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Giornale di Brescia - Giovedì 4 Agosto 2005 Iniziati a giugno, i lavori di sistemazione dell’impianto della Media termineranno in tempo per la ripresa delle lezioni Rientrati dalle vacanze, all’inizio del nuovo anno scolastico gli alunni della scuola media comunale manerbiese «Angelo Zammarchi» troveranno una bella sorpresa: una palestra praticamente rifatta ed una piccola nuova pista di atletica. Sono infatti in corso di realizzazione gli interventi di recupero del plesso sportivo. Costruito negli anni Settanta necessitava di alcune opere per la messa in sicurezza degli impianti, per l’adeguamento alle normative igieniche e per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre agli studenti delle scuole medie durante le ore di attività curriculare, degli impianti usufruiscono anche le due società sportive locali di basket e di pallavolo, sia maschile che femminile. I lavori, iniziati al termine delle lezioni di giugno, termineranno entro l’inizio del nuovo anno scolastico, il prossimo 12 settembre. Le operazioni interessano sia l’interno che l’esterno del fabbricato. L’interno vedrà un completo remake: innanzi tutto verranno rifatti gli spogliatoi, le docce e i vani adibiti a magazzino e ripostiglio; verranno anche sistemate le tribune per il pubblico, mentre la palestra verrà tinteggiata a nuovo. Inoltre, verranno messi a posto l’impianto di insonorizzazione e le principali attrezzature ginnico-sportive. All’esterno, invece, verranno sistemati l’intonaco e i canali di gronda; anche la zona di parcheggio riservato alle automobili troverà una nuova conformazione. Inoltre, nello spazio verde attiguo alla seconda palestra, utilizzata anch’essa sia dagli alunni sia dalle società sportive, verrà creata una piccola pista di atletica a forma di anello che servirà per i ragazzi della scuola. L’importo complessivo dell’intervento è di 395mila euro, in parte finanziato con un mutuo contratto presso la Cassa depositi e prestiti e in parte con un contributo ricevuto dalla Regione Lombardia. Umberto Scotuzzi
Manerbio rinnova la palestra
Sarà costruita anche una nuova pista di atletica. Investimento da 395mila euro
Giornale di Brescia - Lunedì 1 agosto 2005 TENNIS Il camuno vince a Foligno il suo primo internazionale. Mentre in Valtrompia si affrontano ragazze da tutta Europa GARDONE VT Conclusi gli incontri di qualificazione, entra da oggi nel vivo il torneo internazionale femminile di tennis «Città di Gardone», che mette in palio, oltre al nutrito monte premi, punti validi per la classifica mondiale. Nessuna giocatrice bresciana figura tra le promosse, nemmeno Michela Sala che dopo aver sorprendentemente eliminato 6-2 2-6 6- 3 al primo turno l’olandese Talitha De Groot, ieri ha dovuto lasciare via libera a Lisa Sabino, la vincitrice del torneo di B ovegno del 2004. Tentativo fallito anche per Sara Bonomi che dopo aver vinto 7-6 6-3 contro la tedesca Vanessa Pinto ha ieri dovuto soccombere a Stefania Pesce. Oltre alla Sabino e alla Pesce sono state ammesse al tabellone principale la lussemburghese numero 254 al mondo Mandy Minella, la croata Timma Ticic, la veronese Giulia Meruzzi, la russa vittoriosa due mesi fa in Castello Irina Smirnova, l’austriaca Anna Bartenstein e la spagnola Claudia Jorda Fernandez. Tra la lussemburghese Minella e la ceca Zahlavova, teste di serie numero uno e due, sono inserite grazie ad una wild card anche tre bresciane: Alessandra Ferrazzi, Elisa Belleri e Claudia Pontoglio che al primo turno incontreranno rispettivamente l’argentina Maria Belen Corbalan, l’italiana Alessandra Di Batte e la svedese Geraldine Roma. (gfp) FOLIGNO Primo successo in un torneo internazionale per Alberto Brizzi; il tennista camuno ha infatti vinto il torneo «Future » di Foligno, battendo in finale lo svizzero Frederic Nussbaum. Una vittoria di prestigio che ha permesso al bresciano di guadagnare oltre cinquanta posizioni della classifica mondiale. Il bresciano grazie a questa vittoria sui campi perugini, e dopo l’ottimo torneo disputato a Palazzolo, è quindi balzato al numero 350 della classifica Atp. Una bella soddisfazione per il giocatore del Team Vavassori che quest’anno nel mese di giugno aveva già sfiorato il successo sui campi di Valdengo nel biellese. In quella occasione era stato lo svizzero Michael Lammer a togliergli la gioia del suo primo titolo, questa volta un’altro svizzero, l’attuale numero 13 del tennis elvetico, è costretto a subire un secco 6-1 6-2. Durante il torneo il tennista bresciano ha inanellato una serie di ottime prove raggiungendo la finale dopo aver superato nell’ordine il tedesco Malte Masuth (6-4 6-2), lo svizzero Fabian Roetschi (6-4 6-1), l’italiano Matteo Colla (3-6 6-4 6-3) e l’argentino Diego Junqueira, eliminato dopo un vivace 7-5 6-3. Quest’ultima sfida è stata il capolavoro del tennista bresciano. L’argentino già vincitore a Palazzolo, è infatti un antagonista di primordine, un combattente. Brizzi è stato capace di imbrigliarlo e dopo avergli strappato il primo combattutissimo set con il punteggio di 7-5, ha continuato a premere e nella seconda partita non c’è stata storia e l’argentino ha subito 6-3. Un successo quindi importante per Alberto Brizzi, una vittoria ampiamente meritata per il giocatore di casa nostra prossimamente impegnato ai tornei dell’Aquila e di San Marino il cui prossimo desiderio è quello di ottenere una wild card per essere inserito nel Savoldi Cò in programma dal 20 agosto a Manerbio. (gfp)
Brizzi senza frontiere
Torneo di Gardone: fuori le bresciane
La Gazzetta dello Sport - Martedì, 26 Luglio 2005 Lo sprinter vince la terza e ultima frazione su Chicchi e Zanotti, al vicentino la vittoria finale della breve corsa a tappe bresciana. Bene Rebellin e Cunego
MANERBIO (Brescia), 24 luglio 2005 - Emanuele Sella ha vinto il Brixia Tour. Per la Panaria è il 20° successo stagionale. La terza e ultima tappa, corsa a una media altissima (oltre 46 km/h), si è conclusa con lo sprint vincente di Danilo Napolitano, al 3° successo stagionale. Il 24enne ragusano, già 3° ieri nella prima semitappa, nella volata di gruppo ha battuto Francesco Chicchi e Marco Zanotti.
La tappa di oggi, a parte il caldo, non presentava nessun genere di difficoltà altimetrica. Sella quindi non ha avuto il minimo problema a difendere la maglia conquistata ieri con una prestazione spettacolare nella cronoscalata della Val Palot. Lì, sui 12 km di arrampicata con un dislivello di 868 metri, il vicentino ha dato spettacolo. La sua Vam (velocità acensionale media, cioè i metri di dislivello all’ora) è stata di 1777. Eccellente. Ma Sella aveva dato spettacolo anche nella prima tappa, quella dopo s’è piazzato secondo alle spalle di Rebellin. Sulla salita di Serniga è stato lui a promuovere l’azione vincente e Rebellin non riusciva nemmeno a dargli i cambi.
Cunego era al rientro dopo il Giro d’Italia e la mononucleosi. Ha detto di essere molto soddisfatto della sua corsa e delle sensazioni avvertite anche se deve ancora crescere molto. Logicamente, gli manca ancora tenuta in salita, ma l’accelerazione è già molto buona. Insomma, Damiano è guarito. Infine un cenno sull’organizzazione: scadente. Il primo giorno il raduno di partenza è stato spostato senza avvertire nessuno. Ieri, nella cronoscalata, molti corridori sono stati mandati allo sbaraglio senza auto al seguito. Oggi, nel circuito finale, agli 800 metri c’era una lunga fila di pali in ghisa in mezzo alla strada. Sono stati tolti negli ultimi due giri. Se qualcuno fosse caduto prima, sarebbe stato un dramma.
