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Giornale di Brescia - Giovedì 4 Agosto 2005 Iniziati a giugno, i lavori di sistemazione dell’impianto della Media termineranno in tempo per la ripresa delle lezioni Rientrati dalle vacanze, all’inizio del nuovo anno scolastico gli alunni della scuola media comunale manerbiese «Angelo Zammarchi» troveranno una bella sorpresa: una palestra praticamente rifatta ed una piccola nuova pista di atletica. Sono infatti in corso di realizzazione gli interventi di recupero del plesso sportivo. Costruito negli anni Settanta necessitava di alcune opere per la messa in sicurezza degli impianti, per l’adeguamento alle normative igieniche e per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre agli studenti delle scuole medie durante le ore di attività curriculare, degli impianti usufruiscono anche le due società sportive locali di basket e di pallavolo, sia maschile che femminile. I lavori, iniziati al termine delle lezioni di giugno, termineranno entro l’inizio del nuovo anno scolastico, il prossimo 12 settembre. Le operazioni interessano sia l’interno che l’esterno del fabbricato. L’interno vedrà un completo remake: innanzi tutto verranno rifatti gli spogliatoi, le docce e i vani adibiti a magazzino e ripostiglio; verranno anche sistemate le tribune per il pubblico, mentre la palestra verrà tinteggiata a nuovo. Inoltre, verranno messi a posto l’impianto di insonorizzazione e le principali attrezzature ginnico-sportive. All’esterno, invece, verranno sistemati l’intonaco e i canali di gronda; anche la zona di parcheggio riservato alle automobili troverà una nuova conformazione. Inoltre, nello spazio verde attiguo alla seconda palestra, utilizzata anch’essa sia dagli alunni sia dalle società sportive, verrà creata una piccola pista di atletica a forma di anello che servirà per i ragazzi della scuola. L’importo complessivo dell’intervento è di 395mila euro, in parte finanziato con un mutuo contratto presso la Cassa depositi e prestiti e in parte con un contributo ricevuto dalla Regione Lombardia. Umberto Scotuzzi
Manerbio rinnova la palestra
Sarà costruita anche una nuova pista di atletica. Investimento da 395mila euro
Bresciaoggi - Sabato 23 Luglio 2005 MANERBIO. Più di mille studenti hanno visitato la struttura
Museo archeologico, l’altro modo di affrontare lo studio del passato
Chi è rimasto ancorato all’idea di museo come deposito o edificio per esposizioni è tempo che si aggiorni, oppure faccia un salto al Museo archeologico di Manerbio che funziona come «un’aula speciale dove ci si può recare in diversi momenti e dove l’offerta di approfondimento e di sperimentazione è varia e qualificata».
Lo hanno inteso così 54 classi nel corso dell’anno scolastico: hanno varcato la soglia del Museo 1187 alunni, di cui il 74% delle scuole elementari, l’11% delle scuole medie, il 15% delle superiori. Vengono dalla Bassa, da Montichiari a San Paolo, da Barbariga a Pavone, a conferma che il museo è nella realtà il Museo del territorio. Più di 2000 le attività svolte con i ragazzi che hanno impegnato cinque operatori del Museo esterni al Comune e un dipendente ormai in pianta stabile da alcuni anni. Le attività più gettonate sono state la visita guidata, il laboratorio di scavo, l’uso delle schede didattiche, i laboratori di disegno archeologico, ed infine i laboratori di fusione dei metalli e conio delle monete; il materiale in dotazione era composto da 25 schede didattiche per le scuole elementari e due schede per le scuole medie superiori; 20 cd realizzati dalle scuole locali o dal museo; e un questionario di gradimento permette di monitorare la situazione a livello di organizzazione e conoscenza, di spazi ed efficacia didattica.
Le attività svolte con le scuole sono state fornite a livello gratuito. Gli operatori che si sono susseguiti nel gestire varie classi sono stati in primis Pietro Battagliola, seguito dall’archeologa Francesca Pagliuso, e ancora da volontari Regina Cosio, Mariarosa Ambrosio, Carlisa Baisotti, Mariangela Franzelli ed Ermanno Boninsegna. Si sono tenuti anche dei laboratori provinciali, che hanno potuto contare sulla professionalità e la disponibilità di Raffaele Vaccaro ed Eleonora Lorandi, progettisti e realizzatori di alcuni laboratori. Lusinghiera dunque la relazione finale dell’architetto Graziella Freddi, coordinatrice dell’attività che, incoraggiata a suo tempo dal compianto assessore alla Cultura Renzo Manfredini, ha proseguito la sua attività anche con il nuovo assessore Alberto Cherubini. Collaborano inoltre all’attività del Museo il conservatore Brunella Portulano, e il presidente della Commissione di gestione del Museo civico, Maurizio Cavaciocchi.
