delicatezza della questione - aggiunge Margherita Peroni - tant’è che la Commissione ha trovato accordi su tutti gli ambiti per i quali era possibile trovarli. Sono rimaste le questioni più spinose, quelle per le quali la distanza tra le forze politiche è più rilevante. E i ritardi si spiegano anche con la volontà di capire meglio il merito delle questioni». L’esponente della maggioranza del Pirellone si dice fiduciosa sul fatto che sin dalla prossima riunione si possa giungere a qualcosa di positivo, anche se non si sbilancia sui tempi. La situazione rimane dunque invariata rispetto alla settimana scorsa, quando i consiglieri trovarono un accordo per 34 dei 56 ambiti estrattivi (quelli per cui la Regione non aveva modificato, rispetto all’ipotesi avanzata dalla Provincia, quantità di prelievo ed ubicazione delle aree) dei quali a questo punto si riparlerà solo in aula. Per gli altri 22 rimangono invece discrepanze significative tra quanto proposto dalla Provincia e le correzioni effettuate in sede regionale. Si tratta degli ambiti di Cazzago-Travagliato, Travagliato, Roncadelle-Castegnato, Brescia 20 e Brescia 23, Rezzato-Brescia, Calcinato, Calvagese, Corzano, Poncarale, Montirone, Ghedi 39, Ghedi 40, Ghedi 41, Montichiari 43, Montichiari 44, Manerbio, Leno 50, Leno 51, Gottolengo, Mazzano-Castenedolo, Lonato.
 


Postato da: manerbio a 23:57 | link | commenti
regione, cave

Cave, avanza una parte del Piano

Giornale di Brescia - Giovedì 23 settembre 2004

Cave, avanza una parte del Piano

MILANO - Il Piano cave della Provincia di Brescia, modificato dalla Giunta regionale, è riapprodato ieri pomeriggio nell’ennesima specifica riunione della Commissione ambiente del Pirellone. E stavolta una decisione, almeno parziale, è stata presa. Infatti per 34 dei 56 ambiti estrattivi - quelli per i quali la Regione non ha modificato, rispetto all’ipotesi della Provincia, quantità di prelievo ed ubicazione delle aree - la documentazione è stata stralciata e non sarà più discussa fino all’aula. In successive riunioni della Commissione si parlerà invece ancora e si chiederanno altri lumi ai funzionari regionali per i rimanenti 22 ambiti, dove emergono discrepanze sisgnificative tra quanto definito a Brescia e le correzioni milanesi. Si tratta degli ambiti di Cazzago-Travagliato, di Travagliato, di Roncadelle-Castegnato, di Brescia 20 e Brescia 23, di Rezzato-Brescia, di Calcinato, di Calvagese della Riviera, di Corzano, di Poncarale, di Montirone, di Ghedi 39, Ghedi 40 e Ghedi 41, di Montichiari 43 e Montichiari 44, di Manerbio, di Leno 50 e Leno 51, di Gottolengo, di Mazzano-Castenedolo e di Lonato. La Commissione ha anche ricevuto la missiva dell’intero Consiglio comunale di Rezzato, contraria alle modifiche introdotte dalla Regione rispetto a quanto previsto dal Piano cave della Provincia di Brescia.
 


Postato da: manerbio a 23:47 | link | commenti
regione, provincia, cave

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