Il Gazzettino online - Martedì, 26 Luglio 2005 Emanuele Sella sempre più in auge. Il giovane scalatore vicentino di Borgo Casale, in forza alla Ceramica Panaria Navigare dopo essersi imposto sabato nella cronoscalata a Valpalot, ieri è riuscito nell'intento di contenere le sfuriate dei concorrenti diretti: l'altro vicentino di Lonigo, Davide Rebellin, portacolori della teutonica Gerolsteiner, e il veronese Damiano Cunego della Lamprecaffita. Sella ha quindi intascato con pieno merito il 5. Brixia Tour. Il successo della "pulce dei Berici" è scaturito dalla caparbietà, dall'impegno e dalla voglia di emergere, tanto più che per agguantare la vittoria deve lottare con atleti dal più alto tasso tecnico. In talune occasioni, il "moschettiere" alla corte di fratelli Reverberi riesce a imporre la propria cadenza mettendo in riga tutti. Il suo talento comunque Sella l'aveva già dimostrato l'anno scorso al Giro d'Italia: leggendario il successo a Cesena con oltre quaranta chilometri di fuga solitaria e dimostrando poi più avanti nel tempo, al Trofeo Mengoni nelle Marche, il suo valore. Quest'anno l'atleta targato Panaria più volte si è dimostrato all'altezza della situazione riuscendo anche a duellare alla grande senza timori reverenziali con gli atleti che vanno per la maggiore: Simoni, Basso, Savoldelli e il solito Cunego. Aveva però un cruccio: di non aver mai alzato le braccia al cielo. Finalmente il momento della gloria è arrivato in terra bresciana oltre a una frazione, anche il trionfo finale. Come da previsione, la tappa conclusiva (173,4 chilometri da Brescia Buffalora a Manerbio) si è decisa in volata. L'ha spuntata Danilo Napolitano (24enne portacolori del Team LPR) davanti a Francesco Chicchi ed a Marco Zanotti. Per il velocista ragusano è la terza vittoria. Non ha avuto buon esito il tentativo operato da cinque corridori (Kuchynski, Aggiano, De Sarraga, Quadranti e D'Aniello) rimasti in fuga per ben 129 chilometri e ripresi quando all'arrivo ne mancavano solo dieci. L'altro vicentino in gara, Davide Rebellin, al rientro, pur avendo subito un caduta che lo ha costretto a cedere la maglia, è riuscito a dimostrare il suo interesse verso i probabili mondiali spagnoli. Con quali colori? Quello azzurro Italia o quello biancoazzurro Argentina? Ai responsabili delle due federazioni l'ardua sentenza. Vittorino Cenzon
«Ho faticato ma è andata e adesso sono felicissimo - ha detto dopo il traguardo il vincitore ventiquattrenne al suo quarto successo da professionista - il Brixia Tour conferma che il mio periodo no è solo un ricordo. Mi sento bene, la condizione è arrivata e ho nelle gambe ancora tanta voglia di vincere. A partire da Camaiore tutte le sfide sono buone».
L'Arena di Verona - Martedì 26 Luglio 2005 Il sorriso di Cunego «Mi sento guarito» E racconta il suo Brixia Tour: «Il primo giorno doveva servire per fare un po’ di rodaggio. Da troppo tempo, infatti, non correvo, ma nel finale avevo la forza per scattare con Astarloa. Poi sono rientrati Rebellin e Sella. In salita, sono stato con Astarloa per un chilometro e mezzo, poi ho preferito salire col mio passo per non rovinare la gamba. La fiondata, insomma, c’è, ma manca ancora la tenuta».
«Ho ritrovato lo scatto, mi manca solo la tenuta» Dieci giorni di allenamento, poi un tour de force
Il «Brixia» è stata una bella iniezione di fiducia
«Sono guarito». Damiano Cunego lo dice con un grande sorriso. «Sì, penso proprio di sì: sono guarito, anche se non so l’esito delle ultime analisi. Ma quando i valori cominciano a calare vuol dire che si è sulla buona strada». E cominciano a crescere quelli del corridore. Il test del Brixia Tour è positivo. Dopo cinquantatrè giorni di assenza forzata dalle corse, «le prestazioni di Damiano dicono che non è al cinquanta per cento, ma più avanti, al 60-70 per cento», parola di Fabrizio Bontempi, il direttore sportivo Lampre-Caffita che l’ha seguito in questi tre giorni bresciani, che avevano nella vallonata prima tappa e nella cronoscalata della seconda giornata i percorsi più interessanti per verificare le condizioni del campione di Cerro. «Tutto - conferma Bontempi - è andato come prevedevamo. Abbiamo fatto alcuni test, registrato alcuni dati nella cronoscalata. Si è capito che, chiaramente, Damiano deve migliorare, ma anche lui è confortato dal fatto di essere ben oltre il 50 per cento e di poter ripartire, pertanto, da una buona base. Il Brixia Tour doveva servire, soprattutto, per vedere a che punto era la sua condizione e verificare se, a metà agosto, potrà essere pronto per l’appuntamento più importante, quello di San Sebastian».
Damiano, al suo rientro, trova subito il conforto dei suoi tifosi. Diversi Fans club erano presenti a Darfo Boario e sulla salita di Val Palot, altri erano presenti all’arrivo finale a Manerbio. Firma autografi e posa per foto con ragazzini e tifosi di ogni età.
Dopo la prima semitappa del secondo giorno, ecco la cronoscalata «da affrontare come un allenamento», aveva detto Damiano prima del via, ma «anche come test», tanto da pedalare con il misuratore di potenza. «Ho cercato - dice - di dare tutto, distribuendo bene le forze e devo dire che il responso è stato positivo. Mi manca ancora, però, la forza per tirare quel dentino in più».