Il Comune, in collaborazione con la Sovrintendenza archeologica, con il liceo scientifico Pascal e con il Gruppo archeologico di Manerbio ha inoltre promosso la realizzazione di un cd che sarà prossimamente disponibile.Milena Moneta
Giornale di Brescia - Venerdì 8 Luglio 2005 Dieci studenti di Foppa, liceo di Manerbio ed Euroscuola «prigionieri» alla Torre di Londra
«Il giorno prima in metrò a Russell Square»
Stanno bene i dieci studenti bresciani, accompagnati a Londra dalla professoressa Alessandra Belometti per un viaggio di studio della Heritage. Ma, certo, ieri si saranno considerati quasi dei miracolati: già, perchè l’altroieri dalla loro residenza alla University of Greenwich si sono recati al British Museum, salendo per ben due volte sulle linee della Tube - la metropolitana londinese - colpite dalla micidiale sequela di attacchi. «E siamo scesi alla stazione di Russell Square» ricorda la professoressa, non senza che nella sua voce, rimbalzata dalle linee telefoniche sovraccariche, si avverta tutto il senso dello sgomento al pensiero e, al contempo, del sollievo per lo scampato pericolo. Con lei dieci ragazzi - adolescenti iscritti al liceo artistico Foppa, al liceo di Manerbio e all’Euroscuola - che hanno vissuto ieri una giornata surreale. «Siamo saliti sull’ultimo convoglio del treno leggero che porta ai Docklands (nella zona est di Londra, ndr) per raggiungere la Torre di Londra. Abbiamo capito che stava accadendo qualcosa, quando abbiamo sentito sopraggiungere ambulanze, auto della polizia e persino elicotteri. Tutt’attorno, invece, non c’erano rumori, e la Torre di Londra, di solito gremita di turisti, era incredibilmente vuota. Abbiamo chiesto e appreso cosa stava accadendo. Da Greenwich ci hanno sconsigliato di muoverci: così, abbiamo ammirato i Gioielli della Corona, poi siamo usciti e abbiamo atteso». La paralisi di gran parte dei trasporti e la congestione del traffico della zona più centrale di Londra hanno reso la comitiva di ragazzi bresciani prigioniera della splendida fortezza. Poi nel pomeriggio l’idea: l’unica "via" agibile restava il Tamigi. Così ci siamo imbarcati su un battello e siamo tornati a casa». Appena rientrati al college che li ospita, i ragazzi hanno provveduto a telefonare a Brescia, per rassicurare mamme e papà. Quanto al programma dei prossimi giorni, «sarà totalmente stravolto: impensabile proporre le visite alla City previste, nè tantomeno le escursioni serali. Lo stesso sarà per i ragazzi di tutta Europa che risiedono nella stessa struttura. Ma quel che conta, è essere vivi». Non manca però chi sta per raggiungere l’Inghilterra. É il caso di una comitiva di 35 studenti bresciani di varie scuole medie cittadine, che assieme ad una decina di compagni vicentini, decolleranno lunedì alla volta di Manchester. «Prima del ritorno - spiega la professoressa Franca Dolcetti, che guida il gruppo - avevamo in programma una visita a Londra. E avevamo anche i biglietti per il musical del Re Leone: abbiamo immediatamente annullata la tappa londinese e analogamente rinunciato allo spettacolo». Ma, in questo caso, essere lontani dalle luci della City è più rassicurante. (g. gal.)
