MANERBIO's Blog
Questo è il Blog della città di Manerbio!
* * *
- per lasciare un commento è necessario raggiungere la fine del post,
clikkare su "commenti", registrarsi e scrivere il proprio messaggio -
Il MANERBIO's BLOG E' A DISPOSIZIONE DI TUTTI, PENSATO PER ESSERE UN LUOGO DI CONFRONTO E SCAMBIO DI IDEE E OPINIONI.
LA PUBBLICAZIONE DEI TESTI E' IMMEDIATA PER CUI NON ESISTONO FILTRI PREVENTIVI.
OGNI PERSONA CHE LASCERA' UN POST SARA',
PERTANTO, L'UNICA RESPONSABILE.
AVVERTENZE per chi volesse intervenire sul blog:
NON
SONO CONSENTITI:
- messaggi inviati privi di indirizzo e-mail
- messaggi anonimi (quindi privi di nome e cognome reali)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi contenenti turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
IL PROPRIETARIO DEL BLOG POTRA'
COMUNQUE E IN QUALSIASI MOMENTO CANCELLARE I MESSAGGI E,
IN OGNI CASO, NON POTRA' ESSERE RITENUTO RESPONSABILE PER EVENTUALI MESSAGGI LESIVI A
TERZI SCRITTI DAGLI UTENTI.
LINKS
PRIVACY
- la responsabilità in fatto di “privacy”
x ciò che concerne il contenuto dei blog (o argomenti)
è da attribuirsi agli autori degli stessi.
- Manerbio's Blog non raccoglie e/o distribuisce informazioni e non gestisce dati coperti da Privacy.
- il “profilo utente” non è pubblico e ha l’unico scopo di conservare un tracciato informatico custodito esclusivamente per essere fornito alle autorità competenti (e riconosciute a livello internazionale) su richiesta.
- ogni singolo profilo e’ completamente anonimo e gestito esclusivamente dal proprio autore.
- ad ogni autore non viene impedito o fatto divieto d’utilizzare più profili.
CONTATORE
visitato *loading* volte
Giornale di Brescia - Domenica 26 giugno 2005 Il Comune ha aperto una sottoscrizione per realizzare la struttura sanitaria dedicata in particolare a mamme e neonati Il nome ed il ricordo di mons. Franceschetti arriveranno in Africa. Il simbolo della memoria sarà un ospedale, lo strumento un progetto che vede coinvolti più soggetti. E Manerbio, che ha avuto mons. Gennaro come parroco dal 1989 al 1997, non ha potuto e non ha voluto non partecipare a questa iniziativa. Il Comune ha aperto una sottoscrizione per la realizzazione di due strutture sanitarie nel Mali, uno dei Paesi più poveri dell’Africa. Manerbio intende aderire così al progetto lanciato dal "Gruppo Mali" di Gavardo, una realtà di cooperazione internazionale presieduta da Gabriele Avanzi, nata proprio per volontà di monsignor Franceschetti e che dal 1988 opera nel Paese africano con una serie di interventi. E in questo si unisce ad altri soggetti: collaborano associazioni di solidarietà, come "Cuore Amico", Scalp; rappresentanze istituzionali, come il Comune di Provaglio d’Iseo, paese d’origine di monsignor Gennaro, che ha già offerto un contributo per la finalità del progetto. Il progetto, il 15° lanciato dal gruppo di volontariato, ha valore pluriennale e prevede la realizzazione di due ospedali, un ospedale di maternità a Mopti, nel Sud-est del Mali e un day hospital con centro dialisi a Bamko, la capitale. Mentre la costruzione di quest’ultimo inizierà il prossimo anno, l’ospedale a Mopti prenderà avvio già in autunno. La spedizione, guidata dallo stesso Avanzi, partirà dall’Italia a fine ottobre, quando inizierà la costruzione del centro sanitario. L’ospedale, la cui realizzazione prevede la spesa di 490mila €, comprenderà una sala parto, una sala operatoria e una di medicazione, un laboratorio, tre ambulatori e una stanza per la degenza. Sarà, secondo le intenzioni del progetto, un sicuro centro di riferimento per mamme e bambini. Assisterà le prime durante il periodo della gravidanza e del parto (si prevede infatti che già nel primo anno di attività della struttura si avranno 600 nascite); assisterà i piccoli attraverso un piano di vaccinazioni. Lo stesso ospedale funzionerà per la formazione del personale, per un’opera di educazione e prevenzione igienico-sanitaria. In merito alle ragioni che hanno spinto l’Amministrazione