Il Brixia Tour, comunque, conferma la capacità di Cunego di lavorare bene da solo in allenamento. «Avevo un programma - dice - e l’ho rispettato. Ed ora esco da queste prime corse con un po’ di fiducia in più sulla possibilità di tornare quello che ero. Per arrivare al top, ci vorranno, però, un bel po’ di gare». Per questo il suo programma si annuncia particolarmente intenso. Ora, Damiano ha davanti dieci giorni per proseguire gli allenamenti sulle strade veronesi e poi affronterà nove corse nei successivi ventuno giorni di agosto: Camaiore (4 agosto), Giro del Lazio (6), Due giorni Marchigiana (8-9), San Sebastian (prova Pro Tour il 13), Tre Valli Varesine (16), Coppa Agostoni (17), Giro del Veneto (20), Gp Rubinetterie (24). E dopo una settimana, riprenderà con il Trofeo Melinda (1 settembre) e Coppa Placci (3 settembre). «E’ chiaro - dice - che le prime gare saranno interpretate ancora come allenamento. Poi non mancheranno quelle adatte alle mie caratteristiche. A San Sebastian, ad esempio, mi piacerebbe essere pronto e fare bene».
Comincia, intanto, una nuova era per il ciclismo: il "dopo Armstrong". Cunego sperava tanto di affrontare l’americano al Tour. Non è stato possibile. L’ha seguito in televisione e riscontra che «Lance ha vinto come tutti si aspettavano». «Non l’ho visto - dice - più forte di altre volte. Ha badato solo a controllare la corsa, anche perchè gli avversari cominciavano ad essere di ottimo livello».
Tra questi, il più osservato da Damiano era, naturalmente, Ivan Basso. «Ha dimostrato che si può essere protagonisti, nella medesima stagione, al Giro e al Tour. Per quanto mi riguarda, però, vedremo: lui, intanto, ha 28 anni, quattro più di me e questo significa molto per un atleta, almeno come esperienza. Mi aspettavo, comunque, che Ivan salisse sul podio. In questo momento, però, non voglio pensare al futuro. Penso, sì, che ormai vi sia via libera per una nuova generazione di corridori, ma non voglio guardare oltre i prossimi impegni. Dalla vicenda negativa che mi ha colpito ho imparato a tirare fuori il lato positivo. Mi ha fatto crescere come carattere e mi ha insegnato che di fronte alle difficoltà non bisogna abbattersi, ma lavorare per superarle». Renzo Puliero
Giornale di Brescia - Martedì 26 luglio 2005 Ciclismo Tre giorni di spettacolo offerti dalla corsa a tappe bresciana per professionisti L’edizione numero cinque del Brixia Tour-Gran premio San Michele Prefabbricati, che ha preso avvio venerdì da Concesio, conclusosi dopo tre intense tappe a Manerbio, sarà ricordata per il prestigioso successo ottenuto dal giovane Emanuele Sella vincitore della competizione davanti ad un campione del calibro di Davide Rebellin ed allo spagnolo Arreitunandia. Ma vittoria è stata anche per Giuseppe Bresciani, presidente dell’organizzazione, ideatore e anima della manifestazione internazionale per professionisti disputata tutta in terra bresciana. Il Brixia Tour è riuscito a trasmettere emozioni ed entusiasmo ancora più intensi delle quattro edizioni precedenti in virtù del serrato confronto fra Sella, Rebellin, Astarloa, Cunego, nella cronoscalata di Val Palot. La prova contro il tempo in salita ha richiamato ai bordi della strada il pubblico delle grandi occasioni. Sono stati proprio i corridori, con il loro impegno, con le loro motivazioni a dare qualità alla corsa, proiettandola con merito fra gli appuntamenti importanti del calendario internazionale. La presenza a Brescia del presidente della Fci Renato Di Rocco, del commissario tecnico della nazionale di ciclismo Franco Ballerini, del consigliere nazionale Fci Gianni Pozzani in veste di ispettore di percorso, hanno costituito un importante avallo alla manifestazione e gratificato il lavoro di tutto lo staff del Team Brixia. Dal punto di vista tecnico la corsa ha offerto spunti quantomai interessanti. Innanzi tutto la conferma che il ventiquattrenne Sella è uno scalatore capace di reggere il peso di una cronometro pur avendo come diretto avversario un atleta esperto come Rebellin. Discorso a parte per Damiano Cunego. Fabrizio Bontempi, che lo ha diretto dall’ammiraglia della Lampre-Caffita, ha avuto parole di elogio per il ragazzo di Cerro Veronese. Pur essendo al rientro alle corse dopo oltre un mese di inattività ha onorato come meglio non poteva la presenza al Brixia Tour. Cunego ha anche provato a vincere in Val Palot affrontando la cronoscalata come se stesse lottando per la maglia rosa. Per quanto riguarda i giovani, ottima impressione hanno destato le prove dei neoprofessionisti Vladimir Efinkim (Team Barloword-Valsir) e cresciuto nella Feralpi Denti, dell’ucraino Ruslan Pidgorny (Tenax-Nobili) e del bergamasco Sergio Ghisalberti, vincitore lo scorso anno fra gli Under 23 della cronoscalata Gardone Vt-Prati di Careno. I corridori bresciani presenti al Brixia Tour hanno fatto quanto era nelle loro possibilità. Il migliore in classifica generale è risultato Maurizio Varini, ventiquattresimo. Stefano Cavallari, che fra pochi giorni sarà impegnato nelle gare a Burgos e a San Sebastian, è giunto quarantasettesimo. Nicola Loda si è messo a disposizione della squadra ed in particolare di Marco Zanotti: per loro la classifica generale non poteva essere l’obiettivo principale. Peccato non sia arrivata la vittoria sul traguardo di Manerbio. Stefano Guerrini, che corre per la Ceramiche Flaminia, deve avere il coraggio di osare di più e cercare di inserirsi in tutte le fughe. Solo in questo modo si potranno apprezzare le sue indubbie qualità di passista. Guglielmo Bottarelli