Giornale di Brescia - Giovedì 7 luglio 2005 Le Cattedrali di Brescia si raccontano Si avvia verso la conclusione, ma solo prima della pausa estiva, la stagione culturale della Fondazione Civiltà Bresciana, che si è rivelata anche quest'anno intensa e caratterizzata da momenti di grande interesse per il pubblico. Giunto all'epilogo il ciclo degli «Incontri con l'autore», in cui sono stati presentati volumi su temi come la storia dell'agricoltura o il carteggio originale conservato nel Monastero dei Ss. Cosma e Damiano, la Fondazione ha da poco promosso l’allestimento della mostra «Le Cattedrali di Brescia» in Duomo Vecchio. Cornice nella quale la rassegna, di natura itinerante, è approdata dopo esser stata inaugurata lo scorso aprile nella sede dell'Istituto «Gambara», con la collaborazione del Centro servizi amministrativi, del Comitato «IV Centenario Cattedrale di Brescia» e della Parrocchia della Cattedrale. In esposizione una trentina di pannelli, con testi e immagini, ripercorrenti gli elementi fondamentali dei due edifici di culto, il Duomo Vecchio e il Duomo Nuovo, con approfondimenti sui personaggi, sulle origini e sul contesto storico, su dettagli artistici e architettonici. Il materiale è corredato di schede che illustrano aspetti ed eventi quali le Sante Croci, i monumenti funebri della Rotonda, il battistero di S. Giovanni, le figure di Berardo Maggi e del Cardinal Querini, le decorazioni e gli affreschi eseguiti dal Moretto e dal Romanino, i bombardamenti della seconda guerra mondiale e le conseguenti opere di ristrutturazione. L'iniziativa è stata organizzata in occasione dell'anniversario della posa della prima pietra del Duomo Nuovo, per favorire la conoscenza delle Cattedrali bresciane. Nel periodo estivo la mostra sarà ospitata anche in alcune banche del gruppo di Credito cooperativo. Poi, in autunno, a riconferma della finalità di tipo didattico, verrà riportata nelle scuole e andrà negli istituti cittadini «Chizzolini» e «S. Maria degli Angeli»; al liceo «Foppa» e al «Luzzago». Infine farà tappa in provincia, nei licei «Fermi» di Salò e «Pascal» di Manerbio; all'Istituto alberghiero di Idro; all'Itc «Golgi» di Breno e all'Itc «Antonietti» di Iseo. Ancora un appuntamento attende però in questi giorni gli studiosi e gli appassionati in genere di cultura locale: sabato, alle 16, a Tavernola Bergamasca (aula magna della Scuola elementare, in via Roma 47), «Civiltà Bresciana» propone il convegno «Don Stefano Fenaroli: sacerdote, amministratore opere pie, storico dell'arte, artista», dedicato al prete tavernolese che, nel XIX secolo, con la pubblicazione del suo «Dizionario degli artisti bresciani», portò alla luce importanti documenti sui pittori bresciani. a. lo. r.
Mostra della fondazione Civiltà bresciana
Giornale di Brescia - Domenica 3 Luglio 2005 MANERBIO Abbattere i costi dei testi scolastici che pesano sulle famiglie Un mercatino per l’acquisto e la vendita di libri scolastici usati: la proposta, lanciata a fine anno scolastico, entra ora nel vivo. L’associazione genitori (Age) e il Gruppo genitori, in collaborazione con le tre librerie del paese (Libreria Tomasoni, Quarto Stato, Edicola Arpa), si sono fatti promotori di un servizio rivolto a tutti gli studenti delle due scuole medie e delle due superiori presenti sul territorio manerbiese. L’obiettivo, spiegano gli organizzatori dell’iniziativa che ha il benestare dell’Assessorato alla pubblica istruzione, è duplice: da un lato offrire un’opportunità per il diritto allo studio a minor costo; dall’altro si vuole dare un reale sostegno al riutilizzo dei libri scolastici, che spesso vengono destinati al macero o finiscono ad ammuffire in qualche solaio. «Per molte famiglie, sostiene l’assessore alla Pubblica istruzione, Venerio Bodini, il costo dei testi è spesso proibitivo o comunque comporta un esborso troppo oneroso. Perciò abbiamo lanciato quest’iniziativa». Nelle serate di domani, mercoledì e venerdì dalle 20.30 alle 22, nel la sala antistante l’ingresso del Piccolo Teatro di piazza Cesare Battisti, sarà possibile consegnare i libri che si hanno in dotazione: questo al 50% del valore. Dal 24 agosto al 14 settembre verranno invece distribuiti i testi in uso nel nuovo anno scolastico, sempre al 50% del valore. Info ufficio Istruzione del Comune, ai numeri 030-9387290-291. (u. sc.)