ad aprire la sottoscrizione per partecipare al progetto interviene il sindaco di Manerbio, Cesare Trebeschi: «Fare del bene a persone, anche lontane e sconosciute, è il modo migliore per ricordare un parroco e un padre che ha seminato molto nella nostra comunità». I versamenti possono essere effettuati sul conto corrente bancario 3920135 aperto alla Bipop-Carire di Manerbio e sul conto corrente postale 10855252, entrambi intestati a Cuore Amico Fraternità Onlus - viale Stazione, 63- 25122 Brescia, specificando nella causale "Offerta per il progetto Mali 10". Manerbio spera di essere un tassello importante in questo progetto. Elena Ungari
Un ospedale nel Mali per ricordare mons. Gennaro Franceschetti
Bresciaoggi - Giovedì 23 Giugno 2005 SEQUESTRO SOFFIANTINI. Lo ha stabilito la perizia depositata ieri in corte d’assise a Roma nel processo a Giovanni Farina
Donatoni ucciso da «fuoco amico»
Colpito con una Beretta calibro 9 d’ordinanza
Nuovi scenari si aprono all’orizzonte dell’omicidio di Samuele Donatoni, l’ispettore dei Nocs ucciso a Riofreddo il 17 ottobre 1997 durante un conflitto a fuoco con i rapitori dell’imprenditore bresciano Giuseppe Soffiantini, prelevato dalla sua casa di Manerbio il 17 giugno del ’97 e liberato il 9 febbraio del ’98 dopo il pagamento «controllato» di un riscatto di 5 miliardi versati in dollari statunitensi.
Un collegio di periti, nominati dalla quarta corte di assise di Roma, la stessa che sta processando per concorso in omicidio Giovanni Farina - l’ultimo dei sequestratori a finire nelle mani della giustizia dopo un anno di latitanza e già condannato a 28 anni e sei mesi di reclusione per il sequestro - hanno accertato che non fu un colpo di kalashnikov sparato dal bandito Mario Moro ad uccidere Donatoni, ma un proiettile esploso ad una distanza di circa mezzo metro da una pistola calibro 9 parabellum, arma in dotazione al gruppo di azione della polizia.
La circostanza, se fatta propria dalla corte di assise e poi confermata nei successivi gradi di giudizio, potrebbe portare ad una revisione del processo per quegli imputati, tra questi il latitante Attilio Cubeddu (ergastolo), Osvaldo Broccoli e Giorgio Sergio (25 anni di carcere) condannati in via definitiva non solo per il sequestro di Soffiantini, ma anche per concorso nell’omicidio di Donatoni.
Mario Moro, l’uomo che, secondo la precedente perizia, avrebbe ucciso l’ispettore dei Nocs, morì in seguito a un’altra sparatoria con la polizia avvenuta successivamente ai fatti di Riofreddo.
Secondo i periti Geraldo Capannesi, Antonio D’ Arienzo e Stefano Moriani, Donatoni, quando fu colpito, si trovava in una posizione raccolta, mentre lo sparatore era alla sua sinistra.
In base alle conclusioni dei periti nominati dal collegio presieduto da Mario Almerighi, il proiettile fu sparato dal basso verso l’alto: il colpo raggiunse Donatoni ad una coscia, uscì e rientrò all’altezza del petto salvo poi riuscire. Le tracce di antimonio riscontrate sui reperti e le prove di fuoco eseguite sulla tuta della vittima hanno fornito agli esperti le prove delle loro certezze.
«La causa della morte - si legge nell’ultima pagina della perizia - deve essere attribuita ad uno shock emorragico acuto conseguente alla lacerazione traumatica dell’aorta, a livello dell’arco, dell’arteria carotidea sinistra e della vena giugulare sinistra».
«La vittima - affermano i periti - fu attinta da un solo proiettile sparato da distanza ravvicinata (la bocca dell’arma era posta a circa 50 centimetri, con dieci centimetri di tolleranza, dal punto di impatto sulla tuta in corrispondenza della coscia sinistra). L’ arma usata fu una pistola calibro 9 millimetri. Quando fu colpita, la vittima era in posizione raccolta, con gli arti inferiori flessi e con il tronco chino in avanti, mentre lo sparatore si trovava alla sua sinistra, lievemente arretrato». Impossibile quindi, secondo la perizia degli esperti, che il colpo venisse dai banditi che si trovavano di fronte ai poliziotti.