Brixia Tour sempre più in Sella
Importante successo per il giovane scalatore veneto e per gli organizzatori
Giornale di Brescia - Lunedì 25 luglio 2005 Un pettegolo a bordo campo
Tutto chiarito tra Serpellini e la Virtus Manerbio. In Promozione, intanto...
Castrezzato preferisce le bergamasche
Cominciamo da una precisazione - attenzione, non si tratta di una smentita - riguardo a quanto scritto la scorsa settimana a proposito di Scarpellini e della Virtus Manerbio. Abbiamo ipotizzato una certa tensione nell’ambiente dovuta alla diversa intenzione dell’allenatore e dei dirigenti - o almeno di alcuni di loro - riguardo alla conferma di determinati giocarori. Il problema è stato risolto, Scarpellini ha firmato il contratto e quindi sarà l’allenatore della squadra per il prossimo campionato. Non si trattava comunque - ci ha precisato lo stesso allenatore - di preclusioni da parte sua nei confronti di questo o quel giocatore, ma della necessità di alleggerire la rosa, non credendo il tecnico che fosse logico affrontare il campionato con un organico di 23 elementi, cinque dei quali sarebbero stati quindi destinati alla tribuna. Diverso era il parere di alcuni dirigenti, che intendevano premiare tutti i protagonisti della scorsa stagione, quella della promozione, ma che alla fine hanno capito e condiviso le motivazioni dell’allenatore. Niente di personale da parte di Scarpellini con questo o quel giocatore, quindi, ma una legittima esigenza di gestire un ambiente all’insegna della serenità e di essere protagonisti di una stagione nella quale tutti avessero occasione di ritagliarsi un proprio spazio. • Spazio adesso ad una notizia che non è un pettegolezzo, ma che sarà accolta con piacere da quanti hanno a cuore le sorti del calcio giovanile di casa nostra. Gli Allievi del S. Bartolomeo, società da poco entrata a far parte del gruppo Sarfisa, hanno brillantemente vinto il torneo internazionale di S. Marino, imponendosi ad un lotto agguerrito di contendenti. Ovvia la soddisfazione del tecnico Marcello Gozzini, di tutto lo staff tecnico e di dirigenti ed atleti, e dovute quindi le congratulazioni. • Pare che il Castrezzato si senta a disagio quando deve affrontare compagini bresciane e così si dice abbia chiesto al Comitato rgionale Lombardia di essere inserito nel girone bergamasco. Non sappiamo se la voce, diffusa peraltro da giocatori della società, sia confermata e se le cose andranno realmente in questo modo, certo si tratta di una situazione curiosa: in tal modo la società rinuncerebbe - se le cose andassero realmente così - a qualche derby ed ai relativi incassi per affrontare avversari sconosciuti o quasi e ci piacerebbe quindi conoscere le motivazioni di questa scelta. Ammesso che ci sia stata davvero. • Si dice che i rapporti di buon vicinato che hanno caratterizzato fin qui Desenzano e Sirmione - si parla ovviamente di cose calcistiche - si siano recentemente deteriorati. Il motivo di questo raffreddamento - ma qualcuno parla di gelo totale - sarebbe da ricercare nella decisione della Sirmionese di non interrompere l’attività - cosa che ad un certo punto pareva certa - regalando la categoria ai vicini e di continuare a svolgere attività con la propria squadra. Pare insomma che a Desenzano non l’abbiano presa proprio bene. • A Ghedi alcuni genitori di giocatori della formazione Juniores sarebbero in subbuglio, non avendo gradito la decisione della società di non promuovere in prima squadra i loro figli (generalmente dell’86) preferendo puntare su altri giovani. Niente di grave, ma i genitori si chiedono che significato abbia allestire una formazione Juniores e poi andare a prendere altrove - ammesso che la cosa sia vera - i giovani necessari. • A Padenghe non sarebbero proprio soddisfatti del fatto che Squassina, per anni dirigente e sostenitore anche economico della Polisportiva, che è recentemente emigrato a Calcinato abbia contattato alcuni giocatori per convincerli a seguirlo nella nuova società. La cosa però non ci pare particolarmente grave: è normale che un dirigente cerchi di assicurarsi le prestazioni di giocatori che conosce bene e che stima, anche se appartengono alla sua ex società.