Mercatino per i libri usati
Bresciaoggi - Sabato 2 Luglio 2005 Superato dall’istituto di via Montello l’esame per la qualità Uni Eni Iso 9001:2000 È la prima scuola media bresciana a ottenere il riconoscimento
Lana-Fermi «certificata»
La scuola che cresce è quella capace di raccogliere le sfide della modernità, per analizzare i processi interni e responsabilizzare le proprie professionalità, controllando bisogni e grado di soddisfazione degli utenti.
Su questa base è nata l’esperienza biennale di lavoro che ha portato la scuola media inferiore “Lana Fermi” di via Montello ad ottenere la certificazione del sistema di gestione per la Qualità Uni En Iso 9001:2000, ricevuta di recente dall’ente certificatore Sgs, autorizzato dal Sistema nazionale di certificazione.
«Davanti al processo di autonomia che interessa oggi il mondo della scuola, chiamata a proporre propri piani di offerta formativa, ci siamo resi conto di come sia fondamentale introdurre criteri di qualità per controllare l’offerta stessa e i suoi esiti formativi – spiega la preside, la professoressa Livia Massetti Maffei – Abbiamo intrapreso corsi di formazione per due anni, per costruire un processo di certificazione di qualità che rispondesse alle peculiarità dell’ambito scolastico, che come tale non è un’azienda ma un servizio. Il risultato finale è stata la costruzione di un’idea condivisa di qualità, che ci ha portato a metterci in discussione, per valutare l’organizzazione scolastica, lavorando poi per migliorarne prestazioni e contenuti».
In questa operazione biennale la scuola Lana Fermi non è stata sola, ma si è affiancata ad una rete di istituti interessati al sistema di qualità, fra cui quelli di Manerbio, Leno e Gussago, che hanno già ottenuto la certificazione, quello di Verolanuova, in procinto di ottenerla, e quelli di Gottolengo, Borgo San Giacomo, Pontevico e Orzinuovi.
Il percorso di certificazione ha permesso alla scuola di leggere i processi interni per comprenderli e poi gestirli, creando un’organizzazione più regolata, snellendo e semplificando il lavoro di tutti, garantendo che le proposte del piano di offerta formativa siano effettivamente corrispondenti a quanto realizzato durante l’anno scolastico.
«In città siamo la prima scuola media ad aver intrapreso il cammino di certificazione e ottenuto tale riconoscimento, che richiede investimenti cospicui: l’auspicio è che la nostra esperienza possa servire da modello anche ad altre scuole medie – afferma la professoressa Mara Ceroni, responsabile per la Lana Fermi della certificazione di qualità – .Il nostro fine è ora quello del miglioramento continuo: la certificazione, infatti, è solo l’inizio, ogni anno ci sottoporremo a verifiche esterne, un incentivo in più per realizzare nel tempo un articolato piano di miglioramento dei servizi».
Lisa Cesco
Giornale di Brescia - Sabato 25 Giugno 2005 Da lunedì Manerbio sperimenta la formazione telematica a distanza MANERBIO - Il Comune di Manerbio investe sulle nuove tecnologie e diventa capofila tra i Comuni bresciani nell’«educational learning», la formazione telematica a distanza. Il progetto è stato messo a punto dall’ufficio del Ced, Centro elaborazione dati di piazza Cesare Battisti, sede del municipio, con il coordinamento dell’assessore Cristoforo Riva e del direttore dei servizi amministrativi, Gabriele Busti. Per ora sono tre i Comuni della Lombardia che hanno aderito a questo progetto pilota e tra di essi quello della cittadina bresciana. Destinatari del progetto sono principalmente gli studenti e i dipendenti, sia di pubblici uffici sia di imprese private, ma, ovviamente, il servizio è aperto a tutti coloro che vogliano avvicinarsi a questa nuova esperienza. Grazie al nuovo servizio, che sarà attivo a partire da lunedì 27, il Comune offrirà dunque agli iscritti la possibilità di formarsi a distanza, compiendo dei veri e propri corsi on line. Uno studente, ad esempio, che intenda risolvere problemi di trigonometria, potrà farlo seduto davanti al proprio computer: sarà seguito da docenti che, a distanza, forniranno le spiegazioni e le indicazioni per la soluzione degli esercizi. Ma non solo: egli potrà anche ripassare un intero argomento oppure prepararsi ad un esame come se avesse al proprio fianco chi lo aiuta nello studio. Oppure, prendiamo il caso di un pubblico dipendente: dal suo tavolo di lavoro potrà compiere un percorso di aggiornamento previsto dalla legislazione, come corsi propedeutici alla certificazione qualità e controllo gestione, legge 626 sulla sicurezza, primo soccorso, o servizio di trattamento dei dati della privacy. O ancora un gruppo di lavoratori potrà frequentare dei veri e propri corsi con il solo mouse, grazie alla consulenza di un’équipe di