Più avanti nella perizia collegiale si possono leggere i quesiti posti dalla Corte ai periti. Di estremo interesse il quinto (quali sono la natura, le caratteristiche delle munizioni relative al o ai colpi che attinsero la vittima) ed in cui si legge la risposta data dai consulenti: «Non essendo stati repertati il bossolo e il proiettile relativi al colpo che attinse la vittima, non si può riferire se la cartuccia fosse del tipo tracciante o di altro tipo» Su questo punto si è concentrato anche il Pm Ionta allorquando ha chiesto a D'Arienzo come era possibile che venisse accolta la perizia effettuata da Carlo Torre in altro procedimento, mentre si era in presenza di queste valutazioni. Su questo aspetto rimangono molti interrogativi.
La perizia era stata disposta per fare luce sulla morte dell’ispettore dei Nocs alla luce delle incongruenze rilevate dalla corte sulle precedenti conclusioni balistiche.
«Un po’ me l’ aspettavo. La prima perizia aveva sollevato qualche dubbio, accettiamo queste conclusioni con serenità - ha commentato da Rovigo, Lauretta Negri, madre di Donatoni parlando con il suo legale Armando Macrillò -. Se ci sono persone che stanno pagando anche per la morte di Samuele è giusto che sia stabilita la verità».
Lo stesso Macrillò ha dichiarato che, alla luce delle conclusioni dei periti, risulta ora impossibile «chiedere la condanna di Farina». «Il lavoro dei periti - ha aggiunto - sembra essere stato svolto con grande scrupolo».
L'Arena di Verona - Giovedì 23 Giugno 2005 Una morte e nuove verità. Una perizia ribalta la ricostruzione Roma. Il colpo che uccise Samuele Donatoni, ispettore dei Nocs, il 17 ottobre 1997 fu esploso da un collega, nella sparatoria con i malviventi che avevano sequestrato l’imprenditore bresciano Giuseppe Soffiantini. L’arma che sparò era alla sinistra dell’ispettore, dunque è molto probabile che fosse in mano a uno degli agenti che partecipava all’azione. Questi nuovi elementi sono venuti alla luce nel corso del processo a Giovanni Farina, già condannato a 28 anni di reclusione per il sequestro Soffiantini e ora sotto processo per stabilire l’eventuale complicità nell’omicidio del poliziotto.
Donatoni freddato da un collega
Sequestro Soffiantini: «fuoco amico» sull’ispettore dei Nocs
A quanto risulta da una nuova perizia resa nota ieri, la pallottola che ferì a morte l’ispettore parti da una pistola calibro 9 parabellum, arma in dotazione al gruppo di azione della polizia.
Il colpo partì da una distanza di circa 50 centimetri, dal basso verso l’alto, colpendo Donatoni a una coscia e uscendo dal petto.
I risultati resi noti ieri portano nuovamente sotto i riflettori una vicenda di otto anni fa. Soffiantini fu rapito nella sua villa di Manerbio, Brescia, il 17 giugno 1997. Quattro mesi dopo, la sera del 17 ottobre, Donatoni tese una trappola ai sequestratori a Riofreddo, vicino a Roma, cercando di farsi passare per un intermediario e recandosi con i suoi uomini all’appuntamento per la consegna del riscatto. Qualcosa andò storto, due malviventi cominciarono a sparare e nel conflitto a fuoco che ne seguì Donatoni rimase ucciso. Soffiantini fu liberato il 10 febbraio 1998, vicino a Prato.
Fino a ieri la tesi più accreditata era che a uccidere l’ispettore fosse stato un colpo partito dal kalashnikov di Mario Moro, uno dei rapitori, morto qualche tempo dopo in un’altra sparatoria con le forze dell’ordine.
Secondo i periti Gerardo Capanesi, Antonio D’Arienzo e Stefano Moriani, nominati dalla quarta corte di assise di Roma, il colpo mortale, partito da un’arma della polizia, lacerò l’aorta di Donatoni, che morì per choc emorragico.
Nessun commento dal pubblico ministero Franco Ionta, che sentirà i tre esperti nella prossima udienza, fissata il 29 settempbre. La sentenza è attesa il 19 ottobre. Solo allora si capirà il ruolo effettivo di Farina nell’uccisione di Donatoni, anche se le ultime perizie lasciano poco spazio ai dubbi.
La perizia era stata disposta per fare luce sulla morte dell’ispettore dei Nocs alla luce delle incongruenze rilevate dalla corte sulle precedenti conclusioni balistiche.