Giornale di Brescia - Domenica 24 luglio 2005 Presentata l’edizione numero 32 della kermesse tennistica manerbiese, programmata dal 20 al 28 agosto Le musiche dell’Ensemble Arcangelo Corelli di Cellatica e le voci della soprano Giuliarosa Priori e di Luciano Ruggeri hanno reso la scenografia di Palazzo Ghirardi a Manerbio ancor più stuzzicante. Il torneo internazionale di tennis «Challenger Series» Antonio Savoldi - Marco Federico Cò numero 32 non poteva quindi avere vernice più prestigiosa. Nello stupendo parco di casa Soffiantini il presidente Gianni Saldini, attorniato dai sindaci di Manerbio, Montichiari, San Gervasio e Ghedi, dagli assessori provinciali Alessandro Sala e Nicoli Cristiani e dal presidente provinciale Alberto Cavalli ha ufficialmente presentato la manifestazione, con montepremi di ben 50mila dollari, programmata dal 20 al 28 agosto. Il torneo, che oltre ad un valido montepremi consegnerà ai migliori classificati anche un buon bottino di punti, necessari per scalare la classifica mondiale, è oramai diventato appuntamento insostituibile per il tennis club manerbiese. «La nostra provincia accoglie con orgoglio questa manifestazione tennistica inserita nel calendario mondiale - ha sottolineato il presidente Cavalli -; l’impegno del presidente Saldini e dei dirigenti manerbiesi ha rafforzato nel tempo il prestigio di un evento che valorizza una disciplina amata, seguita e praticata da un numero larghissimo di appassionati della racchetta. La comunità bresciana non può che sostenere l’iniziativa e rallegrarsi per il grande impegno e capacità organizzativa». Un più che emozionato Gianni Saldini ha poi presentato il nuovo logo del torneo di quest’anno: un aereo ed una pallina da tennis che solcano il cielo di Manerbio lasciando una scia tricolore. L’ultimo vincitore è stato il giovane spagnolo di Murcia Nicolas Almagro che in due set (7-6 6-4) aveva infranto i sogni del palermitano Francesco Aldi. Il Savoldi-Cò aveva infatti toccato alti livelli; giocatori come Alessio Di Mauro, Oscar Hernandez, l’austriaco Eschauer, il romeno Moraru, il croato Tuxar erano stati capaci di entusiasmare il pubblico. Un briciolo di gloria era toccato anche a Marco Pedrini, il tennista cittadino quest’anno più volte protagonista in tornei internazionali. Oltre a Pedrini nuovamente atteso sui campi rossi di Manerbio anche in questa edizione, ci sarà anche l’altro bresciano Alberto Brizzi in questi ultimi tempi assunto all’onore delle cronache sportive sia per la sua partecipazione ai «Giochi del Mediterraneo», sia per le ottime prove fornite al recente torneo di Palazzolo. (gfp)
Manerbio, scatta l’ora del Savoldi-Cò
Giornale di Brescia - Domenica 24 luglio 2005 BRIXIA TOUR L’atleta vicentino si impone nella seconda semitappa ed ipoteca il successo 1^ SEMITAPPA 1) Emanuele Sella (Ita - Ceramiche Panaria) km 12,8 in 30’47’’ alla media di 24,9 km/h 1) Emanuele Sella (Ita - Ceramiche Panaria) km 305,5 in 7h47’45’’ media 39,1 km/h Verde la Val Palot come sono verdi gli anni di Emanuele Sella, il dominatore assoluto della cronoscalata Pisogne-Val Palot e di conseguenza del Brixia Tour. Con la splendida vittoria ottenuta nella seconda attesa semitappa, il ventiquattrenne vicentino ha ipotecato la vittoria finale nella quinta edizione della manifestazione ideata da Giuseppe Bresciani. Lungo i numerosi ed impegnativi tornanti che hanno portato la corsa dai 182 metri sul livello del mare di Pisogne ai 1.083 mt. della Val Palot, il portacolori della Ceramiche-Panaria ha reso pan