docenti a loro disposizione. Al termine della frequenza dei corsi verrà anche rilasciato un attestato di partecipazione. Non è escluso, poi, che in futuro il servizio venga esteso anche a scuole o ad aziende che intendano far svolgere corsi ai propri dipendenti. Il servizio è gratuito e il Comune si fa garante della gestione; per accedervi è necessario collegarsi al portale del comune (www.comune.manerbio.bs.it), ottenere il codice di autenticazione e la password di accesso che consentirà poi all’utente di eseguire la propria formazione a distanza. Il costo complessivo dell’operazione è di 4.800 euro, di cui 2.400 euro a carico dell’Amministrazione manerbiese e il restante 50 per cento attraverso un contributo messo a disposizione dalla Regione. «È un servizio che offriamo a tutta la popolazione - commenta il sindaco Cesare Trebeschi - in sede di presentazione; è un modo per avvicinare la gente alle nuove tecnologie che stanno prendendo sempre più piede nella nostra società e possono svolgere un valido supporto anche nell’istruzione». Il dottor Busti, che insieme all’assessore ha curato i dettagli dell’operazione, auspica, invece, che «in un futuro non lontano si possa arrivare alla informatizzazione di sempre più servizi, così che il singolo cittadino, possa, con un solo clic, ottenere i documenti di cui abbisogna». Umberto Scotuzzi
Progetto pilota con le nuove tecnologie
Bresciaoggi - Martedì 21 Giugno 2005 PONTEVICO. Scuola media in evidenza Anche quest’anno, la scuola media Giovanni XXIII di Pontevico ha partecipato al campionato di lettura organizzato dal Sistema bibliotecario della Bassa Bresciana centrale in collaborazione con la cooperativa Equilibri di Modena. La competizione si è conclusa in modo davvero positivo per la scuola sulle rive dell’Oglio: la classe prima A, che ha partecipato alla finale, ha ottenuto il secondo posto alle spalle di Verolanuova e Gambara.
«Olimpiadi» di lettura studenti sul podio
Il torneo, a cui hanno partecipato anche le scuole di Gambara, Gottolengo, Isorella, Manerbio e Verolanuova, era incominciato lo scorso dicembre, quando ad ogni classe era stata assegnata una bibliografia specifica su cui prepararsi; il gioco era poi continuato con la cosiddetta «fase comunale», una selezione per eleggere la classe campione chiamata a rappresentare il paese nella finalissima. Certamente la conquista del «podio» è stata motivo di gioia per la scuola, ma, indipendentemente dal risultato, il Campionato di lettura, attraverso una sana competizione, ha offerto ai ragazzi la possibilità di approfondire la loro conoscenza della biblioteca e soprattutto confermato che il libro è divertimento.Linda Bossoni
Giornale di Brescia - Martedì 14 giugno 2005 Firme a Brescia sulla proposta della Rete regionale contro la precarietà Si raccolgono anche a Brescia e in provincia le firme sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare per il diritto al reddito. Un’iniziativa della Rete regionale contro la precarietà e la Legge 30, che prevede un’erogazione in denaro a precari, disoccupati e studenti universitari che vivono fuori dal nucleo familiare, affinché abbiano un reddito netto annuo di 7.200 euro, oltre a un pacchetto di servizi. I soggetti beneficiari devono essere residenti in Lombardia, mentre non costituisce requisito il possesso della cittadinanza italiana. L’obiettivo - spiega un comunicato della Rete bresciana - è quello di «garantire una continuità di reddito a fronte della discontinuità occupazionale, consentendo così anche la continuità dei versamenti contributivi ai fini previdenziali». Quanto al pacchetto dei servizi, sono comprese (a carico dei Comuni) agevolazioni per i trasporti, per la fruizione di beni e servizi culturali e artistici e per la casa e facilitazioni per l’accesso al credito. Ancora, la Legge introduce una novità per quanto riguarda la copertura finanziaria: «L’obiettivo a cui si tende è quello di non pesare indistintamente sulla fiscalità generale, ma di prevedere una convenzione con il Ministero del lavoro per ottenere trasferimenti monetari provenienti dagli importi versati da quei soggetti economici (imprese utilizzatrici) che traggono profitto dalla fornitura e dall’utilizzo di lavoro precario». «Dobbiamo rimettere al centro della discussione politica il diritto al lavoro, al salario, al reddito, alla pensione, alla casa, ai servizi», dichiara il comunicato a fronte di una situazione di precarietà che riguarda innanzitutto i giovani, ma che «si estende a tutto il mondo del lavoro». Nel Bresciano la raccolta di firme è in programma per domani, mercoledì, al mercato di Manerbio; giovedì 16 al mercato di Sarezzo; venerdì 17 al mercato del Villaggio Prealpino e sabato 18 al mercato di piazza Loggia.