«Un po’ me l’aspettavo. La prima perizia aveva sollevato qualche dubbio, accettiamo queste conclusioni con serenità», ha commentato da Rovigo, Lauretta Negri, madre di Donatoni, parlando con il suo legale Armando Macrillò, «Se ci sono persone che stanno pagando anche per la morte di Samuele è giusto che sia stabilita la verità». Lo stesso Macrillò ha dichiarato che, alla luce delle conclusioni dei periti, risulta ora impossibile «chiedere la condanna di Farina. Il lavoro dei periti», ha aggiunto, «sembra essere stato svolto con grande scrupolo».
ADN kronos - Mercoledi 22 Giugno 2005 Caso Soffiantini, agente Nocs Donatoni ucciso da fuoco amico La perizia ha stabilito che l'ispettore fu colpito da un proiettile in dotazione alla polizia, e non dal kalashnikov dei banditi, nel corso del blitz per la liberazione dell'imprenditore
Il 17 ottobre del '97 a Riofreddo, nei pressi di Roma
Roma, 22 giu. (Adnkronos/Ign) - Fu vittima del 'fuoco amico' Samuele Donatoni, l'ispettore dei Nocs ucciso nel '97 durante uno scontro a fuoco per la liberazione di Giuseppe Soffiantini. E non del kalashnikov impugnato da uno dei banditi. E' quanto ha stabilito una perizia disposta dalla corte d'Assise di Roma nel processo contro Giovanni Farina, ritenuto uno dei sequestratori dell'industriale.
Il blitz scattò il 17 ottobre del '97 a Riofreddo, nei pressi di Roma. Ma il tentativo di liberare l'imprenditore bresciano, rapito il 17 giugno nella sua villa a Manerbio, fallì. A terra rimase l'agente Donatoni, raggiunto da un colpo calibro 9, secondo quanto stabilito dalla perizia, sparato dalla distanza di 50 centimetri a sinistra. Era in posizione prona. Un colpo mortale che gli ha reciso l'aorta provocando un gravissimo shock emorragico, partito da una pistola in dotazione ai reparti speciali della polizia.
Ad attribuire al 'fuoco amico' la responsabilita' della morte dell'ispettore Donatoni sono state le perizie eseguite dal perito balistico Antonio D'Arienzo, dall'ingegnere dell'Enea Gerardo Cappannesi e dal medico legale Stefano Moriani, che oggi davanti alla IV Corte d'assise presieduta da Mario Almerighi hanno reso note le conclusione della loro indagine durante il processo che vede imputato per l'omicidio di Donatoni Giovanni Farina, che gia' sta scontando 28 di reclusione per il rapimento di Soffiantini.
Reuters Italia - Mercoledi 22 Giugno 2005 Caso Soffiantini, Donatoni fu ucciso da colleghi polizia-perizia ROMA A colpire l'ispettore dei Nocs Samuele Donatoni, ucciso in un conflitto a fuoco coi rapitori dell'imprenditore Giuseppe Soffiantini il 17 ottobre del 1997, fu un proiettile sparato dai colleghi e non da uno dei membri della banda, Giovanni Farina.
Lo stabilisce una perizia depositata oggi nel processo in corso a Roma, che vede Farina imputato per l'omicidio.
Secondo la perizia Donatoni sarebbe stato dunque ucciso per sbaglio da un collega durante lo scontro a fuoco che ebbe luogo a Riofreddo.
L'ispettore fu ucciso da un proiettile calibro 9 Parabellum in dotazione ai Nocs, proveniente dalla sinistra di Donatoni, dicono i tre periti che hanno firmato la perizia.
Farina è stato condannato a 28 anni e sei mesi di reclusione per il rapimento dell'imprenditore di Manerbio, sequestrato il 17 giugno del 1997 e poi liberato nel febbraio dell'anno seguente.
La Repubblica - Mercoledi 22 Giugno 2005 L'ispettore dei Nocs fu ucciso durante un blitz fallito per liberare l'imprenditore bresciano vicino a Roma ROMA - Ci sono voluti otto anni per fare luce sulla morte dell'ispettore dei Nocs Samuele Donatoni, raggiunto da un colpo di pistola durante un conflitto a fuoco con i rapitori dell'imprenditore bresciano Giuseppe Soffiantini. I risultati della perizia scagionano i banditi: Donatoni è stato colpito dal fuoco amico. Samuele Donatoni fu ucciso il 17 ottobre 1997 a Riofreddo, in provincia di Roma, da un colpo di pistola calibro 9 parabellum, in dotazione alle forze di polizia, da una distanza di circa 50 centimetri. I Nocs erano impegnati in un'operazione per liberare Giuseppe Soffiantini, rapito il 17 giugno dello stesso anno nella sua villa di Manerbio e liberato solo successivamente, il 10 febbraio 1998, vicino a Prato. I Nocs avevano attirato in una trappola i sequestratori con l'esca del pagamento del riscatto, Donatoni si era sostituito agli intermediari ed era colui che praticamente avrebbe consegnato il denaro ai banditi, portandoli allo scoperto.