per focaccia al favorito Davide Rebellin che lo aveva battuto sul traguardo di Toscolano Maderno. Lo spettacolare testa a testa fra Rebellin e Sella ha fatto crescere l’importanza della corsa a tappe bresciana e l’attenzione degli sportivi. Al termine dei 12,800 km. di pura salita Emanuele Sella, che nella passata stagione aveva vinto la tappa di Cesena al Giro d’Italia ed il Gran Premio di Castelfidardo nella Due Giorni Marchigiana, ha staccato il diretto avversario di 1 minuto ed un secondo. L’atleta diretto da Roberto Reverberi fin dall’intertempo aveva mostrato di essere in ottima forma e non soffrire le pendenze della Val Palot. Al terzo posto si è classificato lo spagnolo Pedro Quinterc Arreitunandia, del Team Barloword-Valsir. Un risultato importanti per l’atleta spagnolo che nel 2004 aveva vinto soltanto una corsa nel Cafè Baque. Damiano Cunego, invece, ha chiuso la cronoscolata al quarto posto, staccato di 1’25’’ dal vincitore Sella. Un risultato importante per il corridore veronese della Lampre Caffita e diretto da Fabrizio Bontempi, che al termine dell’impegnativa ascesa aveva il sorriso sulle labbra. Segno di una evidente soddisfazione in rapporto al suo stato di forma. Alle spalle dei migliori, vanno considerate buone le prestazioni di Jure Golcer e Vladimir Efinkim. Soltanto settimo, invece, è giunto Igor Astarloa, ancora alla ricerca di una vittoria che gli restituisca il sorriso. Più che soddisfacenti le prove di Muraglia, Pidgorny e del giovane Ghisalberti. In mattinata si era disputata la prima semitappa, da Esine a Darfo Boario Terme, di 115 chilometri, conclusa con il successo dell’argentino del Mar della Plata Ruben Guillermo Bongiorno, davanti al suo compagno di squadra Paride Grillo. Dopo vari tentativi di fuga operati da Ivanov, Guerrini, Ginestri, Bossoni, Moletta, Montgomery, Lorek, Hamburger, da un generoso Boggia, Caneschi, al termine dei 115 chilometri, in programma il gruppo si è presentato a ranghi compatti ed i corridori della Panaria hanno imbrigliato soprattutto i bresciani Loda e Zanotti, desiderosi di ben figurare. Prima della volata finale, in verità pericolosa, va registrata la paurosa caduta di Sergio Mariangeli. Per lui frattura della clavicola, della mandibola e del polso della mano sinistra. Auguri sinceri a lui ed a tutta la squadra già particolarmente colpita della recente perdita di Alessio Galletti. Oggi il Brixia Tour dopo il fresco della Valle Camonica torna nella calda Bassa con la terza ed ultima tappa, da Brescia a Manerbio, di 180 chilometri. Dopo il ritrovo al Centro sportivo Rigamonti di Buffalora, la corsa partirà da Piazzale Arnaldo alle ore 10.30 ed affronterà per tre volte il noto circuito del Castello Cidneo (quello dell’ex trofeo Guizzi, per intenderci) prima di imboccare la direttrice Bagnolo Mella, Manerbio. Si ricorda che per l’occasione il Ring cittadino sarà interdetto al traffico dalle ore 9 alle ore 11 per consentire il passaggio dei corridori. L’arrivo a Manerbio è previsto per le ore 14.30. Guglielmo Bottarelli
Sella irresistibile in Val Palot
Rebellin, secondo, arriva ad oltre un minuto. Quarto Cunego, settimo Astarloa
2^ SEMITAPPA
CLASSIFICA GENERALE
1) Ruben Guillermo Bongiorno (Arg - Ceramiche Panaria) km 115 in 2h38’13’’ alla media di 42,7 km/h
2) Paride Grillo (Ita) s.t. 3) Danilo Napolitano (Ita) s.t. 4) Francesco Chicchi (Ita) s.t. 5) Davide Viganò (Ita) s.t. 6) Enrico Degano (Ita) s.t. 7) Mateusz Mroz s.t. 8) Giosuè Bonomi s.t. 9) Krzysztof Szczawinski s.t. 10) Marco Zanotti s.t.