Un reddito per legge
Bresciaoggi - Venerdì 10 Giugno 2005 Lo stemma adottato da Ghedi, Leno, Manerbio e Bagnolo
Un fiume e un mulino nel «logo» della Bassa
Il disegno dei ragazzi del Liceo Pascal ha vinto il concorso
La Bassa, identificata soprattutto con la campagna e l’agricoltura, un corso d’acqua come elemento fondamentale, la ruota di un mulino, un cenno all’attività industriale, due leonesse che rappresentano la provincia in atteggiamento protettivo nei confronti della pianura: ecco il logo che contraddistinguerà da oggi la Bassa Bresciana.
Per ora lo stemma è stato adottato da Bagnolo, Ghedi, Manerbio e Leno, ma l’intenzione è di farne il simblo ufficiale di tutta la zona.
È stato scelto attraverso un concorso riservato alle scuole superiori del circondario e vinto dalla 2ª A del Liceo Pascal di Manerbio.
Il logo è già stato trasferito sulla locandina che pubblicizza la Fiera della Bassa Bresciana in programma a Bagnolo Mella il prossimo settembre. Ha ben figurato anche l’istituto superiore Capirola di Leno che si è aggiudicato gli altri quattro premi. Al secondo posto, due leoni con fontana, si è classificata la 1ª D in particolare Filippo Fontana. Il terzo posto è andato a un’idea originalissima realizzata dalla 2ª D Geometri (in particolare messa a punto da Roberto Zeli) «Braccia con uomo vitruviano». Altri due lavori sono stati segnalati per l’originalità e cioè le api e l’alveare realizzata dalla 2ª E in particolare da Angela Grazioli e un gruppo di lepri prodotto della 3ªA Geometri, grazie soprattutto all’abilità di Marco Agosti. Tutti i lavori sono stati coordinati dalla professoressa Graziella Freddi.
Alla premiazione, avvenuta a Leno lunedì scorso, erano presenti Cesare Trebeschi, sindaco di Manerbio, gli assessori al Commercio di Ghedi, Alberini, di Bagnolo Francesco Rampini e di Leno Cristina Tedoldi, oltre a Rosella Di Pietro (cultura).
La scelta del logo, come è stato più volte sottolineato, è solo la prima fase di un progetto che vuole realizzare in modo concreto ed esteso l’aggregazione dei Comuni della Bassa. L’esigenza è scaturita dapprima dagli assessorati al Commercio dei quattro paesi limitrofi e cioè Ghedi, Leno, Manerbio e Bagnolo, che organizzano più frequentemente manifestazione sovracomunali. Ma subito le rispettive amministrazioni l’hanno sposata con l’intento di aggregare gli altri Comuni della pianura.
La neo aggregazione dovrebbe curare iniziative sovracomunali e soprattutto meglio tutelare e valorizzare la pianura bresciana. «In un momento in cui molti si chiamano fuori e stare insieme, anche in Europa diventa sempre più difficile - è stato detto - noi siamo orgogliosi di andare contro tendenza: uniti si lavoro meglio e si ottengono risultati migliori». Milena Moneta
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