Sequestro Soffiantini, nuova perizia. Donatoni ucciso da fuoco amico
La nuova versione nell'ambito del processo a uno dei rapitori
In un primo tempo si pensò che fossero stati i rapitori a sparare, ma adesso la perizia dei tre esperti nominati dalla 4/a corte di assise di Roma, ha accertato che le cose andarono diversamente. La perizia si inserisce nell'ambito del processo a Giovanni Farina, già condannato a 28 anni e sei mesi di carcere per il sequestro, ed ora a giudizio per concorso nell'omicidio dell'ispettore.
Secondo i periti Gerardo Capanesi, Antonio D'Arienzo e Stefano Moriani, l'ispettore dei Nocs morì per uno choc emorragico conseguente a lacerazione della aorta e fu colpito da un solo proiettile. Secondo gli esperti nominati dal collegio presieduto da Mario Almerighi, la vittima, quando fu colpita, si trovava in una posizione raccolta, mentre lo sparatore era alla sua sinistra. In base alle conclusioni dei periti il proiettile fu sparato dal basso verso l'alto: il colpo raggiunse Donatoni alla coscia e uscì dal petto.
Le conclusioni degli esperti smentiscono la precedente versione balistica secondo la quale l'ispettore dei Nocs sarebbe stato ucciso da un colpo di kalashnikov sparato da Mario Moro, uno dei rapitori di Soffiantini ucciso successivamente in un altro conflitto a fuoco, avvenuto a conclusione di un rocambolesco inseguimento da parte della polizia.
Nessun commento da parte dei pubblico ministero Franco Ionta, il quale si è riservato di leggere la perizia e di rivolgere domande ai tre esperti nel corso della prossima udienza fissata per il 29 settembre prossimo.
Questo Blog vuole essere un "Diario elettronico" ad uso di tutta la cittadinanza manerbiese. Qualsiasi utente iscritto, cittadino o no, può lasciare un commento o un suggerimento....
BUONA NAVIGAZIONE!!
ULTIMI COMMENTI
vicus in COMMEMORAZIONE DI GI...
CATEGORIE
alberi
alleanza nazionale
amministrazione
anniversario
antrace
anziani
archeologia industriale
arresti
arte
associazione commercianti
asta
auguri
autostrade
azienda sanitaria locale
aziende manerbiesi
banda s cecilia
bassa bresciana
bilancio
brescia
bruciarifiuti
cai
cantieri
carabinieri
casa di riposo
cave
centrale termoelettrica
chiesa
cinema
circolo ippico al cle
concorso
contraffazione
corano
costituzione
cronaca
cultura
dialetto bresciano
diritti umani
discariche
disinfestazione
disoccupazione
donne
europa
ex statale 668 lenese
extracomunitari
fabbriche
farmacia comunale
ferrovie
finanza
finanziamenti
firme
fisco
fiume mella
foibe
formazione telematica
forza italia
furti
gioco d azzardo
giovani
guardia di finanza
guerra
hobbistica
immigrazione
inceneritore
islam
islo
istruzione
lavori
lega nord
legambiente
libertĂ
maltempo
manerbio centro
manifestazioni
marzotto
mezzi comunicazione
mostre
multe
museo archeologico
museo civico
musica
omosessuali
ospedale
ozono
pace
parcheggi
parchi
patrimonio
piazza bianchi
politica
polizia locale
protezione civile
provincia
reddito
referendum
regione
religione
rotary
rotatoria
rurale
sanitĂ
sequestri
sicurezza
soccorso
societĂ
solidarietĂ
sostanze stupefacenti
spettacoli
sport
storia
studenti
superenalotto
tecnologia
tennis internazionale
terra
terrorismo
torneo savoldi co
turismo
umanitĂ
urbanistica
via dante
viabilitĂ
vicus minervium
vigili del fuoco
virtus manerbio
volontariato
zanzara tigre
FOTO RECENTI