2) Davide Rebellin a 1’01’’ 3) Pedro Arreitunandia a 1’19’’ 4) Damiano Cunego a 1’25’’ 5) Jure Golcer a 1’30’’ 6) Vladimir Efimkin a 1’32’’ 7) Igor Astarloa a 1’45’’ 8) Ruslan Pidgorny a 1’56’’ 9) Giuseppe Muraglia a 2’04’’ 10) Sergio Ghisalberti a 2’12’’
2) Davide Rebellin a 1’01’’ 3) Pedro Arreitunandia a 1’46’’ 4) Igor Astarloa a 2’12’’ 5) Damiano Cunego a 2’26’’ 6) Jure Golcer a 2’31’’ 7) Vladimir Efimkin a 2’33’’ 8) Ruslan Pidgorny a 2’57’’ 9) Giuseppe Muraglia a 3’05’’ 10) Sergio Ghisalberti a 3’13’’
Giornale di Brescia - Domenica 24 luglio 2005 Grande soddisfazione di Sella per aver superato molti campioni. Rebellin ammette la superiorità del vincitore. Delusione per Zanotti e Varini Soprattutto Davide Rebellin, ma anche Damiano Cunego hanno tentato con decisi scossoni di disarcionarlo, ma il ventiquattrenne vicentino della Panaria, al suo secondo anno da professionista, è rimasto saldamente in sella. Una doppia vittoria, tappa e classifica per Emanuele Sella. Statura avara, ma classe da vendere. «Non ci posso credere - ripete scuotendo quasi incredulo il capo il vicentino di Casale - pensare che ho battuto Davide Rebellin e company mi riempie di soddisfazione.Rebellin è un grande, un campione - prosegue Sella - già arrivare secondo dietro a lui sarebbe stato bello, invece gli sono stato addirittura davanti: è magnifico. Dedico questo successo alla mia famiglia che mi è stat a vicina nel momento più critico passato durante il Giro d’Italia. Ora mi auguro di mantenere il primato anche nell’ultima tappa - promette - poi, concluso il Brixia Tour, correrò a Camaiore con l’intenzione di fare sempre meglio nelle corse in Italia. Una delle mie ambizioni è quella di poter vincere una "classica" ». Sella ha vinto e soprattutto convinto e la conferma più autorevole e apprezzata viene dallo sconfitto numero uno, Davide Rebellin che dopo il successo di venerdì a Toscolano sperava di essersi cucito definitivamente addosso la maglia del primato: «È andato veramente forte - ammette - ed è quindi giusto che il primato spetti a lui. Da parte mia sono abbastanza soddisfatto, la gamba gira bene, è un buon segno». In casa Lampre Caffita, dopo il ritiro di Gilberto Simoni che ha diserta to la cronoscalata per non compromettere la sua completa guarigione dalla bronchite, gli occhi erano tutti puntati su Damiano Cunego. Il veronese ha tenuto duro, ma non ha potuto nascondere la non ancora perfetta condizione. Il tecnico bresciano Fabrizio Bontempi è tuttavia contento: «Sapevamo che almeno un poker di corridori ci stavano davanti, quindi la prova di Damiano è da considerarsi positiva». In casa bresciana c’è un po’ di delusione per il mancato successo nella prima semitappa del rovatese Marco Zanotti, terminato in decima posizione: «È stata una volata con qualche scorrettezza - si lamenta il corridore della Liquigas Bianchi - ho dovuto allargare e questo ha fatto finire alle ortiche tutte le mie carte per il successo; speriamo di essere più fortunato sulle strade della Bassa». Accanto Nicola Loda commenta la sua cronoscalata. «Finalmente la fatica è finita - sospira - non sono certamente ancora al top, tuttavia noto un miglioramento costante. Per noi "vecchietti" la strada che sale sembra ogni giorno più impervia». Sorride l’esperto ciclista di Nave attorniato dai suoi ammiratori che hanno costellato la salita di manifesti «pro Loda». Chi proprio ha il morale basso è Maurizio Varini. Il ciclista della Ceramica Flaminia sperava in maggiori soddisfazioni sulle strade della Val Palot. «Mi aspettavo molto di più - spiega - non sono un cronom an e molto probabilmente la grande voglia di mettermi in evidenza sulle strade bresciane ha compromesso la gestione della cronoscalata. Sono partito troppo forte - conclude sconsolato - e ho pagato dazio . Pazienza spero che le strade attorno a Manerbio siano meno ostiche». È al contrario sorridente Daniele Contrini: «Domani (oggi ndr) vedremo come si mette la corsa; se ci sarà la possibilità di qualche sortita non me la lascerò scappare, ma il lavoro prioritario del Team L.P.R. sarà quello di aiutare il nostro velocista Danilo Napolitano a battere tutti a Manerbio». Gianfranco Poletti
«Ho vinto, incredibile!»
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